Tutta la vita che abbiamo negli occhi. Niente può sfuggire al micro bioma

Nei nostri bulbi oculari ci sono molte piccole “cose” che strisciano e si contendono il territorio

[23 ottobre 2014]

Secondo alcune stime tutti i batteri,  funghi, archeobatteri e altre microscopiche creature che compongono il microbioma umano potrebbero essere fino a 100 volte più numerose delle cellule che formano il nostro corpo, ma alcuni scienziati pensavano ci fossero microbial no-go zones,  aree con microbioma praticamente assente, e si credeva che una di queste fosse la superficie del bulbo oculare. Non è così.

E’ difficile pensare a noi come un super-organismo popolato da creature che si riproducono sulla nostra pelle o nei nostri organi interni, ma è ancora più difficile pensare che i nostri occhi ospitino un mondo “alieno” ed invisibile, inoltre si credeva che ciglia e lacrimazione servissero proprio a tenere gli occhi al riparo da corpi estranei e da i batteri. Ma non è così: nei nostri occhi ci sono molte piccole cose che strisciano e si contendono il “territorio”.

Il progetto microbioma umano ha intrapreso uno sforzo enorme per caratterizzare le comunità microbiche di intestino, bocca, naso, pelle  e tratto urogenitale, ma non comprende  molte zone del nostro corpo, compresa la superficie degli occhi. Molti batteri che vivono negli occhi umani sono difficili da analizzare, il  che li rende praticamente invisibili ai ricercatori, ma l’adattamento delle tecnologie di sequenziamento per studiare il microbioma oculare – come il Biome representational in silico karyotyping (Brisk) realizzato dal team di ricerca di Valery Shestopalov, del Bascom Palmer Eye Institute dell’università di Miami –  ha aperto nuove strade per capire cosa succede davvero sotto le nostre palpebre.

Una recente ricerca riportata da  The Scientist  rivela che «Circa un dozzina di generi batterici dominano la  congiuntiva dell’occhio, un terzo dei quali non possono essere classificati. Sulla superficie della cornea, i ricercatori hanno trovato una comunità leggermente diversa. Ancora una volta, dominano circa una dozzina di generi E ovunque hanno guardato, i ricercatori hanno trovato qualcosa di più di semplici batteri». Shestopalov ha sottolineato:  «Le persone possono avere un’ enorme variazione di microflora e avere ancora gli occhi sani, rendendo il nostro lavoro difficile, ma davvero incredibile».

I ricercatori hanno anche scoperto che durante le infezioni della cornea erano presenti solo la metà di molte varietà di batteri e che quelli dominanti erano i ceppi di pseudomonas – Questo tipo di cambiamento nei nostri occhi si verificherebbe  ben prima che possa essere diagnosticata  un’infezione, suggerendo che il microbioma oculare in futuro potrebbe essere un potente strumento diagnostico.

Insomma, nei nostri bulbi oculari abbondano batteri, virus e c’è anche una brutta notizia per chi usa le lenti a contatto: i ricercatori ritengono che «rendano più facile agli agenti patogeni colonizzare la superficie dell’occhio, dando ai batteri  qualcosa su cui aderire».

Sequenziamento i biofilm delle lenti a contatto usate, il team di Shestopalov ha scoperto comunità microbiche che erano diverse dai microbiomi oculari delle persone che non le utilizzano. Sulle lenti a contatto  i ricercatori hanno trovato molto meno biodiversità ei generi batterici che dominano la congiuntiva e la cornea, al loro posto domina lo Staphylococcus. Per risolvere questo problema, Mark Willcox , un medico microbiologo australiano dell’università del New South Wales in Australia, ha sviluppato lenti a contatto antimicrobiche ed i primi test sugli esseri umani dimostrano che funzionano  contro i due dei principali agenti patogeni, P.aeruginosa e S. aureus.  Ora si sta valutando se le lenti a contatto tradizionali e antimicrobiche  possono nuocere ai normali batteri commensali sull’occhio.

Resta anche da capire se i batteri individuati sulla superficie dell’occhio siano residenti permanenti o colonizzatori transitori, Shestopalov  è convinto di sì: «Il lavoro di decostruzione del microbioma oculare è appena iniziato, ma i risultati preliminari suggeriscono che sia distinto dal resto della comunità batterica che abita il nostro corpo. Si erge a parte. Ci sono prove statistiche della sua differenza da qualsiasi altro microbioma umano».