Studio Sentieri su Terra dei Fuochi e Ilva, Realacci: «Risanamento a rischio per mancanza di risorse»

Troppe le criticità sanitarie. Bonelli (Verdi): «Dati terrificanti»

[4 luglio 2014]

L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha presentato l’aggiornamento dello studio “Sentieri” che conferma l’urgenza di dare piena attuazione al decreto Terra Fuochi e Ilva, che coinvolge il Sito di interesse nazionale (Sin) di Taranto.  Lo studio sui 55 comuni nelle province di Napoli e Caserta e sui comuni del Sin di Taranto (Taranto e Statte), affidato dal Parlamento all’Iss, avviatosi a febbraio e conclusosi a maggio, ha utilizzato la metodologia “Sentieri” «con la quale – spiega il team di ricerca Iss –  si individuano, a priori, in base a una revisione sistematica e standardizzata della letteratura scientifica, le patologie associabili a quadri di contaminazione ambientale. Tali patologie sono, inoltre, a eziologia multifattoriale e l’inquinamento può concorrere o esserne causa».

Per quanto riguarda la Terra dei fuochi, il quadro epidemiologico della popolazione «è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità e dell’ospedalizzazione per diverse patologie a eziologia multifattoriale ( che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e/o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani). Nell’insieme dei comuni della TdF della provincia di Napoli (32 comuni) e della provincia di Caserta (23 comuni) la mortalità generale è in eccesso in entrambi i generi. Nella provincia di Napoli SMR 110 per gli uomini e 113 per le donne. Nella provincia di Caserta SMR 104 per gli uomini e 106 per le donne.  In particolare è stato individuato il gruppo di patologie per le quali sussiste un eccesso di rischio in entrambi i generi per tutti i tre indicatori utilizzati (mortalità, ricoveri, incidenza tumorale, quest’ultima, si ricordi, disponibile per la sola provincia di Napoli), è costituito da: tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas (tranne che nell’incidenza fra le donne), della laringe (tranne che nella mortalità fra le donne), del rene (tranne che nell’incidenza fra gli uomini), linfoma non Hodgkin (tranne che nella mortalità fra gli uomini). Il tumore della mammella è in eccesso in tutti i 3 indicatori. In provincia di Caserta eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato; i tumori del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini».

Per quanto riguarda i bambini non si osservano particolari eccessi nei tassi di mortalità ma i dati di ospedalizzazione «segnalano un eccesso di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori (nella provincia di Napoli SHR 151 e nella provincia di Caserta SHR 168); per quanto riguarda i tumori del sistema nervoso centrale si osserva un eccesso di ospedalizzazione nella provincia di Caserta (SHR 189). Per quanto riguarda la fascia di età 0-14 anni si osserva un eccesso di ospedalizzazione per leucemie in provincia di Caserta (SHR 123).  Nella provincia di Napoli, servita dal Registro Tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita (SIR 228) e nelle classi d’età 0-14 (SIR 142)».

Per il Sin di Taranto lo studio conferma le criticità del profilo sanitario della popolazione di Taranto emerse in precedenti indagini: «le analisi effettuate utilizzando i tre indicatori sanitari sono coerenti nel segnalare eccessi di rischio per le patologie per le quali è verosimile presupporre un contributo eziologico delle contaminazioni ambientali che caratterizzano l’area in esame, come causa o concausa, quali: tumore del polmone, mesotelioma della pleura, malattie dell’apparato respiratorio nel loro complesso, malattie respiratorie acute, malattie respiratorie croniche. Il quadro di eccessi in entrambi i generi riguarda anche molte altre patologie, rafforzando l’ipotesi di un contributo eziologico ambientale in un’area come quella di Taranto ove è predominante la presenza maschile nelle attività lavorative legate al settore industriale». Per  la fascia d’età pediatrica (0-14 anni ), «Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause (SMR 121), e di ospedalizzazione per le malattie respiratorie acute (SHR 105), inoltre, per tutti i tumori si osserva un eccesso di incidenza (SIR 154). Nel corso del primo anno di vita si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause (SMR 120) ascrivibile all’eccesso di mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale (SMR 145); per questa stessa causa si osserva un eccesso di ospedalizzazione (SHR 117)».

Secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera, che ricorda di aver più volte sollecitato l’aggiornamento e la pubblicazione dello Studio Sentieri su Terra dei Fuochi e Ilva, i dati dell’Iss «confermano la criticità della situazione di Taranto e dei Comuni della cosiddetta Terra dei Fuochi. A Taranto la mortalità infantile registrata per tutte le cause è maggiore del 21% rispetto alla media regionale, mentre nella provincia di Napoli per la Terra dei Fuochi è stato registrato  un eccesso di mortalità rispetto al resto della regione del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei comuni in provincia di Napoli e per quelli in provincia di Caserta del 4 e del 6%. E’ urgente e assolutamente necessario procedere quando prima alla piena attuazione di tutte le misure del decreto Terra dei Fuochi e Ilva, convertito in legge lo scorso 5 febbraio, sia per gli interventi che mirano a garantire il contrasto efficace dell’illegalità, maggiori tutele per l’ambiente e per la salute dei cittadini, risorse per le bonifiche prioritarie, sia per le misure che puntano al risanamento ambientale dell’Ilva di Taranto e a dare un futuro all’acciaieria. Risanamento che è inscindibile dal futuro  produttivo dell’Ilva, ma che è fortemente a rischio per la mancanza di risorse. Risorse che possono essere reperite, come previsto dal decreto 136 sulle emergenze industriali e ambientali, dai beni degli azionisti  e quindi innanzitutto della famiglia Riva, ma che non sono ancora disponibili. Sul risanamento ambientale pesa inoltre l’incertezza del ruolo e delle funzioni del sub-commissario, in questo quadro la conferma di Ronchi sarebbe un importante elemento di garanzia che si vuole procedere al più presto al risanamento ambientale».

Per il Coportavoce dei Verdi Angelo Bonelli, «i nuovi dati sulla mortalità nelle aree inquinate del progetto Sentieri dell’Istituto Superiore della Sanità sono terrificanti e toccano picchi mai registrati prima per aree come Taranto e la Terra dei Fuochi. In particolare il dato del +21% (picco fino ad ora mai registrato) di mortalità infantile a Taranto è terrificante perché traduce la disperazione di una popolazione condannata a subire l’avvelenamento delle generazioni future. A Taranto, ad esempio, dal 27 luglio 2012, giorno in cui la Procura ha sequestrato l’Ilva nulla è stato fatto: non solo non sono state fatte le bonifiche esterne ma non sono stati nemmeno collocati i filtri a maniche sui camini perché non ci sono soldi. E’ gravissimo che in un contesto come quello descritto dall’Iss il governo abbia approvato un decreto legge che non solo rende meno restrittivi i limiti per gli inquinanti nelle aree da bonificare ma che addirittura aumenta i limiti degli inquinanti che si possono scaricare a mare nelle aree industriali».

Secondo Bonelli «a Taranto, nella Terra dei Fuochi e nelle altre aree avvelenate del Paese è in corso un vero e proprio crimine contro l’umanità che si perpetua nell’indifferenza della politica e nell’inazione delle istituzioni. Ecco perché è necessaria una “Norimberga” dei crimini ambientali perché più di 6 milioni di cittadini continuano ad essere vittime dei veleni e della corruzione e delle connivenze che tollerano e consentono l’inquinamento».