A scuola sognando la campagna: a Pisa boom di iscritti per gli istituti agrari

[16 giugno 2014]

I giovani pisani riscoprono gli istituti agrari e sognano di lavorare in campagna. Sono un centinaio i giovani che si sono iscritti al primo anno dei due istituti agrari, altrettanti quelli che lo frequenteranno nel 2014/2015 con una tendenza decisamente molto positiva rispetto al passato. Anche la Provincia di Pisa grazie agli specifici indirizzi “Agraria, agroalimentare e agroindustria” attivati dall’Istituto di Istruzione Superiore Santoni di Pisa, e da quest’anno, anche dall’Istituto Enrico Fermi di Pontedera, conferma la “svolta green” tra i banchi di scuola con sempre più giovani interessati ad apprendere le materie utili e propedeutiche ad una “carriera” in campagna. E non sempre si tratta di “figli di agricoltori”. Lo conferma uno studio di Coldiretti.

Saranno quattro le classi attivate anche nel prossimo anno: due al Santoni, due al Fermi. Per Marco Salardi, Preside del Santoni dove complessivamente sono circa 130 gli iscritti all’indirizzo agrario è “indubbia la riscoperta delle attività agricole” così come sono “evidenti gli elementi positivi di prospettiva che i giovani non trascurano più. L’agricoltura ha riacquistato uno status anche grazie alla crescente attenzione nei confronti dell’agroalimentare del nostro paese e delle sue potenzialità di sviluppo per il futuro”. Lavorare in campagna, raccogliere l’uva o la frutta, dedicarsi alla cura degli olivi o agli aspetti commerciali dell’azienda, non è un lavoro serie B. Tutt’altro. «Per noi si tratta di un indirizzo nuovo – spiega Antonio Massei, vicepreside del Fermi – che ci sta dando però già importanti soddisfazioni. Avremo due classi anche il prossimo anno per un totale di 51 iscritti».

A livello regionale nell’anno scolastico 2013/2014 si sono iscritti al primo anno degli istituti tecnici agrari della scuola secondaria di secondo grado 819 giovani (il 6,3%), 217 quelli che invece hanno optato per il professionale. Complessivamente i giovani toscani che frequentano gli istituti agrari, tra il primo ed il quinto anno, sono 3.857 (fonte Miur Toscana): 3.017 al tecnico (5,7%) e 840 al professionale (2,5%). Numeri che testimoniano una vera rivoluzione culturale, confermata anche dai risultati di un sondaggio Coldiretti/Ixe’ secondo il quale il 54% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21%) o fare l’impiegato in banca (13%). Ed anche che il 50% degli italiani ritiene che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro mentre solo l’11% ritiene che l’operaio possa avere sbocchi occupazionali. D’altra parte alla domanda su quanto siano importanti i vari settori per l’economia italiana, turismo e agricoltura si piazzano al primo e secondo posto, rispettivamente con il 73% e il 66% delle preferenze, davanti ad artigianato (60%), industria (53%), servizi (49%), commercio (47%), mentre la finanza si colloca all’ultimo posto con il 24%. E per oltre quattro italiani su dieci (il 42%) l’importanza dell’agricoltura è destinata a crescere nei prossimi anni, contro un 38 % secondo cui resterà uguale e un 16% che ritiene diminuirà.

«I giovani hanno visto prima e meglio di altri dove ci sono reali prospettive e di fiducia per far tornare a crescere l’Italia – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Provinciale Coldiretti – nel sottolineare che è in atto una rivoluzione generazionale che punta su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina”. A fianco dei giovani che “vanno a scuola”, ci sono sempre più giovani che scelgono di fare gli agricoltori da imprenditori. Gli esempi, sul territorio, sono tanti, e tra i più diversi. Dal progetto “Mi Coltivo” alla frutta e verdura a domicilio, dall’agri-campingall’allevamento di lumache, e così via. “In un momento in cui il mercato del lavoro è in crisi ed è venuta meno la stessa idea che l’industria possa dare a tutti un posto, con le situazioni drammatiche cui stiamo assistendo in queste settimane – conclude  – l’agricoltura moderna e multifunzionale consente oggi ai giovani di avviare un’attività imprenditoriale nella quale esprimere le proprie idee e il proprio vissuto di esperienza e cultura».

di Coldiretti