L’Europa avrà un suo sistema di navigazione satellitare: Galileo ha superato la prova

[25 luglio 2013]

I quattro satelliti Galileo attualmente in orbita hanno permesso di determinare con successo la posizione geografica in termini di latitudine, longitudine e altitudine e questo dimostra che il programma di navigazione satellitare è in grado di fornire dati di posizionamento estremamente precisi ai sistemi di navigazione delle automobili o ad altri dispositivi di ricezione, oltre a confermare la capacità del sistema Galileo di fornire dati di posizionamento altamente affidabili.

«Oggi è un giorno importante per la navigazione satellitare europea», ha sottolineato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e Commissario per l’Industria e l’imprenditoria durante una dimostrazione pubblica del sistema effettuata in Italia.

E ha aggiunto: «Il livello di precisione raggiunto nella determinazione della posizione geografica utilizzando soltanto quattro satelliti Galileo è una dimostrazione della competenza industriale dell’Europa e rappresenta un passo importante per il lancio dei primi servizi nell’ottobre 2014. Gli utenti potranno usufruire ogni giorno di un miglior servizio di navigazione satellitare e si apriranno nuove opportunità commerciali. Questo è ciò di cui abbiamo davvero bisogno nel contesto economico attuale». 

Galileo è il programma che la Commissione europea ha lanciato per sviluppare un sistema di navigazione satellitare globale sotto il controllo civile europeo. Sarà compatibile e per alcuni dei servizi offerti anche interoperabile, con il Gps americano e con il sistema russo Glonass, pur rimanendone indipendente. La posizione geografica è stata determinata utilizzando i quattro satelliti Galileo, lanciati nell’ottobre 2011 e nel 2012, e l’infrastruttura terrestre del programma Galileo, che comprende i centri di controllo in Italia ed in Germania e la rete globale di stazioni terrestri.

Sono necessari come minimo quattro satelliti per determinare la posizione geografica in tre dimensioni. Con quattro satelliti, la costellazione Galileo è visibile contemporaneamente però solo per un massimo di due o tre ore al giorno. Tale frequenza è destinata ad aumentare quando verranno lanciati nuovi satelliti e si collegheranno alla rete nuove stazioni terrestri. Il sistema Galileo – hanno spiegato dalla Commissione europea – consentirà agli utenti di conoscere la propria posizione esatta nel tempo e nello spazio, esattamente come un sistema Gps, ma con maggiore precisione ed affidabilità.

Collocando satelliti in orbite con una maggiore inclinazione rispetto al piano equatoriale, il sistema Galileo ottiene anche una miglior copertura ad alte latitudini, il che lo rende particolarmente utile per gli utenti situati nell’Europa settentrionale, area che ad oggi è coperta unicamente dal Gps statunitense in modo non soddisfacente. In aggiunta, il sistema Galileo presenta un segnale dalle caratteristiche migliorate che ne rendono più facile la ricezione e il tracciamento, oltre a renderlo maggiormente resistente alle interferenze ed alle riflessioni.

Per ciò che attiene le opportunità commerciali il sistema Galileo e l’industria spaziale in generale offrono un’enorme opportunità all’Europa, specialmente per tutto l’indotto interessato,  dai fabbricanti di apparecchiature, agli sviluppatori di applicazioni e per i fornitori di servizi che richiedono un elevato livello di affidabilità. Alcuni servizi derivati potrebbero, ad esempio, contribuire ad evitare incidenti automobilistici, aiutare le persone ipovedenti e a mobilità ridotta a navigare, accelerare il trasporto di merci pericolose, misurare la profondità delle acque costiere o permettere uno spargimento di sale intelligente sulle strade in inverno. 

«Il settore pubblico è di per sé un potenziale cliente delle applicazioni di Galileo – ha aggiunto Tajani- in particolare nei settori della sicurezza e della protezione civile. I futuri servizi pubblici regolamentati (Prs) derivanti dall’uso di Galileo potranno essere utilizzati dai servizi di emergenza, per le telecomunicazioni e per fini energetici, di difesa e di trasporto critico» ha concluso il vicepresidente della Commissione europea.