Il ricordo di chi lo ha conosciutro

La scomparsa di Roberto Mancini, un uomo delle istituzioni che difendeva ambiente e salute

[2 maggio 2014]

E’ scomparso Roberto Mancini, era Sostituto Commissario di Polizia a Roma. Nella seconda metà degli anni ’80 iniziò ad occuparsi di ecomafie e traffici illegali di rifiuti. Fu il primo ad accorgersi di cosa stava accadendo nella “terra dei fuochi”. Nel ’95 consegnò alla procura di Napoli il risultato delle sue indagini in una nota informativa, se fosse stata presa in considerazione forse il disastro ambientale e umano che tutti conosciamo si sarebbe potuto evitare

Chi lo ha conosciuto lo ricorda così….

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

“Il  vicecommissario di Polizia Roberto Mancini è stato un grande servitore dello Stato, un uomo valoroso che non ha avuto timore di sfidare l’arroganza delle ecomafie e il silenzio che le circondava. Le sue coraggiose inchieste sul traffico di rifiuti, per le quali ha sacrificato la vita, seppero anticipare i tempi di una lotta agli affari criminali sul territorio che oggi siamo chiamati a rendere sempre più incisiva e aggressiva. Alla famiglia Mancini, che da troppo tempo attende il doveroso riconoscimento dello Stato, vanno i miei più sinceri sentimenti di partecipazione e cordoglio”.

Legambiente:

«Nella sua vita professionale Roberto si è sempre occupato di reati ambientali legati al ciclo di rifiuti. 15 anni di attività al servizio dello Stato che lo hanno esposto a gravissimi rischi. La lunga e costante esposizione con materiali tossici e scorie radioattive ha stroncato la sua volontà di consegnare alla giustizia i delinquenti che avvelenano l’ambiente e la vita delle persone. Roberto Mancini è morto questa mattina a Perugia per un linfoma non Hodgkin contro cui ha combattuto per anni. Una “malattia professionale” per la quale lo Stato gli ha riconosciuto 5000 euro. Chiediamo alle Istituzioni che sia presto riconosciuto l’alto valore della sua missione. Non saremo mai abbastanza grati a Roberto Mancini per il suo prezioso lavoro al servizio della comunità, portato avanti a rischio della vita, anche accanto a Legambiente. A lui dedicheremo il prossimo Rapporto Ecomafia».

Il Presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci

«Dolore sincero per la scomparsa del vicecommissario di Polizia Roberto Mancini e vicinanza alla sua famiglia. Mancini, tra i primi investigatori delle Forze dell’ordine ad indagare sul  traffico illecito dei rifiuti in Campania, ha prestato importanti consulenze alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle Ecomafie ed è stato un validissimo e irreprensibile servitore dello Stato. Grazie a lui la lotta alle ecomafie ha fatto significativi passi avanti, ma proprio a causa dei veleni respirati durante indagini e sopralluoghi lo piangiamo. Con la sua scomparsa l’Italia perde un grande uomo al quale lo Stato finora non ha reso il giusto merito.  Di più. Con il quale lo Stato è in debito. Roberto Mancini, infatti, è morto dopo una battaglia lunga 12 anni contro la leucemia ma, nonostante  il ministero degli Interni abbia certificato  il suo cancro al sangue come “causa di servizio”, gli è stato riconosciuto un indennizzo di soli 5.000 euro. Per chiedere se siano a conoscenza dei fatti e che sia riconosciuto almeno alla famiglia di Mancini un giusto indennizzo ho presentato una interrogazione al Ministero dell’Interno e al Presidente del Consiglio dei Ministri. Al Presidente del Consiglio ho inoltre chiesto se non intenda valutare l’opportunità di onorare il ricordo di un integerrimo e valido servitore dello Stato con un’onorificenza alla memoria. Condivido, infine, la richiesta avanzata dai deputati del Movimento 5 Stelle che i suoi siano funerali di Stato”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, depositando una interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno chiedendo sul giusto indennizzo per Mancini».

Il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli  

«Sono scosso e profondamente addolorato per la scomparsa di un caro amico oltre che di un eroe nella lotta contro le ecomafie”. Lo dichiara il leader dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “La prima volta lo avevo conosciuto Roberto nel 1995 quando indagava sul tentativo del clan dei Casalesi di infiltrarsi nella costituzione di una nuova banca in provincia di Frosinone. Le sue inchieste sul traffico di rifiuti hanno reso evidente un dramma ambientale e sanitario di una terra che è stata stuprata dall’inquinamento e dalla criminalita’ organizzata che ha svenduto la salute dei cittadini per i propri sporchi profitti. “Roberto rappresenta il volto bello dello Stato, quello che sta dalla parte dei cittadini piu’ deboli e dei loro diritti che sono violati da interessi criminali, dall’inquinamento e dalla corruzione che li fa crescere. Sono vicino alla famiglia Mancini per una perdita dolorosa e incolmabile».