Perché i militari statunitensi stanno investendo negli aeroplanini di carta (VIDEO)

Droni usa e getta di cartone o di funghi potrebbero salvare vite e far risparmiare denaro

[7 febbraio 2017]

Aeroplani di carta 1

Nel bel mezzo di un disastro o di un conflitto armato, piccoli oggetti come batterie o forniture mediche potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte. Il problema è farli giungere in modo sicuro a chi ne ha bisogno e l’esercito statunitense sta investendo risorse per cercare i risolverlo.  E’ così che i militari del più potente esercito del mondo si sono imbattuti in un modo inatteso per farlo e per non mettere a rischio altre vite umane in situazioni pericolose: rifornire dispositivi vitali e medicine attraverso aeroplani di carta. Così si potrebbe fornire cibo o medicine in aree remote dove una catastrofe naturale ha distrutto le infrastrutture, oppure rifornire soldati o alleati Usa rimasti circondati da combattenti ostili.

Come spiega Evan Ackerman su IEEE Spectrum, la Defense advanced research projects agency (Darpa) ha un nuovo programma dedicato alla creazione di droni usa e getta che potrebbero essere anche di cartone. Il programma della Daarpa si chiama Icaro (Inbound, controllable, air-releasable, unrecoverable systems)  e punta a realizzare quelli che l’agenzia Usa chiama «Veicoli aerei che svaniscono che possono fare consegne precise di rifornimenti essenziali e poi evaporare nell’aria».

Gli aeroplani di carta non sembrerebbero adattarsi a questa descrizione ma, come spiega Smithsonian Magazine,  «Darpa  ha finanziato Otherlab, un gruppo di San Francisco che si è specializzato nell’utilizzo di materiali insoliti per creare macchine inaspettate, che ha ricevuto fondi Darpa un drone chiamato Apsara (Aerial platform supporting autonomous resupply/actions).

I droni Apsara sono geniali: vengono prodotti soprattutto con cartone e nastro da imballaggi, con pochi semplici elementi di hardware, come un sistema Gps, batterie e piccoli server. Questo piccolo cuore elettronico aiuta l’aereo di cartone ad atterrare sul suo bersaglio. Una volta portato a destinazione il loro prezioso carico i droni, privi di eliche, che pesano 2,2 libbre e sono lunghi un metro, si disintegrano.

Mikell Taylor, leader del team Everfly di Otherlab spiega che sono stati realizzati molti prototipi «utilizzando cartone con curve e forme molto precise e l’esperienza ci ha aiutato enormemente con il design dei droni Apsara. E’ come l’Ikea di droni: Si presenta come un  flat-pack con un mucchio di fogli di cartone che sono stati tagliati con il laser e, dopo averli fatti, si possono piegare quando si è pronti per partire. Sono facili da montare, basta del nastro per metterli insieme».

Taylor ha detto a IEEE Spectrum che «Il processo di assemblaggio richiede solitamente circa 30 minuti per drone. E’ molto semplice e potrebbe essere reso ancora più facile con istruzioni pre-stampate sugli stessi droni. L’obiettivo è quello di rendere il design abbastanza semplice che non richiede abilità o esperienza per costruirli».

I Droni Apsara sono progettati per essere lanciati da un aereo in volo e Otherlab assicura che  possono percorrere fino a 150 chilometri e atterrare entro un raggio di soli 10 metri dal loro bersaglio. I droni sono molto efficienti, con un ottimo rapporto di planata, da più alto li si fanno cadere e più sono in grado di andare lontano. Otherlab ha sperimentato diverse tecniche di atterraggio, ma per ora, ha optato per quella a spirale per un atterraggio di fortuna controllato. Dato che i droni sono stati progettati per essere usa e getta,un impatto che li danneggi è perfettamente accettabile, a patto che non comprometta il carico utile.  Una volta che hanno consegnano il loro carico di circa un Kg, possono essere abbandonati e si degradano  scompaiono da soli.  Ackerman sottolinea che la Darpa sta finanziando un altro programma per realizzare anche la componente elettronica degli aerei di cartone che sparisca o si degradi proprio come il drone usa e getta.

Gli aereoplanini di cartone potrebbero essere solo la prima fase di uno sviluppo di droni biodegradabili: Otherlab intende usare il micelio dei funghi per realizzare droni con  una risorsa rinnovabile, realizzando mini-aerei che scompaiono ancora più rapidamente dopo il loro utilizzo e dopo aver portato a termine il lavoro.

Taylor sottolinea un altro aspetto: di questi droni a buon mercato «Non importa se i tuoi droni non tornano mai indietro, il che consente di concentrarsi sulle consegne, al contrario di recuperare le risorse per la  consegna. Penso che per questo ci sia stato così tanto entusiasmo per loro: se si guarda al modo in cui le attualmente le merci vengono consegnate in aereo, se sei un agenzia umanitaria, militari, o chiunque altro, tutta la logistica della consegna deve bfare i conti con una realtà con perdite alte, perché qualcosa va storto. Se si ha un meccanismo di consegna a buon mercato come questo, si aprono un sacco di opportunità per consegnare più cose alle persone che ne hanno bisogno, in modo più efficace».

La Darpa ha anche un altro progetto, il Vanish programmable resource (Vapr), per realizzare armi futuristiche,  quasi fantasy,  come sciami di droni e proiettili autosterzanti. L’obiettivo dichiarato è quello della “sicurezza”, ma i militari Usa pensano alle nuove guerre (che evidentemente ritengono inevitabili)  e che verranno combattute anche con droni di cartone o di funghi.

Il futuro dei conflitti armati si preannuncia davvero strano, ma non per questo sarà meno terribile.

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