Imprese comuni dell’Ue per la ricerca: tutte in buona salute, tranne Ecsel

Problemi per la fusione nucleare Iter: costi più 82% e un ritardo di 15 anni

[12 novembre 2018]

La Corte dei conti europea ha certificato i conti 2017 di tutte le imprese comuni dell’Ue  ed espresso per un giudizio positivo sulle operazioni finanziarie di tutte meno una. Nel caso dell’impresa comune Ecsel, che si occupa di componenti e sistemi elettronici, la Corte ha rilevato criticità che, in alcuni casi, hanno impedito il funzionamento efficace del controllo interno.

Oggi, la Corte ha pubblicato le relazioni annuali sulle 8 imprese comuni dell’Ue che operano nel settore della ricerca e spiega che «Le imprese comuni sono partenariati pubblico-privato conclusi tra l’UE, l’industria, i gruppi di ricerca e gli Stati membri. Dispongono di circa 700 effettivi e svolgono un ruolo importante nella realizzazione di aspetti specifici della politica UE in materia di ricerca. La dotazione di bilancio complessiva delle imprese comuni per il 2017 è ammontata a 2,1 miliardi di euro, ossia al 2 % del bilancio totale dell’Ue. I rispettivi partner del settore di attività e della ricerca forniscono contributi in natura attuando le attività operative delle imprese comuni e contributi finanziari per sostenerne i costi amministrativi e operativi».

Ildiko Gall-Pelcz, responsabile dell’audit Corte dei conti europea, ha sottolineato che «Le imprese comuni sono strumenti importanti per la ricerca e l’innovazione all’avanguardia nell’Ue, in quanto contribuiscono a promuovere la competitività dell’industria europea a livello mondiale. L’audit della Corte per il 2017 ha confermato le risultanze positive esposte negli anni passati, ma ha evidenziato alcune questioni che richiedono ulteriore attenzione e indicato opportunità di miglioramento in relazione alla gestione finanziaria e di bilancio, ai controlli interni, all’effetto moltiplicatore dei contributi dei partner del settore industriale e della ricerca nonché alle valutazioni della Commissione».

La Corte ha certificato l’affidabilità dei conti di tutte le otto imprese comuni e ha espresso «giudizi di audit positivi sulle operazioni relative alle entrate e ai pagamenti di ciascuna impresa comune, ad eccezione di ECSEL per la quale ha emesso, come l’anno scorso, un giudizio con rilievi riguardo ai pagamenti. In particolare, la Corte ha rilevato alcuni problemi a livello di controllo interno, che le hanno impedito di attestare la conformità alle norme dei pagamenti eseguiti da ECSEL per il precedente programma quadro di ricerca e innovazione (7° PQ). Questi problemi non incidono però sui pagamenti per il programma attuale (Orizzonte 2020) e di conseguenza verranno meno gradualmente».

La Corte ha attirato inoltre l’attenzione sul contributo dell’Unuine europea sul progetto di fusione nucleare International Thermonuclear Experimental Reactor (Iter),  che «rischia di subire considerevoli aumenti dei costi (82%) rispetto alla dotazione finanziaria precedentemente approvata di 6,6 miliardi di euro e un ritardo di 15 anni rispetto a quanto inizialmente pianificato. La Corte ha inoltre rilevato carenze nella pianificazione di bilancio dell’impresa comune».