I parti cesarei influenzano l’evoluzione umana

Le nascite di bambini grossi da donne con il bacino stretto aumentate 3% degli anni ‘60 al 3,6% di oggi

[6 dicembre 2016]

Secondo lo studio “Cliff-edge model of obstetric selection in humans” pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences da un team di scienziati austriaci e statunitensi, l’aumento dei parti cesarei sta avendo un impatto sull’evoluzione umana: «Rispetto ad altri primati, il parto umano è difficile perché il feto è grande rispetto al canale pelvico materno – spiegano gli scienziati – Perché il bacino non si sia evoluto per essere più ampio, riducendo così il rischio del travaglio, è un puzzle evolutivo di lunga data».  Lo studio presenta  un modello matematico che spiega perché nascano neonati sempre più grandi e ci siano donne con il bacino sempre più stretto e spiegano che solo una “selezione debole” che favorisce  i neonati grandi e i bacini stretti, può spiegare l’elevata incidenza della sproporzione feto pelvica.

In team guidato da Philipp Mitteroecker, del dipartimento di biologia teorica dell’università di Vienna è partito dalla constatazione di un’evidenza:  sono aumentati gli interventi chirurgici per far nascere i bambini a causa del bacino stretto delle mamme e i ricercatori stimano i casi in cui il bambino abbia grosse difficoltà a passare attraverso il canale del parto siano passate da 3% degli anni ‘60 al 3,6% di oggi. Il tutto viene spiegato alla luce della magnifica crudeltà dell’evoluzione dalla quale l’umanità – almeno quella dei Paesi a reddito alto o medio . sembra essersi in parte affrancata:  prima questi geni non sarebbero stati passati da madre a figlio,  in quanto entrambi sarebbero morti durante il parto.

I ricercatori austriaci a statunitensi sono convinti che questo il trend sia destinato a continuare, anche se non farà diventar obsolete le nascite non chirurgiche. Precedenti studi avevano lanciato l’allarme per “l’abuso” dei parti cesarei nei Paesi occidentali.

Mitteroecker, ha spiegato alla BBC che lo studio nasce da una domanda: «Perché c’è questo livello di problemi alla nascita, in particolare quella che noi chiamiamo sproporzione feto pelvica – in sostanza che il bambino non passa attraverso il canale del parto materno – perché è questo tasso è così alto. Senza l’intervento medico moderno tali problemi spesso erano letali e questa è, da un punto di vista evolutivo, selezione. 100 anni fa, le donne con un bacino stretto non sarebbe sopravvissute al parto. Ora lo fanno ora e passare i loro geni che codificano un bacino stretto per le loro figlie».

La domanda evolutiva successiva è  perché il bacino umano non diventato più ampio. La testa di un bambino umano è più grande rispetto ai cuccioli di altri primati, che significa animali come gli scimpanzé possono partorire in modo relativamente più facile. I ricercatori hanno elaborato un modello matematico utilizzando i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità e di altri studi  sulle nascite di bambini di grandi dimensioni. E hanno scoperto forze evolutive opposte: una è una tendenza alla nascita di neonati più grandi, che sono più sani, ma se diventano troppo grandi restano “bloccati” durante il travaglio, cosa che fino al secolo scorso sarebbe stato disastroso per la sopravvivenza di madre e il bambino, e i loro geni non sarebbero “passati”.

«Un lato di questa forza selettiva – vale a dire la tendenza a bambini più piccoli – è scomparso a causa del parto cesareo – spiega ancora  dottor Mitteroecker – Il nostro intento non è quello di criticare l’intervento medico. Ma ha avuto un effetto evolutivo».

L’aumento del 10-20% di grandi bambini nati da donne con bacini stretti negli ulti 50/60 anni, sta già avendo un effetto evolutivo sulla specie umana.

Mitteroecker  conclude: «La domanda pressante è: cosa succederà in futuro? Mi aspetto che questo trend evolutivo continui, ma forse solo un po’ e lentamente. Ci sono dei limiti. Quindi non mi aspetto che un giorno la maggior parte dei bambini nascerà da parti cesarei».