Oms: evitare i superbatteri in sala operatoria. 29 metodi per mettere fine alle infezioni

La resistenza agli antibiotici sta compromettendo i risultati della medicina moderna

[4 novembre 2016]

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Secondo le nuove line guida approvate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per salvare vite, ridurre i costi e fermare la propagazione dei superbatteri, «La preparazione di un intervento chirurgico dovrebbe sempre comportare un bagno o una doccia, ma non la rasatura e gli antibiotici dovrebbero essere utilizzati dolo come prevenzione delle infezioni, prima e durante l’operazione, non dopo»

Le “Global Guidelines for the Prevention of Surgical Site Infection” dell’Oms, pubblicate su The Lancet Infectious Diseases, sono composte da una lista di 29 raccomandazioni concrete, stilate da 20 dei più eminenti esperti mondiali, a partire da 26 studi con dati molto recenti, concepite per  lottare contro l’aumento delle infezioni legate alle cure sanitarie che pesano sempre di più sia sui pazienti che sui sistemi sanitari di tutto il mondo.

Marie-Paule Kieny, vice-direttore Oms per il Sistema sanitario e l’innovazione, sottolinea che «Nessuno dovrebbe ammalarsi andando a visitarsi o ricevendo delle cure. La prevenzione delle infezioni in chirurgia non è mai stata così importante. Ma è complessa e necessita di tutta una panoplia di misure. Queste linee guida sono uno strumento molto prezioso per proteggere i pazienti».

Le infezioni post-operatorie sono dovute a batteri che si introducono durante l’intervento e ogni anno minacciano la vita di milioni di pazienti e contribuiscono a propagare la resistenza agli antibiotici. L’Oms spiega che «Nei Paesi a reddito basso o medio, l’11% dei pazienti operati b vengono infettati durante l’intervento. In Africa, fino al 20% delle donne che hanno un cesareo contraggono un’infezione della ferita, il che compromette la loro salute e la loro capacità di occuparsi dei loro bambini. Ma il problema delle infezioni sul sito operatorio non è riservato ai Paesi poveri. Negli Stati Uniti, contribuiscono a più di 400.000 giornate supplementari di ospedalizzazione, aumentando le spese totali di 900 milioni di dollari all’anno».

Nelle line guida dell’Oms ci sono 13 raccomandazioni per la prevenzione delle infezioni  da applicare prima  dell’intervento e 16 durante e dopo l’operazione, che vanno da semplici precauzioni, come assicurarsi che i pazienti facciano il bagno o la doccia prima dell’intervento, alla descrizione del miglior modo di lavarsi le mani per i team chirurgici, a degli orientamenti sugli antibiotici da utilizzare come prevenzione, ai disinfettanti da impiegare  prima delle incisioni e delle suture.

Ed Kelley, direttore del Dipartimento prestazioni di servizi e sicurezza dell’Oms, è molto pratico: «Prima o poi, molti di noi dovranno farsi operare, ma nessuno vuole contrarre un infezione sul tavolo operatorio. Applicando queste nuove line guida, le équipe chirurgiche possono ridurre gli effetti nefasti, migliorare la qualità della vita dei pazienti e fare la loro parte per fermare la propagazione della resistenza agli antibiotici. Raccomandiamo anche ai pazienti che si preparano a un’operazione di chiedere al loro chirurgo di applicare i consigli dell’Oms».

Le line guida dell’Oms sono state redatte perché finora non c’era nessuna direttiva internazionale, fondata su basi fattuali, e nelle direttive nazionali esistenti esistevano incoerenze nell’interpretazione dei fatti e delle raccomandazioni. Gli esperti dicono che «Le nuove line guida dell’Oms sono valide per tutti I Paesi, possono essere adattate alle condizioni locali e tengono conto della validità dei dati scientifici disponibili, delle conseguenze in termini di costi e di risorse, così come dei valori e delle preferenze dei pazienti».

Con raccomandazioni più dettagliate sulla prevenzione delle infezioni, le nuove linee guida  completano  la “Lista di controllo della sicurezza chirurgica”, un documento Oms molto noto che indica numerose misure di sicurezza.

L’Oms sottolinea quello che ritiene un punto molto importante: «Le linee guida raccomandano di utilizzare gli antibiotici per la prevenzione delle infezioni solo prima e durante l’operazione, una misura  cruciale per fermare la propagazione della resistenza agli antimicrobici. Non bisogna utilizzali dopo gli interventi, come avviene spesso. Gli antibiotici sono farmaci utilizzati per prevenire e trattare le infezioni batteriche. La resistenza si verifica quando I batteri cambiano in reazione all’utilizzo di questi farmaci. Si sviluppa naturalmente durante il tempo, ma l’abuso degli antibiotici negli uomini e negli animali accelera fortemente il processo».

I problema è che la resistenza agli antibiotici sta compromettendo i risultati della medicina moderna: «Senza antibiotici efficaci per la prevenzione e il trattamento delle infezioni, i trapianti d’organi, la chemioterapia per il cancro e alcuni interventi chirurgici come i cesarei e l’installazione di protesi delle anche venteranno molto più pericolosi – evidenziano gli esperti – Questo causerà un prolungamento delle ospedalizzazioni, un aumento delle spese mediche e un rialzo della mortalità».

Numerosi studi dimostrano che l’attuazione di un certo numero di misure preventive  fa calare notevolmente gli effetti delle infezioni nei siti operatori. L’Oms riferisce di uno studio piota in 4 Paesi africani che ha evidenziato che «L’applicazione di una selezione delle nuove raccomandazioni potrebbe portare a un calo del 39% del numero delle infezioni d sul sito operatorio». Basandosi su questi esempi di successo, l’Oms sta preparando una guida e un kit pratico che aiuteranno le autorità nazionali e locali ad applicare le nuove raccomandazioni e line guida.