L’Onu punta a debellare la rabbia nel mondo

Si stima che circa 59.000 persone ne muoiano ogni anno, nel 99% a causa del morso di un cane

[29 settembre 2017]

Si è celebrata ieri la Giornata mondiale contro la rabbia, con l’annuncio della più grande iniziativa globale contro la malattia – un progetto ambizioso per porre fine alle morti umane da rabbia trasmessa dai cani entro il 2030 – da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie), dall’Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e dell’Alleanza globale per il controllo della rabbia (Garc).

Il programma “Uniti contro la rabbia” affronta la malattia in un modo olistico e trasversale, evidenziando l’importante ruolo svolto dai servizi veterinari, sanitari ed educativi nella prevenzione e nel controllo della rabbia, una malattia virale che – come ricordano dalla Fao è presente in oltre 150 paesi e territori, ed è di solito fatale quando appaiono i sintomi. Si stima che circa 59.000 persone ne muoiano ogni anno, e che la rabbia trasmessa dai cani rappresenta circa il 99% dei casi di rabbia umana.

La rabbia – osservano le fonti Onu – è una malattia di povertà e di negligenza: i più poveri al mondo sono i più colpiti perché non possono permettersi i trattamenti o il trasporto per curarsi. Anche i mezzi di sostentamento sono colpiti quando il bestiame si ammala, una perdita stimata a oltre 500 milioni di dollari l’anno. Tuttavia la rabbia si può prevenire al 100% se si assicura l’accesso a trattamenti salva vita dopo il morso di un cane; e vaccinando i cani per ridurre i rischi e alla fine eliminare la malattia alla sua fonte animale. Come ha spiegato Ren Minghui, direttore generale aggiunto dell’Oms, «l’eliminazione della rabbia umana contribuisce all’obiettivo di fornire un’assistenza sanitaria accessibile ed equa, mentre si lavora con i partner per prevenire la malattia nei cani, che è la fonte d’infezione più frequente».
«Poiché la vaccinazione di massa dei cani è riconosciuta all’unanimità come approccio esclusivo per sradicare la malattia negli esseri umani, il programma Uniti contro la rabbia – ha sottolineato Monique Eloit, direttrice generale dell’Oie – è un passo fondamentale per mettere insieme intenti, risorse e interventi verso il nostro obiettivo comune. L’eliminazione della rabbia trasmessa dai cani è un obiettivo raggiungibile e faremo sì che sia raggiunto».

Il programma “Uniti contro la rabbia” mira infatti a:

• prevenire e rispondere alla rabbia trasmessa dai cani, migliorando la consapevolezza e l’istruzione, riducendo il rischio di rabbia umana attraverso l’estensione delle vaccinazioni dei cani e migliorando l’accesso alle cure sanitarie, ai medicinali e ai vaccini per le popolazioni a rischio.
• generare e misurare l’impatto implementando linee guida che si sono dimostrate efficaci per il controllo della rabbia e incoraggiando l’uso di tecnologie innovative di sorveglianza per monitorare i progressi verso “Rabbia Zero entro il 2030”.
• dimostrare l’impatto della collaborazione “Uniti contro la rabbia” nei programmi nazionali, regionali e globali di eliminazione della malattia,  al fine di garantire un continuo coinvolgimento delle parti interessate a tutti i livelli e promuovere i finanziamenti necessari per raggiungere “Rabbia Zero entro il 2030”.