La March for Science è un già un successo, riuscirà a diventare un movimento sociale?

Il 22 aprile in piazza in tutto il mondo contro il nagazionismo antiscientifico e climatico

[12 aprile 2017]

Quest’anno l’Earth Day sarà diverso: il 22 aprile gli scienziati di tutto il mondo scenderanno nelle strade di almeno 480 città per difendere la scienza e la libertà di ricerca e soprattutto per tentare di mettere in piedi un movimento duraturo che si batta contro le politiche negazionistiche ed antiscientifiche di Donald Trump e di chi lo ha preceduto e vorrebbe seguirlo nell’offensiva contro la scienza, i dati e i fatti.

Quel che vorrebbero far nascere il 22 marzo gli organizzatori della March for Science  è l’embrione di un nuovo movimento sociale. «La marcia non servirà a cambiare nulla, a meno che si vada avanti dopo il 22 aprile – ha spiegato Caroline Weinberg, una delle organizzatrici della March for Science – Dopo il 22 aprile, dovremo passare dall’organizzare marce a un’organizzazione globale focalizzata sull’educazione scientifica, la  sensibilizzazione e la militanza»

Una transizione che dovrebbe iniziare il 22 aprile, a partire dal corteo principale di Washington DC  che comprenderà anche 18 eventi nel quale gli scienziati spiegheranno come la scienza sia necessaria alla gente.  Dopo che le manifestazioni saranno finite, gli organizzatori della March for Science si impegneranno in una settimana di iniziative per consolidare quello che si annuncia già come un inaspettato successo e per dare ulteriore slancio al movimento pro-scienza.

Al piccolo comitato organizzatore iniziale si sono aggiunte più di 170 organizzazioni che lavorano con gli scienziati e li sostengono, un elenco che comprende colossi come l’American association for the advancement of science (Aaas) e l’American geophysical union (Agu), o piccoli gruppi come il Climate science legal defense fund, ma anche i militanti di molte associazioni ambientaliste, a partire dalla più grossa di tutte: Sierra Club.

A parte qualche screzio su Twitter e altri social media sui simboli e gli obiettivi della marcia, la cifra della March for Science sembra essere quella della diversità, dell’accoglienza e dell’adattabilità. Complessivamente, da quando è stata lanciata, l’iniziativa è cresciuta costantemente ed ha avuto un vero e proprio boom dopo il giuramento di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America. Decine di migliaia di persone si sono offerte come volontari per organizzare le marce e gli account della March for Science  sui social media si contano a migliaia.

Solo un quarto di volontari si autodefiniscono scienziati e, mentre gli scienziati restano il cuore del movimento, al suo interno ci sono persone che provengono da ogni classe sociale e livello di istruzione

L’elezione di Trump è stata certamente un catalizzatore per il successo della marcia e i suoi atti di governo successivi, gli attacchi quotidiani contro la scienza, la sua retorica negazionistica, i tagli di bilancio all’Envirnmental protection agency, la rottamazione delle politiche climatiche di Barack Obama hanno fatto solo aumentare l’opposizione e la preoccupazione.

Gli organizzatori e i partner della  March for Science  sottolineato che la marcia è sicuramente politica, ma non di parte, vedono piuttosto nell’iniziativa un modo per riunire le forze che sostengono le  politiche basate sulle prove e la scienza e che vogliono contrastare la crescente ostilità verso gli esperti e il dilagare delle bufale antiscientifiche ed antiambientaliste.

Claudio Paganini, un dottorando dell’Albert Einstein institut del Max Planck Institut für Gravitationsphsik che sta organizzando la    March for Science di Berlino, sottolinea che «La solidarietà all’interno della comunità scientifica globale è uno dei motivi della marcia» e ricorda che gli scienziati non sono sotto attacco solo negli Usa, come dimostrano le recenti iniziative dei governi autoritari di Ungheria e Turchia contro la libertà di insegnamento nelle università.

La direttrice esecutiva dell’Agu, Christine McEntee, è convinta che questa adesione e diffusione delle marce per la scienza dimostri che gli scienziati sono sempre più consapevoli che devono impegnarsi più nel confronto con l’opinione pubblica e i decisori politici: «Anche prima delle ultime elezioni,  c‘era  un crescente riconoscimento del fatto che gli scienziati hanno l’obbligo di comunicare la loro scienza. Ora la posta in gioco è più alta. In particolare, con l’attuale Amministrazione [Usa], la retorica  [anticientifica] non proviene da una sola persona, proviene da molte persone che fanno dichiarazioni inesatte sui fatti».

Ad essere sotto tiro dell’ammin istrazone Trump è soprattutto la scienza climatica che è  certamente uno dei punti centrali della March for Science  e che sarà il tema della  People’s Climate March che si terrà il 29 aprile a Washington DC, ma la marcia del 22 aprile punta ad essere la più inclusiva possibile per proteggere l’integrità scientifica in tutte le sue forme.

Gli oganizzatori della . March for Science  concludono: «La scienza non viene più  ignorata dai politici. Viene attaccato il procedimento scientifico stesso, compromettendo la nostra capacità di rispondere alle domande che riguardano il mondo».