La scoperta della farfalla di San Piero, che vive solo all’Isola d’Elba

[29 maggio 2014]

La Festa delle Farfalle del primo giugno a Monte Perone, all’Isola d’Elba, oltre che l’occasione per conoscere e visitare il rinnovato Santuario delle farfalle “Ornella Casnati”, con i pannelli di 40 delle specie di lepidotteri diurni che fanno dell’Elba una delle aree a maggiore concentrazione di specie e forse quella più interessante dell’intera Europa per farfalle autoctone ed ibridazione, sarà anche l’occasione per parlare di quella che Legambiente ed il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano hanno ribattezzato la “Farfalla di San Piero”, dal nome del paese collinare del Comune di Campo nell’Elba, alle pendici di Monte Perone, che nel suo territorio sembra ospitare praticamente l’intera popolazione insulare di questa farfalla unica e legata alla sua sola pianta nutrice: l’Aristolochia rotunda.

Leonardo Dapporto, l’entomologo che ha ideato il Santuario delle Farfalle elbano insieme alla scomparsa Ornella Casnati, la fotografa naturalista di Legambiente alla quale è dedicata l’area, oggi è un ricercatore della Oxford Brookers Universiy ed insieme ad un team di internazionale di scienziati ha pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PlosOne  lo studio “When the Rule Becomes the Exception. No Evidence of Gene Flow between Two Zerynthia Cryptic Butterflies Suggests the Emergence of a New Model Group” e spiega: «La Zerynthia Cassandra si conferma una specie a sé stante anche dal punto di vista genetico. Ciò  che però forse più conta per noi è che le popolazioni insulari (Elba e Sicilia) siano geneticamente diverse da quelle delle terre vicine (Aspromonte e Toscana). Questo vuol dire che le popolazioni insulari non sono colonizzazioni recenti, ma qualcosa che ha vissuto  (sopravvissuto) su queste isole per lunghissimo tempo».

Questa splendida farfalla, gialla e con un complicato disegno nero punteggiato di rosso, come si è visto vive solo in un ristrettissimo areale all’Elba, isola dove era stata vista nel lontano 1932 da un gruppo di ricercatori tedeschi, ma nell’altro versante del massiccio di Monte Capanne, a nord, nella zona di Marciana Marina,  per poi scomparire, fino a che non è stata ritrovata più di 70 anni dopo, nel 2008, dalla Casnati e da Dapporto, che ha poi ha accertato scientificamente la sua unicità.

Secondo quanto scrivono gli scienziati su PlosOne «il concetto di specie biologica, che presuppone l’assenza di incroci, sta diventando un criterio non così efficace in ecologia evolutiva». Ma le farfalle che mostrano barriere riproduttive «Rappresentano modelli interessanti per lo studio dei processi di speciazione e l’evoluzione dell’isolamento riproduttivo». Lo studio esamina le popolazioni di contatto nell’Italia nord-occidentale di due specie di farfalle:  Zerynthia Polissena e Zerynthia cassandra ed ha preso in considerazione «i livelli di divergenza tra le 21 popolazioni distribuite dalla Sicilia alla Francia con tre marcatori genetici» e la conformazione dei genitali, una delle caratteristiche chiave per distinguere le diverse specie. Poi gli scienziati hanno proceduto alla modellazione della distribuzione delle specie ed a stimare le diverse esigenze climatiche delle Zerynthie Polissena e Cassandra  e hanno proiettato i dati climatici sugli scenari del massimo glaciale, per  verificare se e in quale misura i cicli glaciali avrebbero potuto contribuire a processi di speciazione. Le analisi genetiche e morfometriche hanno identificato due gruppi principali e il team di ricerca dice che «Tutti i campioni hanno mostrato un modello concorde di diversificazione, compresi gli individui campionati nella zona di contatto. A conclusione è che durante la massima espansione dei ghiacci «Entrambe le specie hanno sperimentato una forte contrazione del loro areale e sono presumibilmente rimaste separate in “microrefugia” diversi nel sud della Francia, nella penisola italiana e sulle isole d’Elba e Sicilia». Questa separazione, a lungo termine è stata probabilmente favorita dalla capacità di dispersione ridotta e alta filopatria (la tendenza di alcune specie di animali a tornare in un luogo particolare per nutrirsi o riprodursi, ndr), mentre la diversificazione genitalica ha probabilmente favorito l’evitamento dell’incrocio». Facendo della Farfalla di San Piero e delle altre zerynthie un modello valido nello studio della speciazione.

Ma la scoperta che la Farfalla di San Piero è una sotto-specie a parte, oltre a confermare l’eccezionale biodiversità dell’Isola d’Elba,  porta con sé anche un problema: «La conseguenza più’ importante di questa osservazione – fa notare Dapporto – E’ che se perdiamo le Zerynthia delle isole non le riavremo più indietro. In accordo con questi dati, in un recente lavoro fatto da colleghi le popolazioni elbane e sicule sono state riconosciute come le uniche sottospecie valide di cassandra tra le decine descritte in passato!»
Una bella notizia sicuramente ma anche un nuovo problema: ora che i collezionisti si troveranno lo spazio “Zerynthia cassandra linnea” vuoto nelle loro collezioni, chi impedirà loro di andare all’Elba a cercarle? O peggio, chi impedirà a raccoglitori professionisti con pochi scrupoli di far man bassa di adulti uova e larve per rivenderle più o meno illecitamente?»

E’ quello che vogliono impedire Parco Nazionale, Legambiente e ricercatori  facendo conoscere questi splendidi animali ed invitando i cittadini a proteggerli, per  questo insieme hanno organizzato dal primo al 6 giugno la “Settimana delle Farfalle dell’Arcipelago Toscano – Un mare di specie da proteggere”  che oltre alla festa popolare dell’1 Giugno a Monte Perone, con passeggiata nel Santuario, panzanella e vino per tutti, una delle iniziative centrali di “Voler bene all’Italia”, organizzeranno la prossima settimana tre spedizioni scientifiche alla ricerca di farfalle rare e “scomparse” a Montecristo, Giglio e Giannutri e due giornate di “citizen science” a Pianosa (2 giugno)  e Capraia (6 giugno), ma soprattutto della Farfalla di San Piero, delle Zerynthie e degli altri magnifici e rari lepidotteri insulari, si parlerà al 5 giugno al workshop “Barcoding delle Farfalle dell’Arcipelago Toscano”, che, a partire dalle 9,30, si terrà all’enoteca delle Fortezze Medicee di Portoferraio ed  al quale parteciperanno i migliori specialisti europei di lepidotteri.

Per informazioni sul santuario delle Farfalle Ornella Casnati: http://www.santuariodellefarfalle.it/il_santuario_delle_farfalle.htm

Per la Festa e la Settimana delle farfalle:

Info LEGAMBIENTE: legambientearcipelago@gmail.com – 0565904342 – 3398801478

Info PARCO : parco@islepark.it – 0565. 919411