L’innovazione tecnologica Ue che rivoluzionerà l’archeologia ha il cuore in Toscana

Al via il progetto ArchAide coordinato dall’Università di Pisa

[2 dicembre 2016]

Un team di ricercatori toscani guida il progetto “Archaeological Automatic Identification and Documentation of Ceramics, 2016-2019” (ArchAide), uno dei più innovativi in ambito culturale, finanziato quest’anno dall’Unione europea con il programma Horizon 2020. ArchAide  è stato  ideato e coordinato dal Laboratorio Mappa  del dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’università di Pisa e a cui partecipano il Visual Computing Lab di Cnr-Isti e l’impresa pisana Inera accanto ad una serie di partner internazionali tedeschi, britannici, israeliani e spagnoli.

I ricercatori italiani sottolineano che «Grazie alla più avanzata tecnologia di riconoscimento automatico delle immagini, il progetto ArchAide nei prossimi tre anni svilupperà una innovativa App e un data base globale in grado di rivoluzionare la pratica dell’archeologia».

Francesca Anichini, ricercatrice dell’ateneo pisano, spiega come funziona: «Ogni giorno, gli archeologi lavorano per scoprire e raccontare le storie che gli oggetti del passato portano fino a noi, investendo molto tempo, energie e denaro per riconoscerne e caratterizzare ogni singolo reperto  quello che vogliamo realizzare è un sistema di riconoscimento automatico delle ceramiche provenienti dagli scavi archeologici di tutto il mondo, un lavoro che oggi invece viene fatto in modo interamente manuale. In pratica, grazie alla App di ArchAide, gli archeologi ovunque si trovino potranno fotografare direttamente qualsiasi frammento di ceramica trovato, inviare le proprie coordinate a un grande archivio, attivare il sistema di riconoscimento automatico dell’oggetto, ottenere una risposta con tutte le informazioni utili collegate e, infine, archiviare i dati del singolo reperto su un database che permette di condividere on-line ogni nuova scoperta».

La App sarà testata direttamente sul campo e in diversi paesi europei, grazie alla partecipazione diretta di archeologici professionisti che daranno una serie di feedback sul prodotto fino al rilascio della versione definitiva previsto per i primi mesi del 2019.

I ricercatori pisani concludono: «Obiettivo collaterale del progetto sarà inoltre quello di realizzare una versione “kids” ed educational che permetterà anche ai più piccoli di approcciarsi al mondo dell’archeologia e alle storie che i reperti ceramici possono raccontare, imparando in modo facile e divertente».