Uno Walkman per reagire ai disastri naturali: da Pisa e Genova il robot scelto dalla Darpa

[13 maggio 2015]

L’ingresso dei robot nel quotidiano oscilla tra ottimismo e disperazione. Ma, soprattutto, avanza. Da una parte, come ha recentemente sottolineato anche l’economista Jeffrey Sachs, aumentano produzione e produttività, dall’altra contribuiscono all’aumento della disoccupazione e alla compressione dei molto umani salari verso il basso. L’ago della bilancia non si è ancora stabilizzato tra pro e contro, ma quel che più dovrebbe interessare gli italici e biologici interlocutori è che di tutto questo la loro intellighenzia politica pare disinteressarsi. Un’ignavia che fa da contraltare al meritorio attivismo nel campo della ricerca scientifica, che (anche) per quanto riguarda i robot raggiunge in Italia vette di assoluta rilevanza.

A ricordarlo ci pensa Walkman,  il robot ideato e realizzato dall’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, in collaborazione con il Centro di ricerca”E. Piaggio” dell’università di Pisa, all’interno di un progetto finanziato dalla Commissione europea dalla fine del 2013. Un gioiello tecnologico che è ora in partenza da Genova, direzione Los Angeles, per partecipare alla prima edizione del Darpa Robotics Challenge (Drc), la competizione internazionale tra squadre di robotici lanciata nel settembre 2012 dall’Agenzia per la ricerca avanzata del dipartimento di difesa statunitense (Darpa) che ha l’obiettivo di definire gli standard tecnologici dei robot da impiegare in situazioni di disastro naturale o causato dall’uomo. Eventi emergenziali che, anche a causa dei cambiamenti climatici, in Italia e nel mondo si attendono in crescita.

Il team italiano, come sottolinea con orgoglio l’università di Pisa, è l’unica realtà in Europa che parteciperà alla competizione su invito diretto dal Darpa, «per la forza del suo team e delle loro idee, credo che la loro partecipazione al Drc aumenterà la qualità della competizione nel suo insieme». Queste le parole usate da Gill Pratt, direttore del programma Drc nella lettera di invito indirizzata al ricercatore di Iit Nikolaos Tsagarakis, che guiderà il team durante la competizione.

Il robot Walkman, che è un umanoide alto1,85 metri e pesante 100 chili, munito di una batteria che gli permette di avere un’autonomia di un’ora, è in grado di camminare, aprire porte e utilizzare strumenti di lavoro come un trapano, e chiudere e aprire una valvola industriale. Durante la DRC gli verrà chiesto di camminare e operare in autonomia, salire scale e superare altri ostacoli, aprire porte e girare valvole, manovrare utensili di lavoro e addirittura guidare un veicolo tipo Ranger.

«Le abilità del robot – spiega Antonio Bicchi, coordinatore del gruppo di robotica del Centro “E. Piaggio” nonché del progetto WalkMan, e senior scientist di Iit – discendono dalla forma umanoide, necessaria per un robot che in futuro dovrà convivere con gli uomini e adattarsi ai loro ambienti». Un processo di adattamento che, almeno per quanto riguarda il lato della macchine e al contrario di quanto accade in riferimento alle ricadute sociali, l’Italia sembra avere la capacità di contribuire a guidare a livello globale. «Sono molti i paesi del mondo che investono nelle tecnologie robotiche – sottolinea infatti Roberto Cingolani, direttore scientifico di Iit – proprio per il loro valore applicativo, dalla domotica ai risvolti biomedicali e industriali. Walkman è la dimostrazione che anche l’Europa, e in primis l’Italia, gioca un ruolo decisivo per lo sviluppo del settore, in particolare nella definizione degli standard tecnologici di una delle principali tecnologie del futuro».