Nel nostro Paese spesa sanitaria pubblica pro capite tra le più basse dell'Ocse

Italia Paese disuguale, nella salute come nella malattia

Si allargano i divari nord-sud e quelli intergenerazionali, mentre «la continua crescita della spesa privata testimonia un arretramento del sistema pubblico»

[19 aprile 2018]

L’età media del Paese aumenta, ma le vecchie disuguaglianze non muoiono mai: il nuovo rapporto Osservasalute pubblicato oggi descrive un’Italia 2017 dove «la speranza di vita alla nascita è tornata a crescere», rimbalzando dopo il calo registrato nel 2015, ma dove il Servizio sanitario nazionale continua ad essere messo a dura prova. La spesa sanitaria pubblica pro capite è leggermente aumentata nel 2016, ma rimane tra le più basse dell’Ocse, e arranca di fronte alle sfide che la mutata domanda di salute da parte degli italiani gli sottopone: «L’invecchiamento della popolazione, i costi indotti dal progresso tecnologico e le forme di deprivazione socio-economica prodotte dalla crisi». Due le categorie che continuano ad essere più a rischio.

Da una parte il Sud, dove «si confermano le disuguaglianze territoriali riscontrate in passato, con le regioni del Mezzogiorno più svantaggiate di quelle del resto del Paese». Ad esempio, per quanto riguarda «i tumori oggetto di programmi di screening organizzato, gli effetti dell’introduzione di misure efficaci di prevenzione secondaria sono visibili nelle aree del Paese dove si è iniziato prima e dove la copertura è ottimale. Una minor copertura di popolazione e una ritardata implementazione degli screening organizzati sono fattori che contribuiscono a spiegare la bassa performance in termini di salute osservata nel Mezzogiorno».

Dall’altra i giovani di oggi, che si avviano a essere i badanti di domani. Già oggi «un quinto degli ultra 65enni ha molta difficoltà o non è in grado di svolgere almeno una attività di cura della persona senza alcun aiuto, e quasi la metà degli over75 «non è in grado di preparare i pasti, fare la spesa o svolgere attività domestiche leggere».

A prendersene cura saranno figli e nipoti, potendo però contare su stipendi e pensioni più bassi e famiglie più sottili: di nuovo disuguaglianze, dunque, che dovremmo iniziare a lenire ora per non vederle poi scoppiare d’un colpo, in un contesto dove «la continua crescita della spesa privata testimonia un arretramento della copertura complessivamente garantita dal sistema pubblico».

L. A.