Le reazioni sul terremoto che ha colpito i servizi marittimi per le isole Toscane

Toremar, clamorosa sentenza: la compagnia va a Toscana di Navigazione non più a Moby

L’assessore regionale Ceccarelli: «Nessun effetto sul servizio pubblico»

[17 gennaio 2015]

All’isola d’Elba la sentenza del  Consiglio di Stato, che  ha accolto il ricorso sulla privatizzazione della Toremar presentato da Toscana di Navigazione contro Moby e la Regione Toscana, ha avuto l’effetto di un terremoto. Infatti il Consiglio di Stato ha dato ragione alla società che aveva perso la gara per la privatizzazione – dalla quale era stata esclusa per la valutazione di alcuni parametri tecnici – consegnando la Toremar alla Moby.

Il Consiglio di Stato ribalta così la precedente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana che aveva  respinto il ricorso di Toscana di Navigazione e nella sua sentenza dice che «L’appello è fondato» e, dopo aver passato in rassegna tutti gli aspetti tecnici «accoglie il ricorso di primo grado e annulla, in una con i provvedimenti conseguenti, il provvedimento di esclusione della Toscana Navigazioni. Condanna ’amministrazione intimata a disporre l’aggiudicazione della procedura, alle condizioni in motivazione esposte, in favore dell’appellante, previo il necessario controllo dei requisiti soggettivi. Condanna la Regione Toscana e Moby s.p.a. al pagamento, in favore della parte appellante, delle spese di giudizio che liquida nella misura complessiva di euro 20.000».

L’imbarazzo per il risultato di un’operazione di  privatizzazione che molti all’Elba – a volte per opposti motivi –  avevano contestato è palpabile e l’assessore, ma l’assessore ai trasporti della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli, dopo aver detto che «La sentenza del Consiglio di Stato giunge del tutto inaspettata, ma dobbiamo prenderne atto e non mi sembra utile, in questo momento, commentarla», rassicura: «Quello che dobbiamo subito dire ai cittadini è che questa sentenza in nessun modo potrà incidere sulla continuità del rapporto contrattuale tra Toremar e Regione in relazione al servizio pubblico che la compagnia svolge e continuerà a svolgere. Ciò chiarito, i nostri uffici stanno già approfondendo il contenuto della sentenza per capire come applicarla al meglio».

Sulla vicenda è intervenuto subito il  Comitato 3 Novembre, che il  6 gennaio aveva inviato al presidente della Regione Enrico Rossi  una lettera aperta firmata da oltre 350 cittadini per chiedergli di intervenire sulla situazione del trasporto marittimo fra l’Elba e Piombino, «attività gestita in una posizione largamente dominante e, nei mesi che vanno da ottobre ad aprile, monopolistica dal gruppo Moby/Toremar».

Nella lettera era chiaro il riferimento al processo di privatizzazione di Toremar, all’origine della situazione attuale, che veniva definito «opaco e pasticciato». Ora il Comitato, che non ha ancora ricevuto nessuna risposta dalla Regione, evidenzia che «La recentissima sentenza del Consiglio di Stato che ribalta la conclusione della privatizzazione di Toremar, riconoscendo quale vincitore della gara la compagnia Toscana di Navigazione e condannando la Regione Toscana e Moby Spa al pagamento delle spese quali parti soccombenti riapre tutta la partita e prefigura una situazione che per ora è prematuro cercare di definire. Un intervento della Presidenza Regionale è oramai ineludibile. I cittadini elbani e toscani in generale hanno, a questo punto, il diritto di aspettarsi che il trasporto marittimo fra la terraferma e l’arcipelago assuma le caratteristiche reali della continuità territoriale, e che siano garantite, in mancanza di una società pubblica di trasporto, le condizioni necessarie a sviluppare una credibile concorrenza fra le varie compagnie che vorranno intervenire in un mercato finalmente, vogliamo credere, riaperto in termini di prezzi, orari e servizi».

La Filt-Cgil Regionale è molto preoccupata per le conseguenze di questa sentenza. «La preoccupazione  – dice il segretario regionale Agostino Salza – nasce dal fatto che, dopo il passaggio della Toremar a Moby, sono stati raggiunti importanti accordi sindacali per la stabilizzazione di numerosi lavoratori tramite assunzioni. Basti pensare che al momento del passaggio i lavoratori marittimi assunti a tempo indeterminato erano 158 su un fabbisogno di 207 persone, gli altri erano tutti precari; attualmente l’organico della Società è interamente costituito da lavoratori con contratto a tempo indeterminato, ed è questo l’unico caso in Italia in cui ciò si verifica in ambito marittimo. Anche il personale strettamente stagionale, 36 marittimi, ha avuto un contratto di lavoro appropriato. Inoltre in questi tre anni sono stati fatti accordi aziendali per una contrattazione di secondo livello adeguata ai bisogni aziendali che non penalizza economicamente i lavoratori. E’ stato raggiunto un accordo che dà maggiore dignità ad una parte dei lavoratori che ricevevano un trattamento economico non corrispondente al loro effettivo impiego a bordo. La Toremar è anche attualmente l’unica Società di navigazione che ha riconosciuto legalmente la Rappresentanza Sindacale Aziendale dei marittimi. Anche negli uffici c’è stata l’assunzione del personale adeguato alla gestione di una Società di navigazione, evitando di ricorrere a personale di società esterne, come avveniva in passato.
I mezzi nautici hanno subito profonde ristrutturazioni, con grossi investimenti mirati all’offerta di un servizio migliore, che hanno comunque dato ai lavoratori la possibilità di un rapporto più qualificato con l’Utenza.
Di tutto questo, di questi tre anni di trattative e di impegno, cosa resterà adesso? Si riparte dalla Toremar 2011? Una cosa del genere ci sembra decisamente inammissibile; attendiamo di conoscere nel concreto l’evoluzione della questione, ma preavvisiamo che saremo pronti a qualsiasi forma di lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori. Auspichiamo un giusto impegno anche da parte delle Istituzioni per il mantenimento dei diritti dell’Utenza».

Preoccupata anche l’amministrazione comunale  di centro destra di Portoferraio, il capoluogo elbano, che in una nota sottolinea: «É ovvio che il nostro primo pensiero è al territorio e alle possibili ricadute che tutto questo accadimento può avere dal punto di vista sociale ed economico.  Oggi è certo che la vicenda Toremar ha prodotto, anche sul campo imprenditoriale, vittime. A questo punto entrambe le cordate contendenti subiscono o hanno già subito, sicuramente, danni economici gravi; ma la nostra preoccupazione principale é impedire che questa vicenda produca danni al territorio e ai suoi abitanti.  Chiaramente, tra i due contendenti c’è l’Elba e gli interessi degli elbani e ci auspichiamo che, se degli errori ci sono stati a pagarli siano i responsabili e non gli elbani e i cittadini; e questo sia dal punto di vista economico che morale. In tutta questa vicenda c’é da capire quali e quante responsabilità abbia la Regione Toscana; quanto costerà tutto questo e chi lo pagherà. Altro aspetto rilevante della vicenda è che la sentenza del Consiglio di Stato dimostra, ancora, l’eccessiva lentezza della giustizia italiana. Un tempo troppo lungo che questa volta non ha leso solo le ragioni di impresa delle parti, ma anche un territorio, la cui vita dipende dalla garanzia della continuità territoriale».

Sulla vicenda interviene anche Sinistra Ecologia e Libertà dell’Elba con alcune riflessioni su quella che definisce «una vicenda politica nata male e ancora agonizzante». 
Sel dice: «Quale futuro attende il servizio di trasporto marittimo non possiamo sancirlo ma pensiamo sia opportuno focalizzare l’obbiettivo senza dimenticare che oggi più che mai dovrà essere garantita la continuità territoriale, il diritto al lavoro dei marittimi interessati e un attento controllo sulla qualità dei servizi e dei prezzi. Aspetti molte volte dimenticati, presi come secondari da chi aveva e ha il dovere e l’onere di affidare e controllare i servizi pubblici. Appunto servizio pubblico che una sorda e cieca compagine politica ha voluto smantellare a favore di un mercato libero, privato dove con l’alibi della concorrenza si sarebbero aperte vantaggiose prospettive per tutto il territorio. Prospettive mai arrivate anche perché venuto meno il fattore concorrenza. Sel fin dall’inizio ha lottato per dire no alla privatizzazione di Toremar, sconfitti abbiamo riabbracciato le armi politiche per chiedere che non si trasformasse un servizio importante come quello dei trasporti marittimi in un regime di monopolio.  Abbiamo perso (insieme a tutti gli elbani) anche questa battaglia. Ma non poteva essere diversamente visti i nostri interlocutori regionali, ricordiamo l’assessore Ceccobao oggi scomparso dalla scena politica o i sostenitori piddini elbani. Due battaglie perse che la storia e la giustizia riaccendono, Sinistra Ecologia e Libertà si augura che gli effetti economici di questa sentenza non ricadano come sempre sui cittadini, che chi di dovere si impegni per la tutela di un interesse pubblico ascoltando il territorio e non i poteri forti».