Non è una palla se non fa rumore. I gatti prevedono la presenza di un oggetto dal suono

Comprendono i principi di base della meccanica di Newton e la relazione tra causa ed effetto

[16 giugno 2016]

gatti newton

Un team del Dipartimento di psicologia dell’università giapponese di Kyoto  ha pubblicato su Animal Cognition lo  studio “There’s no ball without noise: cats’ prediction of an object from noise” che dimostra che i gatti capiscono la legge di causa ed effetto ed anche alcuni elementi della fisica e li utilizzano per prevedere la localizzazione di una preda non visibili basandosi sul suono.

Il team di ricerca guidato da Saho Takagi ha realizzato una serie di esperimenti con 30 gatti domestici, durante i quali venivano agitati dei contenitori, alcuni vuoti ed altri pieni. I ricercatori dell’università di Kyoto spiegano: «Abbiamo utilizzato una procedura di violazione dell’aspettativa per vedere se i gatti potevano  utilizzare una regola causale per dedurre la presenza di un oggetto invisibile sentendo il  rumore fatto all’interno di un contenitore e prevedere il suo aspetto quando il contenitore è stato girato».

Così gli scienziati hanno provato che i gatti sono molto bravi nel ragionamento causale e che passavano molto più tempo ad osservare i contenitori dai quali proveniva rumore.

Quindi i ricercatori giapponesi hanno concluso che i gatti prevedono l’esistenza del contenuto . Inoltre i gatti guardavano più attentamente quando cadeva qualcosa nel recipiente, per esempio una pallina,  che  quando non si sentiva nulla o il contenuto non  era rumoroso.

Quindi i gatti comprendono i principi di base della meccanica di Newton e la relazione tra causa ed effetto.

Gli scienziati giapponesi concludono: «I risultati suggeriscono che i gatti abbiano usato una comprensione logico.causale degli stimoli uditivi per prevedere la comparsa di oggetti invisibili. L’ecologia dello stile di caccia naturale dei gatti può aver favorito l’abilità della deduzione sulla base dei suoni».

Infatti i  gatti ricevono spesso informazioni molto limitate dall’ambiente che li circonda. Per esempio, possono sentire ma non vedere una preda, quindi si preparano una specie di “puzzle” mentale in base alle informazioni incomplete che hanno e sono pronti ad intervenire quando “l’informazione” si manifesta completamente sotto forma di preda.