I lombrichi su Marte: possono riprodursi nel suolo marziano simulato in laboratorio (VIDEO)

I lombrichi saranno essenziali per poter coltivare verdure nelle colonie su Marte e sulla Luna

[30 novembre 2017]

Due giovani lombrichi sono i primi discendenti di un esperimento fatto sul suolo marziano alla Wageningen University & Research. Il biologo Wieger Wamelink li ha tscoperti nella simulazione del suolo marziano che gli era stata data dalla Nasa per fare alcuni test sulla crescita delle piante. All’inizio Wamelink aveva messo nel terriccio marziano solodei lombrichi adultii.

Alla Wageningen University & Research dicono che questi esperimenti sono essenziali per uno studio che punta a determinare se degli esseri umani possono sopravvivere sul pianeta rosso coltivando piante terreste sul terreno marziano.

Per stabilire una colonia umana su Marte è infatti necessario realizzare ecosistema agricolo chiuso e sostenibile  nel quale i lombrichi svolgeranno un ruolo cruciale  nell’abbattere e riciclare la materia organica morta. Per concimare il terreno verranno usate anche le feci e l’urina dei coloni spaziali, ma negli attuali test, per motivi pratici e di sicurezza i ricercatori stanno utilizzando deiezioni di maiali.

Il progetto coltiva rucola  in una simulazione del suolo di Marte fornito dalla Nasa al quale sono stati aggiunti lombrichi e liquami. Wamelink sottolinea che «Chiaramente, il concime ha stimolato la crescita, specialmente nellla simulazione del terreno di Marte, e abbiamo visto che i lombrichi erano attivi. Tuttavia, la sorpresa più grande è arrivata alla fine dell’esperimento quando abbiamo trovato due giovani lombrichi nella simulazione del suolo marziano. L’effetto positivo dell’aggiunta di letame non è stato inaspettato, ma siamo rimasti sorpresi dal fatto che rende il terreno simile a quello di Marte si risultato più performante della sabbia terrestre».

I ricercatori hanno aggiunto materia organica in entrambi i tipi di sabbia, poi hanno aggiunto il letame solo a una parte dei vasi, quindi, dopo la germinazione della rucola, hanno inserito i lombrichi. hanno ottenuto così vasi con tutte le possibili combinazioni. Ofra sono convinti ancora di più che «I lombrichi sono molto importanti per un terreno sano, non solo sulla Terra ma anche nei futuri orti interni su Marte o sulla luna. Crescono su materia organica morta, come i resti di vecchie piante, che mangiano e masticano, e rimescolano il terreno prima di espellerla. Questa cacca contiene ancora materia organica che viene ulteriormente degradata dai batteri, liberando così nutrienti come azoto, fosforo e potassio utilizzati delle piante. Inoltre, scavando le loro gallerie, i lombrichi aerano e migliorano la struttura del suolo, rendendo più efficaci le innaffiature delle piante.Quest’ultima cosa si è  rivelata molto importante in precedenti esperimenti in cui l’acqua non sarebbe facilmente penetrata nel terreno». Wamelink ha confermato che «L’introduzione dei lombrichi risolverà questo problema».

Per nutrire gli esseri umani che in futuro potrebbero vivere su Marte o sulla luna, il progetto  “Food for Mars and Moon “ punta a creare un sistema agricolo sostenibile. Si basa sulla presenza di suoli e acqua (sotto forma di ghiaccio) sia su Marte che sulla Luna de per la ricerca basata sulla Terra gli scienziati stanno utilizzando simulazioni del suolo prodotte dalla Nasa cheprovengono da un vulcano delle Hawaii (per Mate) e da un deserto dell’Arizona (per la Luna).

Gli esperimenti sono iniziati nel 2013 e ora alla alla Wageningen University & Research sono in grado di coltivare più di una dozzina di specie agricole, l’unica specie la cui coltivazione è fallita finora sono gli spinaci. Ma tutte le altre colture, come fagiolini, piselli, ravanelli, pomodori, patate, rucola, carote e orticole sembrano possibili. Per verificare la sicurezza per il consumo umano delle piante coltivate sui suoli “marziano” e “lunare” è stato analizzato anche il loro contenuto in metalli pesanti e alcaloidi. Dopo aver superato anche questi test, i ricercatori organizzeranno una cena a base di quello che hanno coltivato de alla quale hanno invitato tutte le persone che hanno sostenuto la loro ricerca attraverso una campagna di crowdfunding.

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