Il segreto della longevità: cooperare e vivere nudi sottoterra

La fonte della giovinezza dei ratti talpa nudi potrebbe essere utile anche agli esseri umani

[29 gennaio 2015]

I ratti talpa nudi o eterocefali glabri (Heterocephalus glaber ) non sono certo animaletti dall’aspetto gradevole, ma hanno vite eccezionalmente lunghe e  Scott  Williams e Milena  Shattuck, due antropologi del Center for the Study  della New York University, si sono chiesti quale d fosse il segreto della loro longevità. Sembrano essere riuscito a scoprirlo con lo studio  “Ecology, longevity and naked mole-rats: confounding effects of sociality?” che hanno pubblicato su  Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, nel quale indagano sulla misteriosa e complicata vita sociale di questi roditori  nudi e con due grossi denti sporgenti ma che prosperano in colonie formate da 70/80 individui molto longevi per le dimensioni raggiunte da questi animali. Infatti, tra gli uccelli e i mammiferi, le specie più grandi di solito vivono più a lungo di quelle più piccole  ed anche i topi più longevi non superano i 3 anni, ma i ratti talpa nudi, che vivono tra Kenya, Etiopia e Somalia,  pur raggiungendo solo 13 centimetri di lunghezza, possono vivere anche 30 anni, mantenendo una salute invidiabile fino alla fine.

Diverse ricerche scientifiche si sono chieste quale sia la fonte della giovinezza alla quale attingono gli eterocefali glabri, nella convinzione che la scoperta del segreto di questi “bruti” e strani mammiferi potrebbe aiutare a sviluppare farmaci o terapie che prolungano la durata e la qualità delle nostre vite sempre più lunghe ma piene di acciacchi e malattie croniche e invalidanti. Nell 2014 fa un altro studio (Ecology and mode-of-life explain lifespan variation in birds and mammals), pubblicato sempre su Proceedings of the Royal Society B e realizzato da un team del Trnity College di Dublino, aveva scoperto che i ratti talpa nudi hanno nei loro tessuti una grande abbondanza di proteine specializzate che li aiutano a prevenire il cancro. Altre ricerche come “Naked mole-rat has increased translational fidelity compared with the mouse, as well as a unique 28S ribosomal RNA cleavage” pubblcato su Pnas nel 2013 da ricercatori statunitensi,  hanno ha scoperto che gli Heterocephalus glaber  resistono i danni dell’invecchiamento, perché i loro geni sono molto “attenti” a cosa fanno le “nuove” proteine. Nell’aprile 2014 lo studio studio “Ecology and mode-of-life explain lifespan variation in birds and mammals”, pubblicato ancora una volta su sempre su Proceedings of the Royal Society dallo stesso team irlandese del Trinity College, aveva analizzato le caratteristiche di 1.400 specie di mammiferi e di uccelli, rivelando che quelle che passano la vita sotto terra, un ottimo modo per evitare i predatori, sono anche quelli che in proporzione vivono più a lungo

Il problema che si sono posti Williams e Shattuck è: come e perché i ratti talpa hanno evoluto  queste straordinarie caratteristiche? Così i due ricercatori newyorkesi  hanno identificato un nuovo pezzo del puzzle e credono che lo stile di vita eccezionalmente sociale e cooperativo dei ratti talpa nudi sia una chiave essenziale della loro longevità. Infatti il sistema sociale cooperativo degli eterocefali glabri somiglia più  a quello degli insetti sociali come le formiche e termiti che a quello di altri mammiferi sociali: più generazioni di ratti talpa nudi trascorrono tutta la loro vita nella complicata rete di tunnel dei loro villaggi sotterranei, ripartendosi lavori specifici tra i membri della comunità. Gli Heterocephalus glaber hanno anche una regina che vive in una camera speciale, dove  dedica la sua esistenza esclusivamente a partorire e prendersi cura dei cuccioli. Solo alcuni maschi selezionati possono accoppiarsi con la regina, mentre gli individui non-riproduttivi forniscono alla regina sia la protezione che il cibo.

Per capire come questo stile di vita da insetti sociali  possa influenzare la longevità dei ratti talpa nudi, Williams e Shattuck hanno analizzato i dati sulla durata della vita, le dimensioni del corpo e le caratteristiche sociali dei 440 mammiferi che trascorrono la maggior parte del loro tempo nel sottosuolo o vivono in superficie. Poi hanno analizzato  statisticamente i dati per vedere quanto sia significativo il ruolo svolto ogni fattore nel determinare la longevità.

I risultati hanno confermato che il è il più sicuro predittore della speranza di  vita è la massa corporea e che gli animali più piccoli vivono meno di quelli più grossi, ma, come emerso dai precedenti studi, gli animali che vivono sottoterra hanno un “bonus” di  longevità e, come sospettavano i due ricercatori, quelli che vivevano in società, compresi i ratti talpa nudi altamente cooperativi, vivono ancora di più. Ad ulteriore sostegno di questa conclusione, Williams e Shattuck  hanno scoperto che i parenti più prossimi degli  eterocefali glabri, anche loro specie cooperative e sociali, presentano le stesse caratteristiche e che quelle che vivono sotto terra sono più longeve.

I ricercatori della New York University sono convinti che «Sulla base di questi risultati, gli esseri umani hanno già colto al volo uno dei segreti dei ratti talpa nudi  per il loro successo a lungo termine. Anche le persone generalmente vivono in società multi-generazionali, hanno divisioni riproduttive e di lavoro e sono cablati per aiutarsi a vicenda». Anche se non abbiamo costruito città sotterranee per viverci, gli esseri umani hanno inventato ogni tipo di strategie difensive per evitare di fare una fine prematura. «In altre parole – concludono Williams e Shattuck  – a meno di trovare un modo per imitare il modo meticoloso in cui i  ratti talpa nudi sintetizzano le proteine, sembra che stiamo già seguendo i modelli delle buone pratiche per rimanere in vita».

C’è un problema: non risulta che gli eterocefali glabri sappiano fare la guerra ed inquinino l’ambiente che gli permette di vivere così a lungo.