Un’oloturia è in grado di contrastare il cancro?

Scoperta una sostanza in grado di combattere diversi tipi di cellule tumorali resistenti alla chemioterapia

[14 novembre 2017]

Un team di scienziati dell’Accademia delle scienze della Russia, dell’università federale dell’Estremo Oriente, dell’Universitätsklinikum Hamburg-Eppendorf e del Tumor- und Brustzentrum ZeTuP  St. Gallen hanno dimostrato che l’estratto dell’oloturia Cucumaria miniata «è in grado di frenare var tipi di cancro resistenti alla chemioterapia».

Il team russo-tedesco-svizzero ha presentato i risultati della ricerca nello studioThe marine triterpene glycoside frondoside A induces p53-independent apoptosis and inhibits autophagy in urothelial carcinoma cells” pubblicato su BMC Cancer  e dicono di aver scoperto «un forete effetto curativo nel composto biologicamente attivo frondoside A» che hanno estratto dall’oloturia e  l’università federale dell’Estremo Oriente sottolinea che «L’effetto curativo del frondoside A è stato provato in modelli di cancro alla vescica e di linfomi resistenti a certi farmaci chemioterapeurtici».

Secondo i ricercatori russi, «Il frondoside A è in grado di uccidere le cellule tumorali che non hanno la proteina p53, un elemento presente nelle cellule sane che però muta in quelle cancerose smettendo di esercitare la sua funzione protettiva». Inoltre i ricercatori hanno scoperto che «La sostanza estratta dalla cucumaria […] ha un effetto così forte da essere addirittura in grado di uccidere cellule che non hanno las p53, resistenti alla chemioterapia classica».

Il principale autore dello studio, Sergey A. Dyshlovoy,  che lavora al laboratorio di oncologia sperimentale dell’ Universitätsklinikum Hamburg-Eppendorf e. Evidenzia che «Questo lavoro riveste importanza tanto per la n medicina pratica – come modo per distruggere le cellule tumorali resistenti –  che per la scienza fondamentale, visto che si tratta di una nuova proprietà biologica di una sostanza prima sconosciuta».

Però Dyshlovoy avverte che «Finora gli studi sono stati condotti in colture di cellule tumorali e richiedono tuttavia test supplementari sugli organismi viventi».

I ricercatori dicono che gli studi sulle oloturie e altri organismi marini sono abbastanza promettente per la ricerca di nuovi composti antitumorali e Dyshlovoy, che lavora per l’università federale dell’Estremo oriente anche per il laboratorio di chimica dei prodotti naturali dell’Accademia delle scienze russa, che in 50 anni ha ricostruito la struttura chimica di  oltre 500 nuovi composti naturali provenienti da organismi marini e piante endemiche dell’Estremo Oriente russo, conclude: « Per proteggersi, gli invertebrati marini accumulano sostanze altamente attive nei loro corpi. Questi composti hanno varie proprietà, comprese quelle medicinali, che sono state create dalla natura e selezionate da milioni di anni di evoluzione».