Stop al fracking nei parchi e nelle foreste della Pennsylvania e tassa del 5% sull’estrazione

Il nuovo governatore democratico Tom Wolf mantiene le promesse elettorali

[30 gennaio 2015]

Tom Wolf, il governatore della Pennsylvania, ha annunciato che firmerà un’ordinanza esecutiva per impedire la fratturazione idraulica, o fracking, nel Parchi e nelle foreste dello Stato Usa.

La decisione ribalta la politica messa in atto dal precedente governatore della Pennsylvania, il repubblicano Tom Corbett, uno sfegatato sostenitore del  fracking-, che aveva aperto i Parchi e le foreste statali agli impianti di fratturazione idraulica.  Wolf, che ha giurato come governatore meno di due settimane fa, aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe bloccato l’ordinanza pro-fracking di Corbett. L’ex governatore repubblicano asseriva che il fracking poteva essere fatto ovunque, perché non avrebbe comunque intaccato o disturbato gran parte della superficie delle terre pubbliche dello Stato. Se le compagnie petrolifere e gasiere non riuscivano ad ottenere licenze per estrarre gas nei terreni pubblici, ottenevano subito in locazione terreni privati immediatamente confinanti e arrivavano allo shale gas con la trivellazione orizzontale, oppure  facevano fracking spinto nelle aree forestali statali dove in precedenza erano state assegnate licenze per estrarre petrolio e gas. Secondo la radio pubblica Usa NPR, sono già stato concessi ai trivellatori circa 385.400 acri di terreni statali ed su altri 290.000 acri,  dove lo Stato non possiede diritti minerari sono attualmente in fase di sviluppo.

Il divieto di fracking nei Parchi e nelle foreste è una vera svolta per la Pennsylvania, sia per i pro-fracking che per gli ambientalisti. In Pennsylvania il boom del fracking è stato anche un boom economico ed un sollievo per le casse dello Stato, ma pagato a caro prezzo, visto che sono aumentati i problemi ambientali e le proteste delle comunità locali. Ci sono stati 243 casi di contaminazione di pozzi di acqua potabile privati ​​in 22 contee. La Pennsylvania, compresi i due terzi delle foreste demaniali,  è letteralmente seduta sopra il gigantesco deposito di gas del Marcellus Shale e le compagnie gasiere, appoggiate dai repubblicani e dal Tea Party, hanno colto quella che sembrava e veniva presentata come un’opportunità economica senza precedenti, da estendere anche a Parchi e foreste statali, ma gli ambientalisti ed i comitati civici locali più che i dollari vedevano la possibile distruzione di alcune delle più preziose bellezze naturali dello Stato.

Come aveva già detto nel 2013 detto alla NPR Paul Zeph, della Pennsylvania Audubon Society, «Per riscaldare le nostre case non abbiamo bisogno di frammentare la foresta di migliore qualità che abbiamo in Pennsylvania. Ci sono altre scelte che possiamo fare». Ma Corbett ed i repubblicani sono andati avanti lo stesso, fino a che non è arrivato il nuovo governatore Wolf a fermarli, bloccando subito 6 nuove concessioni nel Benjamin Rush State Park, a nordest di Philadelphia e ripristinando il divieto di fracking  del 2010 dell’ex governatore democratico Ed Rendell.

Gli ambientalisti esultano e dicono che Wolf sta mantenendo gli impegni presi per una forte regolamentazione ambientale. David Masur, direttore di PennEnvironmen ha detto che «Ogni pennsylvanians, qualsiasi tipo di vita faccia, applaudirà questo annuncio».  Ma Dave Spigelmyer, presidente della Marcellus Shale Coalition, un’associazione industriale, ha attaccato aspramente il governatore Wolf: «Questa azione profondamente sbagliata e puramente politica di vietare inutilmente lo sviluppo sicuro e strettamente regolamentato del gas naturale da sotto le terre di proprietà dei contribuenti, sbatte di fronte del buon senso». La Marcellus Shale Coalition e le Big Oil ce l’hanno con Wolf anche perché in campagna elettorale si è impegnato ad approvare una legge che imporrà una tassa del 5% sull’estrazione di gas, per aumentare le entrate statali da destinare alle scuole pubbliche e ad altri programmi sociali e di sviluppo.

Secondo la Pennsylvania Environmental Defense Foundation, che ha cercato di bloccare con una raffica di denunce le concessioni che voleva dare Corbett, è chiaro che gli elettori, eleggendo Wolf, hanno detto no al fracking non solo nei Parchi e nelle foreste pubblica, ma anche alla furbizia di partire dai loro confini per trivellarli in orizzontale. L’avvocato della Pennsylvania Environmental Defense Foundation, John Childe Jr., ha detto che «L’associazione è molto grata per l’azione prevista da Wolf. La fondazione continuerà a chiedere un appello per la sua tesi secondo la quale l’affitto viola una disposizione costituzionale dello Stato che dice le risorse naturali pubbliche sono “proprietà comune di tutte le persone, tra le quali le generazioni ancora da venire” e che il ruolo dello Stato è quello di conservarle e mantenerle. C’è bisogno di più chiarezza sul significato di “public trust”».