Parte in Toscana il primo corso di laurea in Neuroscienze

Nato dalla collaborazione fra università, Scuola normale e Cnr, per iscriversi c’è tempo sino al 13 giugno

[3 giugno 2016]

neuroscienze mente cervello

Con l’obiettivo di formare i futuri scienziati che studieranno il cervello e le basi molecolari, cellulari e circuitali delle funzioni cognitive superiori, nasce il primo corso di laurea (magistrale) della Toscana in neuroscienze: sarà attivo a Pisa dal prossimo anno accademico 2016-17 – per iscriversi c’è tempo sino al 13 giugno -, e sarà caratterizzato da lezioni in lingua inglese e un approccio fortemente interdisciplinare.

Frutto della collaborazione fra Università e Scuola Normale Superiore, con il contributo dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr, l’iniziativa del corso di laurea magistrale in Neuroscience si inserisce «nel solco della tradizione di eccellenza pisana iniziata con Giuseppe Moruzzi negli anni ’50 e ’60 e proseguita poi con Lamberto Maffei – spiega Antonino Cattaneo, dell’università di Pisa – e grazie a questa eredità scientifica la città offre un contesto attivo e competitivo che può contribuire in maniera significativa alla crescita e allo sviluppo delle neuroscienze in Italia e nel panorama internazionale».

I candidati ideali per il corso non sono solo coloro in possesso di una formazione strettamente biologica, ma anche studenti con percorsi formativi tra i più vari, come matematica, fisica o filosofia, mentre il fatto che il corso sia tenuto in lingua inglese vuole inoltre favorire l’internazionalizzazione sia in entrata che in uscita. Lo scopo del corso è quello di fornire una formazione interdisciplinare attraverso un’ampia varietà di approcci sperimentali e computazionali alle neuroscienze contemporanee, dal livello molecolare e cellulare all’analisi delle più alte funzioni cognitive del cervello umano. Gli sbocchi lavorativi dei futuri laureati in Neuroscience sono nella ricerca sia di base che applicata, propedeutica ad applicazioni biotecnologiche, alla produzione di farmaci, alle tecnologie di interfaccia cervello-computer, o alla divulgazione e comunicazione scientifica. Dato poi il recente sviluppo della Neuroeconomia, è possibile che in un prossimo futuro i neuroscienziati possano trovare un ruolo anche in agenzie di consulting, sia private che pubbliche.

«La nostra esperienza di docenti ci conferma che le neuroscienze affascinano ed attirano molti giovani studenti – chiosa Maria Concetta Morrone, docente di Fisiologia dell’Ateneo – tuttavia, non sempre l’offerta formativa dell’università italiana sembra adeguata a soddisfare queste esigenze in termini di percorsi di studio, dal momento che in Italia, al contrario che all’estero, sono estremamente pochi i corsi di laurea magistrale che abbiano come principale obiettivo lo studio del cervello in modo multidisciplinare ed integrato».