Nobel per la fisica 2017, Rossi: il premio è anche per i ricercatori di Cascina

Le onde gravitazionali scoperte anche grazie all’Ego di Cascina

[3 ottobre 2017]

L’Accademia delle scienze svedese, conferendo il premio Nobel per la fisica 2017 al team di scienziati che ha inventato gli interferometri in grado di osservare le onde gravitazionali, ha citato anche il rivelatore che ha sede a Cascina, vicino a Pisa, presso l’Ego (European gravitational observatory).

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sottolinea che «Un anno fa mi recai a Cascina proprio per rendere onore ai ricercatori che fanno parte di Virgo e che hanno reso possibile, con la loro collaborazione, la straordinaria scoperta dell’esistenza delle onde gravitazionali. Un progresso che dilata la nostra conoscenza dell’universo, i cui effetti nella vita di tutti i giorni sono ancora imponderabili, ma che oggi riceve il massimo riconoscimento per la fisica».

Secondo Rossi, «Un po’ di quel Nobel, così come un segmento di quest’importante rivelazione e misurazione, sono anche toscani. La grande scoperta internazionale, coordinata da istituti come quello per la fisica nucleare (Infn) e il Cnr francese, parla anche italiano e toscano. La nostra regione ospita infatti una comunità scientifica di qualità, di rilievo internazionale, ed eccellenti infrastrutture di frontiera per la ricerca. Vorrei ricordare infine – conclude – che la presenza di questa struttura a Cascina si deve anche e soprattutto al mio amico e compagno Gino Nunes, allora presidente della Provincia di Pisa, che la volle fortemente nonostante tante opposizioni».

Si felicita con i ricercatori di Cascina anche la vicepresidente ed assessore all’università della Regione, Monica Barni, che ricorda che «La ricerca toscana è stata infatti in prima linea nella prima rilevazione diretta di queste onde. E’ un grande successo della ricerca italiana – sottolinea – che ha saputo operare in una comunità internazionale. La collaborazione scientifica è stata unica ed ha visto il lavoro collettivo di moltissimi ricercatori provenienti da tutto il mondo. Un lavoro di cui siamo orgogliosi, un lavoro di ricerca senza confini fisici e temporali, che non si concluderà mai, che ha come fine la conoscenza dell’universo. Il contributo del nostro territorio e dell’industria toscana è stato prezioso, in particolare sul piano della parte tecnica legata alle istallazioni. La nostra comunità non può dunque che beneficiare della expertise che sta alla base di una scoperta così significativa, con ricadute sull’innovazione e lo sviluppo».