Terra dei fuochi, dopo anni di inadempienze arriva il decreto legge: cosa cambia

Previsti nel testo i finanziamenti per le bonifiche: 600 milioni di euro

[3 dicembre 2013]

Via libera al decreto legge sulla terra dei fuochi approvato oggi in Consiglio dei ministri, che in sintesi introduce nell’ordinamento italiano il reato di combustione dei rifiuti, stabilisce  la perimetrazione delle aree agricole interessate e prevede che entro 150 giorni tutti i terreni siano controllati.

«Oggi per la prima volta le istituzioni nazionali affrontano l’emergenza Terra dei fuochi- ha commentato il premier Enrico Letta- Il provvedimento va in Parlamento ma è già norma da oggi. Si tratta di una risposta senza precedenti, forte, netta, per recuperare tempo perduto».

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando: «Ora lo Stato ha iniziato il cammino per riconquistare la fiducia dei cittadini di quei territori. Il decreto sblocca le risorse per far fronte ai danni e le risorse necessarie per intervenire nell’attività di bonifica». Nello specifico per quanto riguarda la classificazione dei suoli coltivabili è urgente e fondamentale acquisire una fotografia ufficiale della situazione attraverso una mappatura delle aree che individui quelle interessate da fenomeni di inquinamento tali da rendere necessaria la limitazione della coltivazione.

I risultati scientifici – hanno sottolineato in Cdm- consentiranno di perimetrare definitivamente i terreni così da sfatare per sempre e una volta per tutte gli infondati timori che tutti i prodotti della Campania siano contaminati e che tutti i terreni destinati all’agroalimentare della regione siano pregiudicati da gravi fenomeni di inquinamento. Attraverso questo strumento normativo potranno inoltre essere coordinati e raccordati utilmente tutti i dati conoscitivi già a disposizione ma che necessitano di essere coordinati e unificati. I possessori dei terreni devono consentire l’accesso per le indagini scientifiche; altrimenti vengono inseriti nella lista “no food”.

Il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia regionale per la protezione ambientale in Campania (Arpa Campania) svolgono le indagini tecniche per la mappatura secondo gli indirizzi comuni  e le priorità definiti con direttiva dei ministri delle Politiche agricole, dell’Ambiente e della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Campania che sarà emanata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Il provvedimento prevede poi la costituzione di un Comitato interministeriale e di una Commissione con il compito di individuare e potenziare azioni e interventi di monitoraggio e tutela da realizzarsi nell’area della regione Campania.  L’azione della Commissione ha  lo scopo di semplificare e accelerare  le procedure per l’attuazione degli interventi di bonifica dei territori. Sarà così possibile per la realizzazione degli stessi fare ricorso allo strumento giuridico del Contratto Istituzionale di sviluppo proprio al fine di accelerare e garantire la qualità della spesa pubblica.

Si prevede inoltre la possibilità di finanziare il programma, oltre che con le disponibilità ordinarie, anche mediante l’utilizzo del Piano operativo regionale Campania 2007-2013 (fondi strutturali), del Piano di Azione e Coesione, nonché mediante misure che saranno adottate nella programmazione dei fondi europei e nazionali a valere sulla programmazione 2014-2020.

Una parte rilevante del decreto è quella inerente le misure repressive. La norma ha l’obiettivo di introdurre sanzioni penali per contrastare chi appicca i roghi tossici, oggi sanzionabili solo con contravvenzioni. Tali incriminazioni ovviamente si aggiungono a quelle di cui agli articoli 255 e 256 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, (abbandono di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata).

Infine per quanto riguarda l’informazione sui terreni contaminati, viene esteso l’obbligo informativo previsto dall’art. 129 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale a fattispecie di reato in cui i fatti comportino delle conseguenze pregiudizievoli sull’ambiente, sulla salute e sulla qualità dei prodotti agroalimentari al fine di favorire un corretto raccordo tra l’Autorità giudiziaria e le amministrazioni competenti ad adottare i provvedimenti eventualmente ritenuti opportuni e necessari. Quindi, se durante un’inchiesta si viene a sapere di un interramento di veleni, di uno sversamento illegale, i magistrati informeranno direttamente le istituzioni centrali e locali di quello che accade in modo tale da provvedere immediatamente all’adozione delle iniziative di competenza (per esempio l’inibizione della distribuzione oppure le bonifiche). Il decreto legge, infine, stabilisce che possa essere utilizzato, su richiesta dei prefetti, personale messo a disposizione dalla Difesa.

Il primo a commentare il decreto dalla Regione Campania (il governatore Caldoro era presente al Cdm) è stato il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano: «Questa del decreto legge è un’ottima notizia per la “Terra dei fuochi”. Da oggi ci saranno pene severe per chi commette il reato di combustione dei rifiuti, la perimetrazione delle aree agricole e 600 milioni per le bonifiche, che si aggiungeranno ai 300 milioni già destinati dalla Regione Campania: è una svolta per l’ambiente. Fondamentale –  ha aggiunto Romano – è anche il raccordo informativo che si crea tra l’autorità giudiziaria e i sindaci al fine di intervenire con le bonifiche sui terreni colpiti da sversamenti illegali e per creare quella rete di prevenzione, repressione e intervento indispensabile per affrontare questa immensa problematica che investe la vita dei cittadini delle province di Napoli e di Caserta».

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