Sin Massa Carrara, alcune competenze alla Toscana. Orlando firma il decreto

[31 ottobre 2013]

Il Sito per la bonifica di interesse nazionale (Sin) di Massa Carrara è un’area fra le più contaminate d’Italia che oggi conta, fra gli altri, anche gli impianti della Syndial (Eni), della Solvay, l’ex Farmoplant e l’ex Ferroleghe. Insieme a queste aree ci sono però anche zone a basso impatto ambientale e alcuni tratti di mare a ridosso della costa.

L’urgenza di procedere alla bonifica di questo territorio è condivisa da tutti i soggetti istituzionali, come anche di rivedere la perimetrazione assegnando nuove competenze alla Regione Toscana, in seguito a quanto previsto dalla Conferenza dei servizi dello scorso 31 luglio svolta al ministero dell’Ambiente. Ieri, proprio in questa direzione, è stato compiuto un nuovo passo in avanti: il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando (nella foto), ha firmato  il decreto ministeriale per assegnare alla Regione Toscana nuove competenze sul disinquinamento del Sito di interesse nazionale (Sin) di Massa-Carrara, che avrà così una diversa perimetrazione.

«Il nuovo perimetro –  ha dichiarato Orlando – ha due finalità. Con la competenza assegnata alla Regione, si avvicina ai bisogni dei cittadini il processo di risanamento restituendo alla città alcune aree non inquinate in cui erano bloccate attività e investimenti. Nello stesso tempo consente anche di rendere più veloci e più semplici le procedure di bonifica». In particolare, resteranno di competenza nazionale i risanamenti delle aree dei quattro stabilimenti, cioè gli impianti Syndial, la Bario e derivati della Solvay, l’ex Farmoplant e il Consorzio investimenti produttivi sito nell’ex stabilimento Ferroleghe.

Di competenza regionale le altre aree e anche i tratti di mare non contaminati. Quindi alcune aree residenziali, porto e area marina verranno scorporate e passeranno da Sin a Sir (Sito di interesse regionale) con svincoli e semplificazione delle procedure burocratiche. Previa attenta verifica di assenza di contaminazione il territorio tornato disponibile, deve essere oggetto di riqualificazioni nella direzione della sostenibilità.