Il problema delle conseguenze psicologiche sui soccorritori

Solidarietà per Lampedusa, ecco come far arrivare il proprio aiuto all’isola

Giusi Nicolini: «Grazie di cuore a chi ci è vicino e a chi sta recuperando le vittime e assistendo i sopravvissuti»

[8 ottobre 2013]

In questi giorni di profondo dolore Lampedusa sta ricevendo tantissima solidarietà. Ieri è toccato all’allenatore della Nazionale di calcio Cesare Prandelli che ha detto: «Di fronte a tragedie così tutti noi dobbiamo contribuire a creare una nuova mentalità: non abbiamo ricevuto inviti, ma dovesse succedere non ci tireremmo indietro. Do la mia disponibilità, dare certi messaggi è importante», una disponibilità subito accolta dalla sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini, che in questi terribili giorni sembra essersi presa sulle spalle il dramma tutto intero della sua isola. Questa fragile donna di ferro che non nasconde le lacrime e la rabbia e la dolcezza, sa quanto l’eccezionale presenza dei campioni del calcio potrebbe restituire un po’ di serenità ad una comunità che sembra essersi caricata sulle spalle il dramma del Mediterraneo e del dimenticato passato coloniale del nostro Paese che ritorna nel pianto dei profughi che vedono partire per luoghi sconosciuti i loro morti annegati.

Ma sono tantissime le  associazioni, le amministrazioni locali, cittadini, dall’Italia ma anche dall’estero che chiedono come fare ad aiutare Lampedusa ed i migranti. «Tutti contattano l’amministrazione comunale per esprimere cordoglio e vicinanza, ma anche per mettere a disposizione forme di aiuto concreto – dicono in Comune a Lampedusa – Per questo è stato attivato un conto corrente per le donazioni (Iban IT 21A 02008 82960 000300001307 causale “Solidarietà per Lampedusa”)».

Giusi Nicolini ci tiene a dire «Grazie a quanti ci stanno scrivendo per offrire sepolture, azioni di volontariato e aiuto economico, siamo sinceramente commossi. Troveremo il modo di impiegare le donazioni nel modo migliore, perché Lampedusa diventi sempre più accogliente per tutti, coloro che la abitano o quanti semplicemente la attraversano. La comunità lampedusana purtroppo conosce bene e da molto tempo il dramma dei migranti che approdano sulle sue coste. Ma le proporzioni dell’ultima tragedia che ha investito l’isola non hanno precedenti. Voglio ringraziare dal profondo del cuore quanti in queste drammatiche ore stanno lavorando senza sosta e con assoluta abnegazione per recuperare le vittime, assicurare loro una degna sepoltura, prendersi cura dei sopravvissuti».

Mentre Lampedusa ed il mondo assistono attoniti allo strazio dei migranti e ne scoprono la comune umanità, i soliti imbecilli da stadio e della politica stanno cercando di infangare l’immagine di un intero Paese, ma la Nicolini, dopo aver lqudato i leghisti che solo poco tempo fa a Lampedusa avevano la vicesindaco/deputata, preferisce sottolineare un altro aspetto che sta emergendo tra i soccorritori, i veri silenziosi eroi al lavoro nel mare che ha inghiottito centinaia di esseri umani, cioè l’impatto psicologico di una tragedia come questa, del dover tirare fuori dal quel relitto tanti giovani, donne e bambini affogati, uno strazio umano che sarà difficile lenire per chi, a differenza dei caporioni leghisti e degli ultras fascisti, ha ancora anima e cervello. «Parliamo di persone che stanno affrontando prove durissime – dice il sindaco – come recuperare i morti dal relitto, identificare le salme, sigillare le bare, consolare i superstiti dalla loro disperazione. Sono gli uomini e le donne della Guardia costiera che coordinano il lavoro sinergico della Guardia di Finanza, dell’Esercito Italiano, dei carabinieri e dei Vigili del fuoco. Ci sono poi la Polizia di Stato, l’Aeronautica militare, l’Azienda sanitaria provinciale 6 di Palermo, l’Enac, le organizzazioni umanitarie e i civili volontari, come i sommozzatori locali, che stanno facendo qualcosa di davvero eccezionale. Grazie al supporto degli psicologi del Corpo italiano di soccorso dell’ordine di Malta, abbiamo messo a disposizione un punto d’ascolto per tutti coloro che stanno vivendo questo drammatico momento sull’isola».

Il primo incontro con gli psicologi del Cisom è previsto per oggi alle 21,00 nella sede dell’Area Marina Protetta di Lampedusa.