Scoperte nuove affinità col cervello umano

Anche le scimmie sanno la matematica, e contano (almeno) da 0 a 25

All’Harvard Medical School di Boston hanno insegnato le addizioni ai primati

[23 aprile 2014]

Secondo lo studio “Symbol addition by monkeys provides evidence for normalized quantity coding”, pubblicato su Pnas da un team di ricercatori statunitensi della Harvard Medical School e della Yale University School of Medicine, le scimmie, o meglio i macachi rhesus (Macaca mulatta), sono in grado di fare semplici addizioni con numeri arabi (da 1 a 9) con risultati che vanno da 0 a 25, e poi con le lettere alfabeto.

Il team diretto da Margaret Livingstone, del Dipartimento di neurobiologia dell’Harvard Medical School di Boston, ha addestrato tre macachi ad identificare i simboli che rappresentano i numeri da 0 a 25, poi hanno loro insegnato a fare le somme. Per eliminare la possibilità di un apprendimento basato solo sulla memorizzazione delle sequenze, il team ha insegnato alle scimmie un insieme totalmente differente di simboli che rappresentano gli stessi numeri e i primati sono stati capaci di applicare e conoscenze acquisite al nuovo insieme, proseguendo le operazioni matematiche di base con un successo del 70 – 80%.

Le scimmie sono state prima addestrate a riconoscere i simboli di ogni numero. Quando li hanno associati correttamente con il simbolo appropriato, i ricercatori hanno dato loro un premio, costituito dallo stesso numero di gocce d’acqua o di succo mela e d’arancia. Poi i primati sono stati messi di fronte a varie opzioni sullo schermo del computer: un simbolo su un lato contro la combinazione di due simboli sull’altro lato. Le scimmie sono stati premiate quando sceglievano  correttamente il numero superiore. I macachi hanno anche imparato ad aggiungere due simboli e confrontarli con l’importo del terzo simbolo. E l’esperimento è stato condotto non solo visualizzando sullo schermo di un computer lettere e numeri, ma anche simboli simili a quelli del gioco Tetris, il cui valore è stato determinato in base al numero di unità che componevano i pezzi.

Non è certamente il primo studio che mette in luce le abilità matematiche dei primati, ma gli esperimenti precedenti, alcuni dei quali si limitavano a conti dall’1 al 10,  non avevano potuto dimostrare che le scimmie erano in grado di fare addizioni. Intervistata dal portale russo Vesti,  Elsa Addessi, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR, ha spiegato: «Secondo la mia convinzione, la prova è abbastanza convincente: è improbabile che le scimmie abbiano semplicemente memorizzato ogni combinazione di simboli. Talvolta gli studi precedenti hanno semplicemente sottovalutato la capacità delle scimmie». Sorprendentemente, due mesi dopo l’esperimento, le scimmie hanno continuato a eseguire le addizioni.

I primati hanno fatto più errori con numeri di grandezza simile, ma anche questa è la conferma di quanto già sanno i neurologi su un altro primate: il cervello umano distingue meglio due numeri piccoli che due grandi. Anche per noi è più facile dire la differenza tra 2 e 4 uccelli posati su un albero che tra due stormi composti da 22 o 24 individui. Non esiste ancora una vera spiegazione di questo fenomeno. Alcuni scienziati credono che il cervello codifichi il numero in modo che noi percepiamo la differenza tra due piccoli numeri come superiore a quella tra due grandi numeri, altri sostengono che il cervello codifichi i numeri linearmente, in modo che il concetto di numero è meno pronunciato a valori più elevati.

Per capire meglio le abilità matematiche dei primati, il team della Livingston tenterà di insegnare ai macachi a fare le moltiplicazioni, ma ci potrebbe volere un bel po’ di tempo, visto che per insegnare loro a fare le addizioni ci sono voluti 4 mesi.