Scoperta una nuova area visiva nel cervello umano

Una ricerca di neuroscienziati delle università di Pisa e Firenze, Cnr e Fondazione Monasterio

[2 ottobre 2017]

Lo studio “Area Prostriata in the Human Brain”, pubblicato su Current Biology da un team di ricercatori guidato Kyriaki Mikellidou e Maria Concetta Morrone, del dipartimento di medicina traslazionale dell’università di Pisa, analizza le proprietà di questa area cerebrale, nota come prostriata, «mostrando per la prima volta una sua specializzazione nell’analisi degli oggetti che si muovono ad alta velocità presentati della periferia del campo visivo». Grazie alla risonanza magnetica funzionale (fMRI), la tecnica che ha rivoluzionato le ricerche in neuroscienze dell’uomo negli ultimi 25 anni, il team di ricerca, di cui fanno parte anche David Burr del dipartimento di neuroscienze dell’Università di Firenze e Jan Kurzawski della Fondazione Stella Maris e università di Firenze, ha scoperto una nuova area visiva nel cervello umano.

La Morrone spiega che «L’area prostriata è localizzata in una parte primitiva della corteccia cerebrale e possiede caratteristiche peculiari che la differenziano dalle altre aree visive scoperte finora Tra queste una “linea diretta” di comunicazione tra aree cerebrali che controllano emozioni e reazioni motorie rapide. Comprendere il funzionamento di questa area può generare importanti ricadute in ambito clinico. Ad esempio, nel morbo di Alzheimer sono state osservate degenerazioni che anatomicamente corrispondono all’area prostriata: queste alterazioni potrebbero contribuire al disorientamento spaziale e alla mancanza di equilibrio, caratteristici di questa malattia negli stadi iniziali».

Per questo studio, i ricercatori si sono avvalsi del supporto di Vincenzo Greco dell’Istituto di ottica del Cnr di Firenze, che ha progettato e realizzato uno speciale dispositivo dedicato a stimolare ampie regioni di campo visivo con immagini in movimento ad alta velocità. Questo speciale supporto è stato appositamente ideato con materiali amagnetici, per poter funzionare all’interno del potente campo magnetico generato dello scanner della Fondazione Monasterio di Pisa, diretto da Domenico Montanaro e Francesca Frijia.

Burr conclude: «Utilizzando le tecniche computazionali di analisi del segnale BOLD, dette di “population receptive-field mapping” abbiamo mostrato che quest’area, sebbene piccola, contiene una “mappa” completa e organizzata del mondo esterno. Diversamente da altre aree corticali visive che utilizzano gran parte delle proprie risorse per analizzare le informazioni provenienti dalla fovea (la zona a più alta acuità al centro del campo visivo), l’area prostriata è invece maggiormente coinvolta all’elaborazione degli stimoli presentati nella periferia del campo visivo. In particolare, quest’area risponde esclusivamente a stimoli in rapido movimento, come ad esempio stimoli transienti che richiedono un’immediata risposta di fuga».