Cambia il calendario vaccinale

Meningite, ecco i risultati delle indagini epidemiologiche in Toscana

La letalità tra i soggetti non vaccinati è stata del 23.4%, mentre tra i soggetti vaccinati dell'8.3%

[28 dicembre 2016]

Vaccini meningite

Mentre dalla Regione Lazio arriva la conferma che la 59enne maestra elementare deceduta a Roma era affetta da una forma di meningite dovuta al batterio “Escherichia coli” – e dunque senza rischio di trasmissione diretta da persona a persona –  nella confinante Toscana l’Agenzia regionale di sanità (Ars) ha reso noti oggi i risultati delle indagini epidemiologiche svolte in seguito all’incremento dei casi di meningite da meningococco C sul territorio.

»Lo studio effettuato in Toscana rappresenta la più ampia ricerca condotta in Italia sullo stato di portatore di meningococco in adolescenti e adulti», spiega il coordinatore dell’osservatorio di epidemiologia dell’Ars Fabio Voller. Sono 59 – dettaglia la Regione – i casi di malattia batterica invasiva (MBI) da meningococco C riportati in Toscana nel periodo 1 gennaio 2015 – 14 dicembre 2016, in confronto ai 5 casi riportati nel biennio 2013-2014. 31 casi (53.4%) sono stati riportati nel 2015 e 28 (46.6%) al 14 dicembre 2016. L’età mediana è risultata essere di 28 anni. L’incidenza maggiore si registra nella fascia di età 20-29 anni (3.30 x 100.000 abitanti), seguita dalla fascia 10-19 anni (1.85 x 100.000 abitanti). 19 casi (32.8%) avevano più di 40 anni di età; e di essi 11 (19% del totale), più di 60 anni.

L’età ha influenzato la probabilità di decesso, con l’età mediana dei casi deceduti che è risultata essere 52 anni (range 13-84 anni: 12 casi su 59, cioè 20.3%). I decessi totali sono stati 12 per una letalità del 20.7%; 6 casi sono deceduti nel 2015 (19.3%) e 6 nel periodo 1 gennaio 2016 – 30 novembre 2016 (22.2%). La letalità tra i soggetti non vaccinati è stata del 23.4% (11 casi su 47), mentre tra i soggetti vaccinati dell’8.3% (1 caso su 12). Il vaccino ha inoltre determinato un decorso clinico più favorevole: dei 18 casi che hanno avuto sequele permanenti (perdita udito, amputazioni, morte), 16 (88.9%) non erano vaccinati.

«Lo studio – conclude Voller – ha permesso di individuare categorie di rischio per lo sviluppo di MBI da meningococco C, ovvero gruppi target verso i quali dovranno essere pianificate strategie vaccinali ad hoc al fine di interrompere la catena del contagio».

Al proposito, le nuove misure sono state presentate stamani dall’assessore al diritto alla Salute Stefania Saccardi: una terza dose di vaccino antimeningococco C tra i 6 e i 9 anni; l’offerta attiva del vaccino alle comunità individuate come più a rischio dall’indagine dell’Agenzia Regionale di Sanità; apposite campagne di vaccinazione da condurre nelle scuole; la proroga al 30 giugno 2017 della campagna straordinaria di vaccinazione contro il meningococco C.

Per il momento, dall’inizio della campagna vaccinale straordinaria (fine aprile 2015) al 30 novembre 2016, risulta siano state somministrate in totale 735.865  vaccinazioni: 198.731 nella fascia di età 11-20 anni; 333.369 nella fascia 20-45; 203.765 dai 45 anni in su.