Stoccaggio di rifiuti radioattivi, l’Ue approva i piani della Slovacchia

Analizzati i rischi per gli stati confinanti

[3 ottobre 2014]

L’Ue approva i due piani di smaltimento dei rifiuti radioattivi presentati dal governo slovacco. Un piano riguarda i rifiuti provenienti dal deposito nazionale del sito della centrale nucleare di Mochovce, mentre l’altro riguarda quelli provenienti dall’impianto di stoccaggio di rifiuti radioattivi IRAW-CRAM, nelle adiacenze del deposito nazionale di rifiuti radioattivo.

Per la Commissione europea i due piani non sono tali da comportare, né durante la sua normale vita operativa né dopo la sua chiusura definitiva e nemmeno in caso di incidente una contaminazione radioattiva rilevante sotto il profilo sanitario delle acque, del suolo o dell’aria di un altro Stato membro (nello specifico dell’Ungheria che si trova a una distanza di circa 40 km dal deposito individuato dalla Repubblica slovacca).

Il 24 marzo 2014 la Commissione europea ha ricevuto dal governo slovacco, i dati generali riguardanti i progetti dei due piani di smaltimento. Sulla base di questi dati, di ulteriori informazioni e dopo aver consultato il gruppo di esperti la Commissione ha formulato i propri pareri favorevoli.

Dal parere relativo al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi risulta che durante il periodo di operatività i rifiuti radioattivi vi saranno collocati senza l’intenzione di recuperarli. Risulta poi che il deposito sarà oggetto esclusivamente di un’autorizzazione per lo scarico di effluenti radioattivi liquidi. E che in condizioni operative normali non rilascerà effluenti radioattivi aeriformi. Gli scarichi di effluenti radioattivi liquidi non saranno tali da comportare un’esposizione rilevante sotto il profilo sanitario per la popolazione di un altro Stato membro. In caso di rilasci non programmati di effluenti radioattivi, a seguito di un incidente, le dosi a cui le popolazioni di altri Stati membri potrebbero essere esposte non risultano essere significative sotto il profilo sanitario.

Dopo il periodo di operatività del deposito le misure previste per la chiusura definitiva del deposito descritte nei dati generali, sembrano assicurare che gli effetti delle misure prese in stato di attività del sito resteranno valide nel lungo termine.

Invece dal parere relativo all’impianto di stoccaggio di rifiuti radioattivi IRAW-CRAM risulta che l’impianto non sarà oggetto di un’autorizzazione per lo scarico di effluenti radioattivi liquidi e gassosi. E che in condizioni operative normali, l’impianto non rilascerà effluenti radioattivi liquidi e gassosi e pertanto non comporterà un’esposizione rilevante sotto il profilo sanitario per la popolazione di un altro Stato membro. I rifiuti radioattivi solidi secondari saranno trasferiti negli impianti di trattamento o smaltimento autorizzati, situati nella Repubblica slovacca.

In caso di rilasci non programmati di effluenti radioattivi, a seguito di un incidente le dosi cui le popolazioni di altri Stati membri potrebbero essere esposte non sarebbero significative sotto il profilo sanitario.