Trattamento di Papilloma virus e cancro: un fungo giapponese alimenta grandi speranze

[26 marzo 2014]

Secondo lo studio “Hpv Es radicated by AHCC supplement, preclinical study suggest Japanese Mushroom Extract Active Hexose Correlated Compound (AHCC)” «Il trattamento di cellule di cancro cervicale con AHCC ha portato alla eradicazione dell’HPV, il papillomavirus umano, così come ad una diminuzione del tasso di crescita tumorale in vitro ed in vivo».

I risultati di questo importante trattato sono stati presentati al 45esinmo meeting annuale della Society of Gynecological Oncology terminato ieri a Tampa.

Il papilloma virus umano è un’infezione molto comune che si trasmette sessualmente. Circa il 70% degli esseri umani in un qualche momento della loro vita vengono contagiati dall’HPV che si ritrova nel 99,7% del cancro alla cervice uterina. Secondo gli scienziati anche altri tipi di cancro sono correlati all’HPV, tra i quali: il 95% di cancro anale, il 60% del cancro orofaringeo, il 65% di cancro vaginale, il 50% di cancro vulvare, e il 35% del tumore del pene

L’Active Hexose Correlated Compound  (AHCC)  è un composto immunitario modulante naturale derivato  da una frazione appositamente coltivata di  miceli  del fungo commestibile “shitake” (Lentinula edodes), originario dell’Asia orientale, che è il secondo fungo più consumato al mondo e le cui proprietà sono supportate da decine di test e pubblicazioni scientifiche e già utilizzato in  oltre 1.000 cliniche ed ospedali di tutto il mondo.  Infatti, l’AHCC funziona come un’immunoterapia, un trattamento che utilizza il sistema immunitario del corpo per aiutare a combattere la malattia. La AHCC Research Association evidenzia che studi sugli esseri umani ed  in vivo  hanno dimostrato che l’AHCC aumenta il numero e/o l’attività dei “Natural Killer” (NK), le cellule dendritiche e citochine che permettono al corpo di rispondere efficacemente alle infezioni e bloccare la proliferazione dei tumori. L’AHCC è anche ampiamente utilizzato da individui sani che cercano di mantenere alte le funzioni  immunitarie. due recenti  studi clinici sull’uomo hanno dimostrato che l’AHCC preso in combinazione con il vaccino influenzale aumenta gli anti-corpi rispetto al vaccino, ma solo negli adulti sani.

Il team di ricercatori della Medical School di  Houston dell’University of Texas Health Science Center (UTHealth) ha trattato con  AHCC le cellule infettate Hpv,  scoprendo che «Il virus scompariva in 90 giorni e che non è tornato a mostrarsi nei test 30 giorni dopo la sua scomparsa». Gli stessi risultati sono stati ottenuti sia durante i test in vitro che negli esperimenti sui ratti. Ora l’UTHealt sta realizzando test sugli esseri umani per confermare l’effetto della sostanza prodotta da questo fungo sulle persone.

La leader del team di ricerca texano, Judith Smith, ha detto che «I risultati di questo studio sono stati molto incoraggianti. Questo studio, avviato nel 2008, dimostra che di per sé l’AHCC ha il potenziale per trattare l’infezione da HPV». In un precedente studio la Smith aveva valutato l’integrazione dell’AHCC con agenti chemioterapici comunemente utilizzati per il trattamento del carcinoma ovarico, per lo screening di potenziali interazioni farmacologiche e il miglioramento dell’attività.

La Smith ha spiegato come è arrivata a questa scoperta che, grazie alle proprietà del fungo giapponese, potrebbe cambiare la vita di molte donne ed uomini: «Sono rimasta affascinata dalla ricerca presentata al simposio annuale dell’AHCC a Sapporo  che ha dimostrato l’effetto immunomodulante dell’AHCC su altre infezioni rare, ed ero ansiosa di studiare le possibilità nel trattamento dell’infezione da HPV associate al cancro del collo dell’utero. L’AHCC è un integratore alimentare comune ben tollerato che è viene usato da decenni in Giappone, sono molto entusiasta di perseguire un approccio nutrizionale per cercare di trovare un trattamento per le infezioni da HPV.  Avevamo già presentato  un regime antiretrovirale che ha eradicato con successo l’infezione da HPV, ma abbiamo voluto sviluppare un protocollo più benigno, dal momento che questi farmaci hanno un certo numero di effetti collaterali».