Madre Neanderthal, padre Denisovano. Il genoma fa luce sulle interazioni tra antichi ominidi

Siamo tutti figli di “incroci” e di migranti. Gli unici Sapiens a non avere DNA di Neanderthal sono gli africani

[23 agosto 2018]

Fino a 40.000 anni fa, l’Eurasia era abitata da almeno due gruppi di ominidi: i Neandertali a ovest e Denisovani a est. Ora un team internazionale di ricercatori guidato dal   Max-Planck-Institut für evolutionäre Anthropologie ha sequenziato il genoma di un’antica ominide proveniente dalla Siberia e ha scoperto che sua madre era una Neandertal e suo padre di Denisovan.

Questa scoperta che riscrive le origini dell’umanità prima del nostro avvento (e conferma quanto siano stupidi i razzisti) o studio “The genome of the offspring of a Neanderthal mother and a Denisovan father” pubblicato su Nature spiega che «Insieme al loro gruppo gemello, i Neanderthal, i Denisovani sono i parenti estinti più prossimi degli esseri umani che vivono attualmente». Una dei tre principali autori  dello studio, Viviane Slon del  Max-Planck , aggiunge: «Sapevamo dagli studi precedenti che Neanderthal e Denisovani dovevano aver avuto occasionalmente figli insieme, ma non avrei mai pensato che saremmo stati così fortunati da trovare una vera discendenza dei due gruppi».

A rivelare la presenza di accoppiamenti tra le due specie di ominidi è solo da un singolo frammento di osso e Bence Viola dell’università di Toronto spiega che «Il frammento fa parte di un osso lungo e possiamo stimare che questo individuo avesse almeno 13 anni».

Il frammento osseo è stato trovato nel 2012 nella grotta di Denisova (Russia) dagli archeologi russi, poi è stato portato al Max-Planck di Lipsia per le analisi genetiche,  dopo essere stato  identificato come ominide basandosi sulla sua composizione proteica.

Un altro dei principali autori dello studio, Fabrizio Mafessoni del Max Planck Institute, evidenzia che «Un aspetto interessante di questo genoma è che ci permette di capire delle cose su due popolazioni – i Neandertal da parte materna, e i Denisovani da parte del padre». I ricercatori hanno stabilito che la madre era geneticamente più vicina ai Neanderthal che vivevano nell’Europa occidentale piuttosto che a un Neandertal che viveva prima nella grotta di Denisova e questo dimostra che le migrazioni umane sono sempre esistite, visto che «i Neanderthal migrarono tra l’Eurasia occidentale e orientale decine di migliaia di anni prima della loro scomparsa».

I ricercatori spiegano ancora che l e analisi del genoma hanno anche rivelato che il padre Denisovano aveva avuto in precedenza almeno un antenato di Neanderthal nel suo albero genealogico. «Quindi da questo singolo genoma, siamo stati in grado di rilevare più istanze di interazioni tra Neanderthal e Denisovani», afferma Benjamin Vernot del Max Planck Insitute, il terzo principale coautore dello studio».

Svante Pääbo, direttore del Dipartimento di genetica evolutiva del Max Planck, conclude: «E’ sorprendente che abbiamo trovato questa bambina di Neandertal/Denisovani tra la manciata di individui antichi i cui genomi sono stati sequenziati. Neanderthal e Denisovani potrebbero non aver avuto molte opportunità di incontrarsi. Ma quando lo hanno fatto, devono essersi accoppiati frequentemente, molto più di quanto pensassimo in precedenza».

Per la disperazione dei razzisti da tastiera, gli unici Homo sapiens “puri” sono gli africani, visto che tutti gli altri attuali esseri umani hanno una piccola parte del loro DNA che proviene dai Neanderthal.Alcune altre popolazioni non africane, a seconda di dove vivono, hanno anche una frazione del loro DNA che proviene dai Denisovani. Quindi siamo tutti figli di “incroci” e di migranti.