La cannabis medicinale funziona: è sicura ed efficace. Bisogna riavviare la ricerca

Secondo l'European Journal of Internal Medicine la cannabis deve rientrare nella medicina tradizionale

[16 marzo 2018]

Secondo un’edizione speciale delll’European Journal of Internal Medicine, «La cannabis medicinale è sicura ed efficace nel sollievo dal dolore» e i ricercatori chiedono che «Il trattamento venga adeguatamente compreso all’interno delle nostre moderne dotazioni mediche».

Il niovo numero delll’European Journal of Internal Medicine Un fornisce una panoramica completa dei benefici dell’utilizzo della cannabis e dei suoi prodotti derivati ​​in medicina e chiede ulteriori ricerche per migliorare le evidenze di base per il suo uso.

Uno dei principali autori della ricerca, l’israeliano Victor Novack, dell’università Ben-Gurion del Negev, spiega: «Riteniamo sia assolutamente necessario non solo presentare lo stato attuale delle cose, ma anche proporre lo sviluppo di un programma di ricerca scientifica all’interno del paradigma della medicina basata sull’evidenza. Il nostro obiettivo finale dovrebbe essere quello di stabilire scientificamente il posto reale dei prodotti derivati ​​dalla cannabis medica nel moderno arsenale medico«.

Per secoli la cannabis è stata usata per alleviare il dolore, come aiuto per dormire e per molti altri scopi, eppure ci sono poche prove sulla sua sicurezza ed efficacia. Questo è in parte dovuto ai divieti  e alle restrizioni legali al consumo di cannabis, che sono relativamente recenti ma che hanno ostacolato la ricerca scientifica e portato i medicia ignorare i benefici di quella che il proibizionismo ha trasformato in una droga “ricreativa”.

Ma dal 2012 in poi c’è stato un boom di studi sulla cannabis terapeutica e l’edizione speciale dell’European Journal of Internal Medicine pubblica due importanti studi sull’uso della cannabis per i malati di cancro e gli anziani e fornisce anche una panoramica completa delle prove, dei regolamenti, dell’etica e dell’uso pratico. Gli autori e gli editori chiedono più ricerche per migliorare le conoscenze di base.

Lo studio “Prospective analysis of safety and efficacy of medical cannabis in large unselected population of patients with cancer”, condotto da  Novack e dal suo team di ricercatori israeliani, ha analizzato i dati raccolti durante il trattamento di 2.970 pazienti oncologici con cannabis medicinale tra il 2015 e il 2017 e gli scienziati  dicono che «I due principali problemi che i pazienti speravano di superare erano il sonno e il dolore, e la cannabis ha dimostrato di essere efficace nell’alleviare entrambi. Il 95,9% dei pazienti ha riportato un miglioramento delle loro condizioni».

Lo stesso team ha analizzato anche l’efficacia della cannabis medica nei pazienti anziani che erano stati trattati nel 2015-2017 per una varietà di problemi, tra cui il dolore e il cancro. Nel loro articolo i ricercatori israeliani concludono che «Il nostro studio rileva che l’uso terapeutico della cannabis è sicuro ed efficace nella popolazione anziana. L’uso di cannabis può ridurre l’utilizzo di altri medicinali soggetti a prescrizione, inclusi gli oppioidi. Per questa speciale popolazione, sono essenziali studi in doppio cieco randomizzati e controllati»

Nella recensione  “The therapeutic effects of Cannabis and cannabinoids: An update from the National Academies of Sciences, Engineering and Medicine report” del numero speciale, Donald Abrams,  dell’ematologia – oncologia dello Zuckerberg San Francisco General Hospital dell’Università della California – San Francisco, analizza la recente indagine “The Health Effects of Cannabis and Cannabinoids” della National Academies of Sciences, Engineering and Medicine. Un rapporto, che ha preso in esame 10.000 abstract scientifici e che «ha concluso che ci sono prove conclusive o sostanziali che la cannabis o i cannabinoidi negli adulti sono efficaci per il trattamento del dolore, nausea e vomito e spasticità associati alla sclerosi multipla». Ma il rapporto ha anche evidenziato gli ostacoli che negli Usa vengono posti alla ricerca e che potrebbero spiegare la mancanza di prove evidenti per l’uso terapeutico della cannabis. Questa carenza di ricerca ha anche portato a numerosi problemi etici nella prescrizione della cannabis, anche perché molti medici non capiscono abbastanza il trattamento da poterne consigliare dosaggio e uso. Lo studio  “Practical considerations in medical cannabis administration and dosing” di Caroline  MacCallum, dell’università della British Columbia, e di Ethan Russo, dell’International Cannabis and Cannabinoids Institute di Praga, fornisce ai medici una guida pratica, con dati sulla farmacologia della cannabis.

Novak conclude: «Questo numero speciale sulla Cannabis medica riguarda tutto ciò che si vuole sapere sulla cannabis medica, Speriamo che fornirà ai medici un riassunto contemporaneo dei diversi aspetti relativi alla cannabis medica e guiderà la scelta verso indicazioni appropriate, in cui le prove sono sufficienti per iniziare il trattamento. Speriamo anche che gli articoli faciliteranno la discussione sul futuro della ricerca medica sulla cannabis e la sua sistematizzazione nella medicina tradizionale».