Terremoto dell’Aquila 6 aprile 2009 – 6 aprile 2014, dopo 5 anni i conti non tornano

[7 aprile 2014]

“Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure”. È con questa frase, tratta dalle “Città invisibili” di Italo Calvino, che il Comune dell’Aquila commemora il quinto anniversario del sisma. Ma a 5  anni dal terremoto  del 6 aprile 2009 all’Aquila i conti non tornano: con circa 8,5 miliardi e mezzo di euro spesi, la devastazione dei centri è ancora tutta lì, il tempo quasi sospeso, sono pochi, troppo pochi, gli edifici ricostruiti nel centro del capoluogo abruzzese e in molte delle 56 frazioni colpite.

Presentando il calendario delle iniziative legate al quinto anniversario del sisma, insieme ad Antonietta Centofanti e Renza Bucci, in rappresentanza delle associazioni dei familiari delle vittime, l’’assessora alla cultura  dell’Aquila, Betty Leone, ha detto che »Nonostante le paure, il nostro desiderio è di rivedere ricostruita la città, con tutti i suoi affetti, i suoi legami e le sue storie».

Stasera  i Comitati dei familiari delle vittime organizzano la fiaccola commemorativa, che partirà alle 22,30 da via XX settembre (bivio della Stazione) per arrivare in Piazza Duomo, dove avverrà la lettura dei 309 nomi. Seguirà la messa, presieduta dalll’arcivescovo metropolita dell’Aquila e la veglia di preghiera aspettando le 3.32, quando i rintocchi della campana del Suffragio ricorderanno le vittime del sisma.

Oggi il Comune dell’Aquila organizza anche il Convegno “Cinque anni dopo”, all quale partecipa Il sottosegretario all’economia Giovanni Legnini, con delega alla Ricostruzione per L’Aquila e il cratere, e la Leone ha spiegato che «Il primo lustro del sisma è un momento importante per l’intera città. Il Convegno è un’occasione di dibattito e di riflessione, per mettere a confronto i dati sulla situazione aquilana prima e dopo il terremoto e fare il punto sull’operato dell’Amministrazione dal 2009 ad oggi, evidenziando l’avanzamento del processo di ricostruzione sia materiale, che sociale».

I dati sulla ricostruzione forniti dal comune dell’Aquila sono 11.825 interventi di ripristino conclusi a fine dicembre 2103 sui 22.841 previsti. Mentre sono 18.657 le persone assistite, che vivono ancora in alloggi provvisori, di cui 11.699 nelle new town (progetto C.A.S.E L’Aquila) e 2.464 nei moduli abitativi provvisori (progetto map L’Aquila).

Nella “Nota sullo stato di attuazione degli interventi per la ricostruzione e lo sviluppo dell’Aquila e degli altri Comuni” pubblicata nel gennaio 2014, l’ex ministero della Coesione territoriale (soppresso dal governoi Renzi) faceva il conto o delle risorse stanziate, impegnate e spese: 12 miliardi di euro stanziati ad oggi per l’emergenza, gli interventi di ricostruzione e di sviluppo per L’Aquila e gli altri comuni colpiti: 10,5 miliardi stanziati fino al 2012 a cui vanno aggiunti 1,2 miliardi stanziati nel 2013 e 600 milioni stanziati nella legge di stabilità per il 2014.

Legambiente in una nota spiega che «Escludendo questi ultimi 600 milioni, gli 11,4 miliardi di risorse stanziate si possono raggruppare in tre categorie: emergenza, assistenza e altro (4,7 miliardi), ricostruzione edilizia pubblica (1,5 miliardi), ricostruzione edilizia privata (5,2 miliardi). Nel complesso, sono stati impegnati 8,3 miliardi di euro e spesi 6,3 miliardi, di cui 3,5 durante la fase dell’emergenza per attività differenti dalla ricostruzione pubblica e privata. Dei 1,5 miliardi stanziati per l’edilizia pubblica, 900 milioni sono stati impegnati da parte degli enti attuatori e 200 milioni circa sono stati spesi. Restano da impegnare circa 600 milioni.Sui 5,2 miliardi stanziati per l’edilizia privata, 3,8 miliardi sono stati impegnati e 2,6 spesi. Rimangono da impegnare 1,4 miliardi».

Secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, «A cinque anni dal tragico terremoto che ha colpito L’Aquila e molti paesi limitrofi, oltre ad essere in ritardo sulla ricostruzione, siamo indietro anche sul fronte della prevenzione e dell’adozione di un piano nazionale di consolidamento antisismico degli edifici esistenti. Mi auguro che il piano per la sicurezza delle scuole sia solo l’inizio e che venga presto stabilizzato l’eco-bonus anche per gli interventi di  consolidamento antisismico. Sarebbe una via percorribile da subito per mettere al sicuro gran parte della popolazione ed è anche la strada  per rilanciare un settore importante per l’economia e l’occupazione come l’edilizia a partire dalla sicurezza, dall’innovazione e dalla qualità».

La direttrice generale del Cigno Verde, Rossella Muroni, evidenzia che «A fronte dei soldi spesi, solo il 20% del centro storico dell’Aquila è stato ricostruito, il resto è ancora un groviglio di ponteggi e puntellamenti, una parte dei quali necessiterebbe di manutenzione, e quel 20% è quasi tutto riferito alla ricostruzione residenziale. Soltanto una chiesa è stata restaurata e riaperta al culto. Le frazioni, poi, in molti casi sono ancora alle prese con la progettazione di un piano di ricostruzione. E’ evidente che la ricostruzione, dell’edilizia pubblica e privata, deve cambiare passo, insieme all’impegno della politica – prosegue Rossella Muroni – che ci auguriamo possa essere concreto, diverso da quelle promesse a effetto che hanno prodotto ben pochi risultati per la rinascita dell’Aquila e dei luoghi simbolo della sua identità, il ripristino dei piccoli comuni e il ritorno alla normalità della vita dei loro abitanti».

Francesca Aloisio, presidente del circolo Legambiente dell’Aquila, conclude: «Nonostante il tempo perso, l’Aquila deve essere ricostruita in modo corretto e senza speculazioni. Siamo convinti che, con la volontà di portarla avanti e il dovuto controllo, una ricostruzione ecosostenibile e all’insegna della legalità sia possibile. L’Aquila può diventare un esempio modello di città sostenibile e un punto di riferimento per l’urbanistica mondiale»