Pugnale di ferro di Tutankhamon, «Nessun “segreto” svelato»

Corrado Basile: «L'origine meteoritica era già nota»

[6 giugno 2016]

Pugnale di ferro di Tutankhamon

Riceviamo e pubblichiamo

 

A proposito del pugnale di ferro di Tutankhamon … nessun “segreto” svelato recentemente. Che il ferro della lama di uno dei due preziosi pugnali trovati nell’involucro della mummia del giovane faraone del XIV sec. a.C. fosse di origine meteoritica era noto da decenni. Per quanto di personale conoscenza, tale informazione mi è stata data negli anni Settanta dal chimico che, circa cinquant’anni addietro, si era occupato delle analisi sul reperto.

Ho avuto l’onore di essere amico del chimico egiziano Zaky Iskander, che conobbi nel 1970 quando ricopriva la carica di Direttore Generale degli Affari Tecnici dell’Egitto e che, nel 1972, mi invitò a Londra in occasione della prima mostra all’estero dei reperti della famosa tomba di Tutankhamon. Zaky Iskander è stato allievo e poi successore, nella carica di direttore del Laboratorio chimico del Servizio delle Antichità al Cairo, del noto Alfred Lucas, il quale, assistito tra l’altro dallo stesso Iskander, condusse analisi sui reperti della tomba di Tutankhamon. Ricordo ancora oggi quando Iskander, durante uno dei miei soggiorni al Cairo, mi raccontò che uno dei pugnali di Tutankhamon aveva la lama di ferro di origine meteoritica e ricordo, in particolare, il suo entusiasmo quando mi mostrò pezzi di meteoriti esposti in una teca del Museo Egizio del Cairo, chiamandoli “pezzi di ferro caduti dal cielo”.

Non posso accettare l’affermazione che “incredibilmente, però, finora nessuno aveva fatto analisi”, come riportato recentemente in articoli di stampa che hanno divulgato i risultati del progetto di studio, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano, condotto dall’Università di Pisa, dai Politecnici di Milano e di Torino, dal CNR, dal Museo Egizio del Cairo e dall’Università del Fayyum. Per quanto si legge, le indagini hanno stabilito tra l’altro, attraverso la fluorescenza a raggi X, che si tratta di un metallo ‘alieno’ e ciò dalla composizione del ferro, che contiene nichel al 10% e cobalto allo 0.6%.

Voglio ricordare, soprattutto per rispetto verso altri studiosi, che non risulta a verità che “finora nessuno aveva fatto analisi” per accertare l’origine del ferro del pugnale di Tutankhamon. Chi volesse può trovare in letteratura validi riferimenti ma a conferma di quanto esposto è sufficiente citare un articolo di Zaki Iskander (per quanto risulta, ignorato dagli autori del progetto di studio), il quale nel 1981 scriveva testualmente: “La determinazione di nichel in un antico manufatto di ferro offre un mezzo per determinare se si tratta di ferro meteoritico o di ferro fatto dall’uomo, poiché il ferro meteoritico contiene sempre nichel nel rapporto 4-20%. Il famoso pugnale di ferro di Tuthankhamon è stato esaminato per l’autore attraverso analisi degli spettri di emissione ed è stato dimostrato che il ferro del pugnale contiene una buona quantità di nichel, provando così che il ferro è di origine meteoritica”. Va anche detto che altri manufatti di ferro meteoritico facevano parte del corredo funerario del faraone adolescente, e tutti i manufatti, ad eccezione di un amuleto, “furono analizzati dal Dr Iskander e si trovò che contenevano nichel in quantità tale da provare la loro origine meteoritica” (Bjorkman 1973). Pertanto, le recenti analisi eseguite sulla lama di ferro meteoritico del pugnale appartenente al corredo funerario di Tutankhamon vanno considerate una conferma ulteriore di quanto già noto.

Corrado Basile

Fondatore del Museo del Papiro