No al possibile ricovero invernale per autoaffondamento della Concordia nella baia di Campese

Il sindaco del Giglio a Costa Crociere: «Avvertiamo totale disinteresse per tutela del territorio»

[20 giugno 2014]

Il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha scritto a Michael Thamm, Chief Executive Officer  di Costa Crociere, dicendo che «Ci troviamo costretti, dopo oltre due anni di “convivenza forzata” con il relitto della M/N Concordia ed il relativo cantiere allestito per la rimozione, a scrivere per puntualizzare alcuni aspetti che interessano la nostra Comunità. E che credo debbano interessare anche Costa Crociere».

Il sindaco gigliese per prima cosa evidenza «Con disappunto, che le operazioni inerenti la rimozione del relitto hanno subito forti ritardi tali da incidere profondamente anche sulla terza stagione estiva, di cui ancora oggi (malgrado le dichiarazioni di impegno alla trasparenza e collaborazione nei reciproci rapporti) si manifesta una profonda incertezza sulla compatibilità delle azioni di refloating rispetto alle attività socio-economiche dell’isola. In generale avvertiamo un totale disinteresse alla tutela di un territorio che spesso assume, nelle vostre decisioni, una posizione di secondo piano».

Ortelli esprime anche «Immenso rammarico nell’apprendere dagli organi di stampa i contenuti, neppure completi, di un progetto che andava preventivamente esaminato e discusso dall’organo tecnico della gestione commissariale, di cui il Comune di Isola del Giglio fa parte, come già espresso nella prima conferenza dei servizi. Questo comportamento amplifica le preoccupazioni della popolazione di Isola del Giglio che teme di non conoscere l’esatto momento in cui la vicenda si potrà ritenere conclusa. L’isola vive di turismo e le continue ed altalenanti affermazioni sulla tempistica della rimozione, fornite anche e soprattutto dalla Vostra società nell’ambito dei lavori, incidono fortemente sulla programmazione estiva con danni anche di natura non patrimoniale e forti penalizzazioni, già rilevate da organi ufficiali, sulla economia turistica che prima del naufragio era sana e prosperosa».

Ma a preoccupare il primo cittadino e la sua giunta sono anche «Le recenti notizie, riportate su documenti ufficiali, sulla baia di Campese quale sede possibile di un’operazione di trasferimento tramite Vanguard (di cui gli amministratori dell’isola sono completamente all’oscuro)» che «Acuiscono il dramma che vivono i gigliesi da oltre due anni. La stessa ipotesi di utilizzo della baia di Campese viene ribadita nel corso dell’ultima riunione della conferenza dei servizi, quale sede per un possibile ricovero invernale del relitto per autoaffondamento, rimane incomprensibile oltreché irriguardosa nei confronti dei cittadini dell’isola».

Nella lettera, inviata per conoscenza anche al capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, al presidente della Regione ToscanaEnrico Rossi, al presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras ed alla presidente dell’Osservatorio per il monitoraggio della ConcordiaMaria Sargentini, Ortelli sottolinea che «Il gravissimo danno arrecato alla nostra Comunità e al nostro Territorio dal naufragio e dalla presenza del relitto della vostra nave per due anni e mezzo ha trovato l’ennesima conferma nella recente pubblicazione dei dati dell’Ufficio Statistica della Provincia di Grosseto sull’andamento del turismo nella nostra Provincia. Da questi risulta evidente un marcatissimo differenziale negativo dell’Isola del Giglio rispetto alle altre località della Provincia nel turismo balneare rilevato nello scorso biennio, tendenza più che confermata anche dai dati della stagione 2013. Questa situazione, già patita, di gravissimo danno rischia oggi di essere ulteriormente acuita. Non solo infatti è ormai certo che anche l’imminente stagione estiva sarà condizionata dall’ingombrante presenza del vostro relitto, ma dalle ultime previsioni sembrerebbe che le operazioni di “rigalleggiamento” possano avvenire nella finestra tra il 13 luglio e il giorno 8 agosto, cioè nei 26 giorni che costituiscono la parte centrale della stagione turistica intensa. Il timore degli operatori turistici di fronte ad una stagione (la terza consecutiva) già compromessa e ulteriormente aggravata dall’incertezza delle informazioni di questi ultimi mesi, necessita di risposte certe per dare a tutti un minimo di quella serenità oramai perduta da oltre due anni. E’ semplicemente inaccettabile che la vita e le attività di un’intera comunità restino ostaggio del vostro relitto e dei vostri interessi, senza neppure il beneficio di essere informati sulla situazione e sulle conseguenze delle prossime operazioni».

Per questo l’amministrazione comunale del Giglio chiede di «Fare immediatamente chiarezza sulla situazione, prima che ulteriori e irrimediabili danni e disagi si possano consumare. In particolare, chiediamo la produzione di un documento, che dovrà essere allegato alla fase WP8 (prevista dalla conferenza dei servizi del 15 maggio 2012), che precisi: 1. la durata dell’operazione completa di refloating e le specifiche conseguenze sulle attività portuali; 2. la durata in giorni in cui rimarrà il relitto davanti a Giglio Porto dopo il refloating prima del suo allontanamento; 3. il periodo in cui dovrà essere eventualmente interrotto il trasporto marittimo; 4. le limitazioni alla fruibilità della nautica da diporto; 5. l’impegno delle aree a terra ivi compresi gli spazi da destinare ai media; 6. le limitazioni alla circolazione e agli accessi all’Isola; 7. le eventuali limitazioni alle spiagge di Arenella, Cannelle, Saraceno e Scalettino nonché per i siti di Cala Cupa e Cala dello Smeraldo.

Il sindaco conclude così la sua lettera: «Delle istanze sopra chiedo ufficialmente se ne facciano portavoce la gestione Commissariale e per essa l’Osservatorio per il Monitoraggio quale parte integrante e inderogabile della documentazione WP8».