Uno studio internazionale coordinato dell’Università di Pisa

Il lago più antico d’Europa è più “giovane” di quanto si credesse

[29 settembre 2014]

Uno studio coordinato dal ricercatore dell’Ateneo di Pisa e parzialmente co-finanziato dall’International Continental Drilling Project (Icdp), che  si inserisce all’interno del progetto internazionale quadriennale Scientific Collaboration on Past Speciation Conditions in lake Ohrid (Scopsco), iniziato nel 2009, ha scoperto che il lago di Ohrid (Ocrida), il lago più antico d’Europa, che si trova al confine tra Albania e  Macedonia, «E’ più giovane di quanto si credesse, sebbene la sua età, oltre un milione di anni, sia comunque ragguardevole».

L’esatta datazione è stata calcolata da un team internazionale di cui fa parte un gruppo di studiosi italiani guidato da Giovanni Zanchetta, ricercatore del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, e composto da esperti degli Istituti CNR-Igag (Geologia Ambientale e Geoingegneria) di Roma e CNR-Igg (Geoscienze e Georisorse) di Pisa, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Pisa e di Roma e delle Università di Bari e La Sapienza di Roma e da loro colleghi provenienti da Albania, Germania, Gran Bretagna e Macedonia.

I risultati sono stati resi noti nell’articolo “More Than One Million Years of History in Lake Ohrid Cores” pubblicato sulla rivista scientifica internazionale  Eos -Transactions American Geophysical Union ed i ricercatori pisani spiegano che «La ricerca è partita nel 2013 con una campagna di carotaggio profonda in cinque siti del lago. I primi risultati emersi dall’analisi dei sedimenti estratti (in totale oltre 2 km di “carote” ora conservate all’Università di Colonia in Germania)»

Zanchetta evidenzia che «Il nostro obiettivo era di raggiungere, attraverso dei carotaggi profondi, la base dei sedimenti lacustri e di ricostruire la storia climatica e biologica del luogo. La ricchissima messe di dati emersa ci ha permesso, per la prima volta, di indicare l’età orientativa del lago, oltre un milione di anni, e di avanzare alcune ipotesi preliminari sulla formazione delle faune endemiche del bacino. A livello scientifico quello di Ohrid è infatti il lago che possiede il maggior numero di specie endemiche del mondo – ne sono state censite 212 fra animali e vegetali – tanto che nel 1979 è stato dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Ma i sedimenti carotati ci hanno messo a disposizione anche un archivio fondamentale per ricostruire la storia eruttiva dei vulcani italiani, la loro dispersione areale e i potenziali impatti ambientali, dati fondamentali anche in un ottica applicativa, in caso di future eruzioni».