Ricerca e sviluppo, Volkswagen prima al mondo ma le imprese Ue non brillano

[18 novembre 2013]

Secondo l’EU Industrial R&D Investment Scoreboard 2013, «per la prima volta dal 2004 un’impresa dell’Ue, il produttore di automobili Volkswagen, è il massimo investitore privato in R&S al mondo».  Il secondo posto nella classifica va alla Samsung Electronics della Corea del Sud con un investimento di 8,3 miliardi di euro. Tra le top-ten figurano inoltre 5 Usa (Microsoft, Intel, Merck, Johnson & Johnson e Pfizer), 2 svizzere (Roche e Novartis) ed una giapponese (Toyota).

L’EU Industrial R&D Investment Scoreboard viene pubblicato ogni anno dalla Commissione europea (Direzione generale ricerca e innovazione e Centro comune di ricerca) che spiega che « Lo Scoreboard 2013 si basa su un campione di 2.000 imprese che erano grandi investitrici nella R&S e cui corrisponde un valore di investimento superiore al 90% della spesa complessiva di R&S delle imprese di tutto il mondo. Lo Scoreboard misura il valore totale del loro investimento globale in R&S finanziato con capitali propri, indipendentemente dal luogo in cui si svolge la pertinente R&S. Il campione comprende imprese che hanno investito più di 22,6 milioni di euro nella R&S nel 2012 e che sono basate nell’Ue (527), negli Usa (658), in Giappone (353) e in altri Paesi (462) compresi Cina, Corea del sud, Svizzera, India, Canada, Australia, Israele, Norvegia e Brasile».

L’EU Survey on Industrial R&D Investment Trends integra lo Scoreboard e raccoglie informazioni qualitative su fattori e questioni di contorno che influenzano le strategie d’investimento in R&S attuali e future delle imprese. I risultati dell’indagine 2013 si basano su 172 risposte di imprese, per lo più grandi, tratte dalla lista delle 1.000 imprese Ue che figurano nello Scoreboard 2012. Le risposte sono state raccolte tra aprile e giugno 2012.

La Volkswagen è al top della ricerca e sviluppo con  un investimento di 9,5 miliardi di euro nel 2012. Nel complesso le aziende con base nell’Ue hanno accresciuto del 6,3% l’investimento nella R&S, poco al di sopra della media delle 2.000 imprese censite nello Scoreboard (+6,2%). «Tuttavia – dice la Commissione Ue –  come l’anno precedente, si trovavano in posizione arretrata rispetto alle controparti statunitensi (+8,2%). Le imprese unionali presentano inoltre risultati sfumati a seconda del settore, alcuni segnalano una forte espansione della R&S mentre altrove si constata un ristagno o addirittura un declino. Le imprese censite nello Scoreboard dell’Ue prevedono di accrescere il loro investimento nella R&S in media del 2,6% all’anno nel periodo 2013-2015, ridimensionando le aspettative manifestate nell’anno precedente».

Secondo il commissario Ue alla ricerca, innovazione e scienza, Máire Geoghegan-Quinn, “L’Ue è ancora in posizione arretrata rispetto ai suoi principali competitori per quanto concerne gli investimenti delle aziende nella R&S e nelle ultime relazioni si leggono dei segnali che suscitano preoccupazione. Nonostante i risultati positivi delle compagnie unionali di punta in importanti settori industriali come quello automobilistico siamo ancora troppo deboli nei settori ad alta tecnologia come le biotecnologie e il software».

Il rapporto evidenzia che «L’aumento medio del 6,2% dell’espansione della R&S nelle imprese che figurano nello Scoreboard si è registrato nonostante un rallentamento della crescita delle vendite nette (+4,2% contro il +9,9% del 2011) e un declino del 10,1% degli utili di esercizio per il 2012. I risultati nel complesso positivi registrati dall’UE sono dovuti per l’essenziale ai tassi d’espansione della R&S attribuibili alle imprese tedesche, soprattutto nel settore automobilistico.

Le imprese automobilistiche dell’Ue di settori automobilistico e della componentistica presentano forti tassi di espansione della R&S (+14,4% rispetto al -2,6% delle controparti statunitensi). Le imprese Ue hanno superato inoltre quelle statunitensi nel campo dell’ingegneria industriale (+12,3% contro +9,4%), nel settore aerospaziale e della difesa (+9,5% contro -1,3%). Ma risultati delle imprese dell’Unione europea nel settore delle Tic sono  meno univoci: mentre i servizi nel campo del software e dell’informatica si piazzano bene (+14,2%) si registra un declino nell’hardware informatico (-2,3%). Al contrario, le imprese statunitensi hanno avuto risultati positivi in entrambi i settori (+12,6% e +14,8% rispettivamente).

Il rapporto conclude che «Da un’analisi delle tendenze dell’ultimo decennio è emerso che gli USA continuano ad acuire la loro specializzazione in settori ad alta intensità di R&S come le Tic e la sanità (una quota del 70% sugli investimenti totali in R&S fatti dalle imprese statunitensi censite nello scoreboard nel 2012 rispetto al 64% nel 2004). Nonostante il forte ruolo guida degli Usa in questi settori ad alta intensità di R&S, da un esame più attento delle imprese unionali di secondo piano emerge un numero significativo di buoni piazzamenti in settori come quello del software e delle biotecnologie, il che fa pensare che tali imprese potrebbero essere i leader futuri».