Viagra per prevenire la trasmissione del parassita della malaria?

Il Viagra può rafforzare la capacità della milza di filtrare le cellule del sangue infette

[15 maggio 2015]

La malaria, provocata dalle zanzare che trasmettono il Plasmodium falciparum,  fa più di  584 mila morti all’anno e quindi a lotta contro questa malattia è una delle principali priorità mondiali per la salute umana. Ora, secondo lo studio  “cAMP-Signalling Regulates Gametocyte-Infected Erythrocyte Deformability Required for Malaria Parasite Transmission” pubblicato su Plos One, gli scienziati potrebbero aver trovato un inaspettato alleato per fermare la malaria: il Viagra.

Infatti un team francese, britannico ed italiano, al quale hanno partecipato anche Yolanda Corbett e Donatella Taramelli del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’università di Milano,  ha scoperto che «Aumentando la rigidità degli eritrociti infettati dall’agente che causa la malaria, il Viagra ne favorisce l’eliminazione dalla circolazione del sangue e può quindi ridurre la trasmissione del parassita dall’uomo alle zanzare. Questa sorprendente scoperta potrebbe portare a un trattamento per ridurre la diffusione della malaria all’interno di una popolazione».

Il parassita che causa la malaria, il Plasmodium falciparum, ha un ciclo di sviluppo complesso che in parte si completa negli esseri umani e in parte nella zanzara anofele. Gli scienziati della facoltà di medicina dell’Université Paris Descartes-Sorbonne spiegano che «I trattamenti per la malaria hanno come target le forme asessuate di questo parassita che causa i sintomi, ma non le forme sessuali che vengono trasmesse da un umano ad una zanzara quando punge. Quindi l’eradicazione della malattia richiede lo sviluppo di nuovi tipi di trattamenti contro le  forme sessuali del parassita al fine di bloccarne la trasmissione e prevenire così la diffusione della malattia nella popolazione».

Prima di essere rilasciate nel sangue, le forme sessuali del parassita si sviluppano negli eritrociti umani contenuti del midollo osseo,  sono quindi accessibili alle zanzare, che possono ingerirle  quando mordono, «Ma gli eritrociti  circolanti – dicono gli scienziati – siano essi gametociti, infetti o no,  sono deformabili, impedendo così la loro liquidazione tramite la milza, che filtra costantemente il sangue e trattiene solo gli eritrociti rigidi, vecchi o anormali. Tuttavia, i gametociti eritrociti  infettati possono passare facilmente attraverso la milza e persistere per diversi giorni nella circolazione sanguigna».

I ricercatori hanno perciò cercato di irrigidire gli eritrociti infettati ed hanno dimostrato che «La deformabilità dei gametociti eritrociti infettati è regolata da un percorso di segnalazione che coinvolge le cAMP (Cyclic adenosine monophosphate, ndr). Quando le molecole di cAMP si accumulano, l’eritrocita diventa più rigido. La cAMP è degradata dall’enzima fosfodiesterasi, la cui azione favorisce quindi la deformabilità eritrocitaria».

Utilizzando una milza artificiale, gli scienziati hanno potuto identificare diversi agenti farmacologici che inibiscono la fosfodiesterasi  e possono quindi aumentare la rigidità degli eritrociti infetti» ed hanno scoperto che uno di questi agenti è il citrato di sildenafil, meglio conosciuto come Viagra, poi hanno dimostrato che «Questo agente, impiegato in una dose standard, ha il potenziale di aumentare la rigidità delle forme sessuali del parassita e quindi favorire l’eliminazione degli eritrociti infetti da parte della milza».

Il team internazionale è convinto che «Questa scoperta potrebbe aiutare a trovare nuovi modi per fermare la diffusione della malaria in una popolazione. Modificare il principio attivo del Viagra per bloccare il suo effetto erettile, o per testare agenti simili privi di questo effetto negativo, potrebbe infatti comportare un trattamento per prevenire la trasmissione del parassita dall’uomo alle zanzare».

A parte che in alcuni casi si potrebbe anche unire l’utile al dilettevole, non è la prima volta che si scopre che il Viagra può avere effetti che non hanno nulla a che fare con quel che succede in una camera da letto. Ad esempio, i medici lo utilizzano ormai anche per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare e il mal di montagna.