La spiegazione dell’esperto. Bramerini: «Tutta la Protezione civile regionale è stata attivata»

Terremoto in centro Italia, paura e crolli. In Toscana volontari in partenza

Realacci: «Ministro dell'Ambiente impegna governo a estendere ecobonus anche a consolidamento antisismico»

[21 giugno 2013]

Diverse segnalazioni sono arrivate in redazione per la scossa di terremoto di magnitudo 5,2 che è stata avvertita alle 12:33 in gran parte della Toscana e non solo. Chiamate sono arrivate da Livorno, ma anche da Pontedera, Pisa, Viareggio, Modena e da Milano. Gente in strada anche a Firenze. L’epicentro sembra essere tra Lucca e Massa. Secondo le prime notizie si segnalano crolli in Lungiana, a Fivizzano e Casole. Sarebbero rimaste danneggiate alcune abitazioni con la caduta di tetti. Una persona sarebbe rimasta ferita in località Postella.

La deputata del Partito democratico Raffaella Mariana è intervenuta nell’Aula di Montecitorio in seguito alle notizie relative al terremoto che  ha colpito il Nord Italia e ha chiesto «al Governo di tenere informato il Parlamento sull’entità e le conseguenze dell’evento e di garantire il sostegno alle popolazioni e alle amministrazioni coinvolte».

Greenreport ha contattato Marco Morelli, dell’Istituto Geofisico Toscano  che così ha spiegato l’evento sismico: «L’epicentro è nella zona di Fivizzano e la scossa più forte avvertita in molte aree della Toscana è di magnitudo 5,2. La stesa struttura dell’Appennino fa si che queste scosse si sentano più violente anche se non sono di intensità altissima. Non si escludono danni agli edifici». Sono state evacuate le strutture pubbliche della zona e sono in corso i controlli sugli edifici. E’ probabile che molte persone, specialmente gli anziani non vogliano rientrare in casa per la notte. La profondità del sisma dovrebbe essere attorno ai 5 km. Ci sono state altre scosse (dopo quella delle 12,32) di 3.1 e 2.2 Richter.

«Per quanto riguarda il comune del quale sono sindaco, Fabbriche di Vallico – spiega il presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani – ho visto la gente molto impaurita. Per questo a Fabbriche, ma non solo a Fabbriche, siamo pronti, se necessario, ad ospitare le famiglie che hanno timore di passare la notte in casa. Con l’Unione dei Comuni e la Protezione civile locale e regionale abbiamo subito predisposto un piano di accoglienza in strutture anti sismiche. Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore e nei prossimi giorni ma non vogliamo farci trovare impreparati».

«Non dobbiamo avere paura dei terremoti ma delle case costruite male – ha dichiarato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi – Con il rischio sismico dobbiamo sapere convivere e dobbiamo prevenirlo con costruzioni adeguate, studi di microzonazione , investimenti mirati ed informazione. Un terremoto di 5.2 della scala Richter a soli 5 Km di profondità è sicuramente un terremoto forte che avrebbe potuto causare morti e crolli. Questo, stando alle prime notizie, non si è verificato. L’Italia è sismica, molti edifici sono in aree di elevato grado di sismicità, milioni di cittadini risiedono in zone che sono potenzialmente ad elevato rischio sismico. L’arma che abbiamo è quella della prevenzione, che deve essere fatta con gli investimenti, ma anche con la giusta informazione».

Sulla scia della stessa onda il commento di Erasmo D’Angelis, sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, che afferma: «Oggi la terra ha tremato ancora in buona parte del centro-nord Italia e la Protezione Civile ha rilevato crolli in Lunigiana nelle località di Fivizzano e Casola, più prossime all’epicentro del terremoto. In altri comuni della zona sono rimasti lesionati alcuni edifici. Seguiamo costantemente l’evoluzione del fenomeno e i possibili danni a infrastrutture stradali e ferroviarie. L’Italia purtroppo convive con una sismicità ad alto rischio e non possiamo più agire solo con la logica delle emergenze. Bisogna lavorare sulla prevenzione e la mitigazione dei danni con una grande e continua opera di ristrutturazione antisismica del nostro patrimonio edilizio pubblico e privato per salvare beni e vite umane nel 75% del territorio nazionale che le carte di rischio della Protezione Civile segnalano a medio-elevato pericolo. E’ una priorità del Governo che ha già inserito 300 milioni di euro nel Decreto del Fare per l’edilizia scolastica, da incrementare con il Fondo per la conclusione e l’avvio di opere non rinviabili a cui il Ministero Infrastrutture e Trasporti sta lavorando. Ma è determinante estendere l’eco-bonus del 65% per il risparmio energetico in edilizia anche agli interventi di consolidamento antisismico degli edifici. Darebbe anche ossigeno all’edilizia e alle economie locali».

D’Angelis apprezzerà dunque l’impegno assunto dal ministro dell’Ambiente Orlando, chiarito dalle parole di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera: «A domanda precisa per un impegno del Governo sulla prevenzione antisismica nel corso dell’audizione in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando impegna il Governo ad estendere l’eco-bonus del 65% per il risparmio energetico in edilizia anche agli interventi di consolidamento antisismico».

La scossa è stata avvertita anche nel Levante Ligure, a partire da Genova. Alla Spezia alcune fabbriche sono state evacuate. In un call center sono caduti alcuni pannelli isolanti. Nessun danno importante alle strutture cittadine ne’ feriti sono stati segnalati.

Intanto i volontari dell’Anpas informano che è stata attivata la colonna di protezione civile delle pubbliche assistenze toscane. I volontari sono in partenza su attivazione della Regione Toscana. In Lunigiana andranno a Casola, uno dei comuni più colpiti dalla scossa di terremoto di fine mattinata per allestire un campo che ospiti i senzatetto. Altra possibile destinazione Monzone di Fivizzano, borgo danneggiato dal sisma. Sul posto sono già presenti il vicepresidente di Anpas Toscana, Stefano Tusini, e il coordinatore della protezione civile, Alessandro Moni.

Ha intanto finito il sopralluogo e sta rientrando alla base l’elicottero della Protezione civile regionale che ha sorvolato le zone della Garfagnana e della Lunigiana dopo le scosse di terremoto, con epicentro tra le province di Massa-Carrara e Lucca. Al momento una delle zone più colpite pare Equi Terme, dove diversi edifici appaiono lesionati.

La Protezione civile regionale, che inviato sul luogo alcuni tecnici, sta predisponendo l’invio di un migliaio di brandine per accogliere coloro che passeranno la notte fuori casa e si sta preparando anche per l’eventuale invio di due cucine da campo. «Stiamo seguendo con attenzione la situazione – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini – Tutta la Protezione civile è attivata per coordinare le operazioni di controllo, assistenza ed eventuale intervento per garantire il ritorno più rapido possibile alla normalità».