Terre rare, in Perù spunta un nuovo El Dorado

[5 gennaio 2015]

La multinazionale RioSol di Portland, Usa, e la sua filiale peruviana Compania Minera Rio Sol hanno annunciato un’importante scoperta di terre rare ed elementi  poli-metallici in Perù, in un’area a circa 95 km a nord ovest di Cusco,  con rapporti che indicano una zona interessata ampia 10 chilometri, tra i più grandi giacimenti di  terre rare, dove sono stati trovati sia enti sia elementi  elementi più leggeri di terre rare leggeri terre rare (light rare earth elements – LREEs) che  elementi pesanti di terre rare e metalli (heavy rare earth elements and metals – HREEs).

Secondo Rio Sol, le indagini geologiche e le analisi geochimiche indicano che  il giacimento è il più grande del Perù e che occorrono ulteriori esplorazioni per delineare ulteriormente le dimensioni e la portata del giacimento.

I principali geologi consulenti  del progetto sono Rildo Oscar Rodriguez ed un altro esperto di terre rare peruviano, e secondo Rodriguez, «Il deposito è una delle nuove scoperte di terre rare che si stanno facendo in tutta l’America Latina e contiene sia elementi leggeri e pesanti delle terre rare e dei metalli, così come rame, zinco, alluminio e altri metalli di base. Ciò dimostra che esiste un potenziale di elementi delle terre rare al di fuori della Cina ,con una significativa opportunità per lo sviluppo di nuova produzione in un paese mining-friendly».  Una dichiarazione che farà certamente rabbrividire gli ambientalisti latinoamericani, che pensano che i loro governi siano già fin troppo amichevoli con le multinazionali minerarie straniere.

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi  chimici composto dall’ittrio e dai 15  elementi lantanidi (lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio e lutezio). Nella maggior parte dei depositi di elementi di terre rare si trova anche lo scandio, che talvolta è classificato come un elemento delle terre rare.

Questi metalli hanno molte proprietà simili e spesso vengono trovati insieme nei depositi geologici e vengono chiamati anche “ossidi di terre rare”, perché molti di loro vengono in genere venduti come composti di ossido. I metalli delle terre rare e leghe che li contengono vengono utilizzati in molti dispositivi che utilizziamo ogni giorno, come le memorie dei computer, i DVD, le batterie ricaricabili, i telefonini, i convertitori catalitici, i magneti speciali, le luci fluorescenti e molto altro ancora. Insomma, un po’ tutta l’elettronica da consumo e la green economy e le energie rinnovabili dipendono dalle terre rare che per questo sono tra le materie prime più ricercate del mondo, sia a  causa della scarsità di depositi sfruttabili commercialmente che del forte impatto ambientale (e spesso sociale e per la sicurezza) necessario per estrale.

RioSol  sottolinea (esagerando un po’) che «attualmente, circa il 90 – 95% delle terre rare si trovano in Cina. Avere una fonte di approvvigionamento nelle Americhe per commodities utilizzate oggi e in futuro sarà importante per la diversità geografica e la concorrenza commerciale».

Nel 2013 e 2014 RioSol ha avviato ricerche in Perù inizialmente incentrate sui metalli di base, ma poi ha scoperto le terre rare ed ha avviato test sul campo per capire la consistenza del deposito e il general manager di Rio Sol Max Cruz presenterà i risultati della scoperta a maggio al Proexplo 2015, il nono International Congress of Prospectors and Explorers.