Resistenza antimicrobica: nuovo piano d’azione della Commissione europea

Linee guida Ue sull'uso prudente degli antimicrobici in medicina umana

[29 giugno 2017]

Oggi la Commissione europea ha adottato un nuovo piano d’azione per combattere la resistenza antimicrobica, un fenomeno sempre più allarmante che ogni anno produce nell’Ue 25 000 decessi e perdite economiche per 1,5 miliardi di euro.

La Commissione Ue spiega che «Il piano d’azione si basa sul principio cosiddetto “One Health” che affronta il problema della resistenza sia nell’uomo sia negli animali. La Commissione parallelamente adotta il primo prodotto concreto del piano: le linee guida dell’Ue sull’uso prudente degli antimicrobici in medicina umana».

Le linee guida sono destinate a tutti gli attori: medici, infermieri, farmacisti, direttori sanitari e altri soggetti che svolgono un ruolo nell’uso degli antimicrobici. Le linee guida integrano gli orientamenti in materia di prevenzione e controllo delle infezioni che possono esistere a livello nazionale.

Il nuovo piano d’azione si basa sul primo piano d’azione sulla resistenza antimicrobica, attuato tra il 2011 e il 2016, e trae ispirazione dalle raccomandazioni risultanti da una valutazione esterna e dai punti di vista espressi dai portatori di interessi raccolti in occasione di una consultazione pubblica. Il ruolo della Commissione nell’integrare le azioni degli Stati membri ha ottenuto un ampio consenso tra i partecipanti alla consultazione i quali per il 79% hanno ritenuto utili tali azioni.

Il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, ha sottolineato che «La resistenza antimicrobica è un fenomeno molto pericoloso, sempre più diffuso a livello mondiale: se non rafforziamo la nostra azione e non intensifichiamo il nostro impegno fin d’ora, entro il 2050 potrebbe provocare più vittime del cancro. L’ambizioso programma che presento oggi mette l’accento su azioni in settori chiave con il valore aggiunto più elevato per i paesi dell’Ue. Promuovendo l’uso prudente degli antimicrobici nelle persone e negli animali, rafforzando la sorveglianza, migliorando la raccolta dei dati e promuovendo la ricerca, intendo fare dell’UE una regione in cui si applicano le migliori pratiche, idonea a definire il programma mondiale nel campo della resistenza antimicrobica, in questo mondo sempre più interconnesso».

Il piano prevede inoltre più di 75 azioni che si basano su tre pilastri principali.

Pilastro 1: fare dell’UE una regione in cui si applicano le migliori pratiche- Affinché l’Ue divenga una regione in cui si applicano le migliori pratiche è indispensabile raccogliere dati di migliore qualità, rafforzare il coordinamento e la sorveglianza e adottare migliori misure di controllo per sostenere gli Stati membri nello stabilire, attuare e monitorare i piani d’azione nazionali “One Health” sulla resistenza antimicrobica, in adempimento dell’impegno da loro assunto in occasione dell’Assemblea mondiale della sanità del 2015. Il sostegno della Commissione si concretizzerà, tra l’altro, nella fornitura di dati comprovati con l’aiuto delle agenzie dell’UE e nell’aggiornamento degli atti di esecuzione dell’UE in materia di monitoraggio e notifica della resistenza antimicrobica negli animali, negli alimenti e nell’uomo, rendendo possibile l’apprendimento reciproco, lo scambio di idee innovative e la ricerca del consenso e cofinanziando le attività negli Stati membri per combattere la resistenza antimicrobica. Il piano d’azione sarà ampliato per includere gli aspetti ambientali considerati tra i fattori principali dello sviluppo e della diffusione della resistenza antimicrobica.

Pilastro 2: promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione. Le azioni previste nell’ambito di questo pilastro sono volte a promuovere la ricerca e incentivare ulteriormente l’innovazione, a fornire un contributo prezioso per l’elaborazione di strategie e provvedimenti giuridici basati su dati scientifici per combattere la resistenza antimicrobica e colmare le lacune conoscitive per quanto riguarda la resistenza antimicrobica nell’ambiente. La Commissione opererà mediante partenariati con gli Stati membri e l’industria, comprese le piccole e medie imprese, per combattere la resistenza antimicrobica nei batteri, nei funghi e nei parassiti. Sarà prestata particolare attenzione all’elenco prioritario degli agenti patogeni stilato dall’OMS, come pure alla tubercolosi, all’HIV/AIDS, alla malaria e alle malattie infettive dimenticate. I finanziamenti e i programmi di partenariato s’impernieranno sul miglioramento delle conoscenze riguardo a un controllo e una sorveglianza efficaci delle infezioni, inclusi nuovi strumenti diagnostici e lo sviluppo di nuove terapie e di vaccini preventivi. Le azioni nell’ambito di tali settori prioritari contribuiranno a migliorare la salute pubblica e a portare vantaggi economici e sociali in tutta Europa e non solo.

Pilastro 3: definire il programma mondiale. I settori di intervento sono stati concordati a livello internazionale perciò l’UE si adopererà per potenziare il suo impegno e la cooperazione con le organizzazioni multilaterali e intensificherà la cooperazione con i paesi in via di sviluppo più colpiti. L’UE, essendo uno dei maggiori mercati di prodotti agricoli, può svolgere un ruolo importante e promuovere tra i propri partner commerciali le norme e le misure che attua per far fronte alla resistenza antimicrobica. Nell’ambito della ricerca l’UE si baserà sulle sue iniziative internazionali di vasta scala attuate con successo, per esempio il Partenariato Europa-Paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP) e l’iniziativa di programmazione congiunta, e continuerà ad agire per creare un ambiente di ricerca nel settore della resistenza antimicrobica più solido, interconnesso e di portata mondiale.

Il commissario Ue per la ricerca, la scienza e l’innovazione, Carlos Moedas ha concluso: «La resistenza antimicrobica, che già uccide migliaia di persone e rappresenta un notevole onere per la società e l’economia, è un pericolo che nessun paese può affrontare da solo. Un vero e proprio impegno europeo nella ricerca è indispensabile per salvare vite umane, animali e ambiente. Per questo motivo il piano d’azione “One Health” è così importante, infatti significherà miglior coordinamento della ricerca e maggiore cooperazione tra gli Stati membri dell’Ue e tra i settori pubblico e privato in tutta Europa e non solo».