Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze potrebbe produrre fino a 4mila kg di cannabis l’anno

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiede al ministero un finanziamento per incrementare la produzione di cannabinoidi a scopo terapeutico

[24 ottobre 2018]

La Toscana è la prima Regione in Italia ad aver previsto (già nel 2012) l’uso di farmaci a base di cannabis e a completo carico del servizio sanitario regionale; nel 2017 questo ha portato a curare con cannabinoidi 1.285 pazienti, a fronte di una spesa complessiva di 314.715 euro. Tutto grazie allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze – l’unico in Italia dove si produce la cannabis FM2 per uso farmaceutico – che nell’ultimo anno ha prodotto circa 100 chili di cannabis a scopo terapeutico, garantendo importanti risparmi, considerando che le importazioni di cannabis a scopo terapeutico dall’Olanda costeranno quest’anno circa 4,2 milioni di euro (per 700 kg di prodotto).

Per questo ieri il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, giunto in visita allo Stabilimento fiorentino, ha annunciato che chiederà alla ministra della Salute Giulia Grillo – non appena potrà incontrarla – un finanziamento per permettere di incrementare la produzione di cannabis per uso terapeutico.

«Oggi, anche grazie alla campagna di informazione che abbiamo lanciato lo scorso anno – riferisce il presidente Rossi – il consumo in Toscana è in aumento esponenziale: quest’anno ne abbiamo acquistati oltre 100 chili e nel 2014 prevediamo di arrivare oltre i 140. Anche per questo vogliamo contribuire allo sviluppo di questa officina farmaceutica che ha la peculiarità di riuscire a produrre, caso forse unico al mondo, un cannabinoide sempre uguale a se stesso. È come se fossimo di fronte ad una molecola farmaceutica su cui si può fare ricerca e sperimentazione. Il Chimico farmaceutico apre quindi un orizzonte nuovo rispetto all’uso di queste sostanze sia per la Toscana che per l’Italia, l’Europa e il mondo».

Accompagnato dal direttore dello stabilimento, colonnello Antonio Medica, il presidente ha visitato due delle tre serre ermeticamente chiuse, illuminate e riscaldate artificialmente, dedicate alla produzione, e il grandissimo capannone che ne potrebbe ospitare molte altre portando la produzione dapprima a 300 chili l’anno, poi addirittura fino ai 4.000, così da azzerare le importazioni di prodotto dall’Olanda.

«Bisogna che lo Stato intervenga – ha aggiunto Rossi – e che anche alle Regioni sia consentito farlo. Perché è sciocco comprare all’estero. Qui ci sono spazi su cui è possibile investire fino a coprire l’intero fabbisogno nazionale, oggi di circa 700 chili l’anno con una produzione che è però sette volte inferiore. Ogni Regione potrebbe fare un investimento pari al suo fabbisogno, aiutando questo Istituto a svilupparsi. La Toscana è disponibile a finanziare una serra come quelle che abbiamo visitato. Poi occorre finanziare di più la ricerca».

Il presidente ha poi aggiunto che sarebbe opportuno studiare ciò che ha fatto il Canada, dove (oltre ad aver appena legalizzato la cannabis anche a uso terapeutico, ndr) si usano i cannabinoidi per curare un più ampio numero di patologie, anche molto diffuse, come i dolori muscolari, con un impatto su grandi fasce di popolazione. Ad oggi i farmaci cannabinoidi si usano (normalmente in forma di polvere o di decotto) per il trattamento dei dolori cronici e neuropatici, ma anche per pazienti con il cancro, la Sla, la sclerosi multipla e in alcune forme di dolore cronico refrattario di origine reumatologica, come la fibromialgia e la sindrome di Tourette.

«La lotta al dolore – ha concluso il governatore – può essere integrata con efficacia, con attenzione ai diritti dei cittadini e dei malati, per curarli meglio, e anche con un risparmio economico che sarebbe enorme. Purtroppo a livello nazionale si parla di tutto fuorché di crescita e di stato sociale. Chiederò un incontro alla ministra Grillo per poter discutere delle ipotesi che riguardano questa struttura, che non ha l’obiettivo del profitto, che lei ha già visitato e che ha sviluppato una molecola unica al mondo».

In Toscana dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 è in funzione un Centro di ascolto in grado di offrire informazioni a cittadini e medici. Si può contattare componendo l’800 880101.