Dl Stabilità: «Privatizzazione del Demanio e concorrenza sleale verso gli onesti»

Spiagge, Della Seta (Green Italia): «Condono degno di Berlusconi»

Legambiente: «Ricco Natale per i gestori. Babbo Natale/Letta porta il condono sui canoni di concessione»

[16 dicembre 2013]

Roberto Della Seta, uno degli esponenti di spicco del nuovo movimento politico ecologista “Green Italia”, ci va giù duro contro l’ultima versione del Decreto Stabilità del Governo Letta/Alfano riguardo alle spiagge: «Il condono sulle concessioni balneari inserito nella Legge di stabilità è una privatizzazione di fatto delle spiagge, bene demaniale e dunque bene di tutti: pagando un terzo delle somme già molto basse dovute per l’occupazione e per l’uso ‘privati” di milioni di metri quadrati di arenili, i “furbetti delle spiagge” si saranno garantiti, per l’appunto, anni di un utilizzo privato di un bene comune».

L’ex presidente di Legambiente spiega che «In base all’emendamento proposto dai relatori alla viene cancellato in un colpo il principio introdotto dal Governo Prodi nel 2006, per il quale i canoni di concessione andavano maggiorati per le località a più alta valenza turistica e per le superfici stabilmente occupate da strutture come docce, cabine, piscine, servizi commerciali. In moltissimi non hanno pagato, oggi la sanatoria sottrarrebbe definitivamente allo Stato oltre un miliardo di euro: davvero una scelta scandalosa, del tutto degna della stagione dei condoni fiscali ed edilizi dei governi Berlusconi. Una scelta, bisogna aggiungere, tanto più inaccettabile visto che proprio il settore dell’industria balneare presenta un tasso altissimo di evasione fiscale, oltre il 50% secondo l’Agenzia del Demanio: in questo modo, i “furbetti” se la caveranno a buon mercato e gli imprenditori balneari onesti verranno danneggiati da una concorrenza dolosamente sleale».

In Italia nel 2012 sono stati incassati dallo Stato solo 102 milioni di euro dai canoni demaniali a fronte di un fatturato da parte delle circa 30.000 imprese balneari che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. I canoni di concessione erano stati timidamente adeguati dalla finanziaria 2007 del Governo Prodi e portati a 1,27 euro centesimo al m2 per le aree scoperte e 2,12 euro/m2 per le aree dove insistono attività. Nessuno dei Governi che si sono susseguiti ha mai impugnato o messo mano a quella normativa. Ora ci sta pensando il Governo Letta e lo fa in un modo che non convince per nulla Legambiente, che parte nuovamente all’attacco: «Sarà un bel Natale questo del 2013 per i gestori delle spiagge italiane. Se è svanita infatti la possibilità (almeno per ora) di acquistare le aree demaniali, il Babbo Natale del governo Letta non delude i concessionari e concede un sostanzioso condono sui canoni di concessione, così chi non aveva pagato fino ad oggi, se la caverà pagando solo il 30% subito, oppure il 70% rateizzato».

Secondo il presidente del Cigno Verde, Vittorio Cogliati Dezza, «Questo condono è uno scandalo. Se prima si volevano vendere le spiagge, ora si decide di regalarle direttamente, perché di vero e proprio regalo si tratta se si decide di sanare con il 30% del dovuto i contenziosi con quanti non hanno digerito i timidi adeguamenti tariffari voluti dal Governo Prodi. Perché lo Stato deve rinunciare agli introiti – peraltro bassissimi – che gli spettano, quando gli stabilimenti balneari continuano ad incassare cifre elevatissime rispetto ai canoni richiesti? Francamente non si capisce per quale motivo il comune cittadino debba pagare tasse e affitti salati e chi guadagna con la gestione di un bene demaniale, e quindi comune, possa continuare ad agire e guadagnare in modo privilegiato. Il condono sui canoni demaniali infine è un vero e proprio sberleffo in faccia ai titolari di concessioni onesti che hanno pagato finora il dovuto e che si ritrovano ad assistere alla beffa dei soliti furbi».