In Italia si beve vino da circa seimila anni, suggerisce una nuova ricerca

[25 agosto 2017]

Il vino è un elemento caratterizzante sulle tavole di molti paesi Mediterranei, e dell’Italia in particolare; la sua produzione e consumo risalgono all’alba dei tempi, un orizzonte che per quanto riguarda il nostro Paese finora era fissato nel bel mezzo dell’Età del bronzo (ovvero, attorno al 1.300-1.100 avanti Cristo). In realtà, questo limite temporale sembra debba essere spostato di qualche millennio indietro.

Una team di ricercatori italiani con primo firmatario Davide Tanasi (della University of South Florida) ha appena pubblicato sulla rivista scientifica Microchemical Journal lo studio 1H-1H NMR 2D-TOCSY, ATR FT-IR and SEM-EDX for the identification of organic residues on Sicilian prehistoric pottery, nel quale si offrono convincenti prove relative alla presenza di viticoltura – e al consumo di vino – in Sicilia nel IV millennio a.C., ovvero circa seimila anni fa.

«I residui organici che aderiscono alla superficie o vengono assorbiti nel tessuto poroso di un recipiente non smaltato – spiegano i ricercatori – possono fornire importanti informazioni sia sull’utilizzo del vaso sia sulle pratiche alimentari» della popolazione che ne ha fatto uso. Con l’obiettivo di indagare la paleo-dieta che i nostri antenati conducevano millenni fa, il team di ricercatori ha dunque analizzato due reperti ceramici emersi nei siti preistorici del monte Kronio, o monte San Calogero, nei pressi di Sciacca (Agrigento).

Le successive analisi chimiche hanno permesso di individuare alcune tracce tipiche delle vinificazione – come l’acido tartarico –, offrendo la prova del consumo di vino già nella preistoria siciliana. Vino sì, ma rosso o bianco? Al momento, i ricercatori stanno ancora indagando.