Torna “puliamo il mondo”. Per combattere il degrado e per una buona gestione dei rifiuti (VIDEO)

[17 settembre 2014]

Bellezza e partecipazione saranno il binomio vincente della 22esima edizione di Puliamo il mondo, la più grande iniziativa di volontariato ambientale, organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai, che si terrà il 26, 27 e 28 settembre  Ancora una volta, per tre giorni migliaia di volontari, tra cittadini, scuole e amministrazioni, saranno impegnati nel ripulire le aree degradate del Paese e fare un gesto concreto a favore dell’ambiente. «Da una parte la bellezza dell’Italia, un dei Paesi più amati e visitati al mondo spesso sfregiato dall’incuria e dai rifiuti – dicono gli organizzatori – dall’altra l’impegno attivo di tanti cittadini che vogliono rendere più belle e vivibili le città della Penisola»

Il luogo simbolo di Piliamo il Mondo 2014 sarà Milano, che ospiterà l’Expo2015 ed l’unica grande città italiana che supera la soglia del 50% di raccolta differenziata.  A Legambiente sottolineano che «Con oltre un milione di abitanti serviti dal porta a porta, il capoluogo lombardo è la prima città in Italia e la seconda in Europa tra le città sopra il milione di abitanti dopo Vienna. Un risultato importante frutto di un lavoro e un’esperienza virtuosa da replicare anche in tanti altri comuni italiani». Ma le cose vanno meglio anche nel resto dell’Italia: «sono infatti 1.328 i comuni campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, il 16% dei municipi d’Italia per un totale di 7,8 milioni di cittadini che hanno detto addio al cassonetto e che differenziano i rifiuti alimentando così l’industria del riciclo e la Green Economy» dicono al Cigno Verde.

Le altre città simbolo di Puliamo il Mondo  2014 saranno anche Roma e Napoli, dove la situazione rfiuti è molto più complicata e le emergenze da affrontare non mancano. «Da queste tre città Puliamo il Mondo lancerà il suo messaggio – spiegano gli ambientalisti – i rifiuti devono essere visti come un’opportunità nazionale e non come una vergogna. Un messaggio che sarà condiviso da tanti altri comuni che il 26, 27 e 28 settembre parteciperanno alla campagna di Legambiente: da Torino a Venezia, da Massa Carrara a Chieti per arrivare a Potenza».

Secondo Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, «È importante dar avvio ad un nuovo new deal ecologico  a partire da una gestione sostenibile dei rifiuti per risolvere l’emergenza rifiuti che continua ad essere uno dei temi più scottanti del nostro Paese. L’Italia rischia di incorrere in multe Ue da 60 milioni di euro per l’inadempimento alle direttive europee proprio in materia di discariche. È necessario affrontare una volta per tutte l’emergenza rifiuti attraverso politiche ambientali ad hoc per ridurre lo smaltimento in discarica, che rimane ancora oggi in Italia la principale opzione di gestione dei rifiuti, con la diffusione degli impianti di riciclaggio soprattutto per la frazione organica. Ma è anche importante la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini. Per fortuna nel nostro Paese oltre alle emergenze ci sono anche tante storie di comuni virtuosi come quello di Salerno, Andria e Cosenza che, attraverso una corretta raccolta differenziata e il successivo riciclaggio, hanno saputo trasformare i rifiuti da vergogna nazionale in un’opportunità. Un virtuosismo che va esteso per riacquistare credibilità a livello nazionale. Puliamo il mondo va proprio in questa direzione: coinvolgere i cittadini in azioni concrete a favore dell’ambiente e diffondere la pratica della raccolta differenziata e del riciclo significa contribuire ad un virtuosismo che fa bene al Paese e che dà slancio alla Green Economy».

Sul fronte rifiuti, l’Italia è spaccata a metà: da una parte c’è il Paese dell’emergenza rifiuti e dei tanti problemi irrisolti: si continua a produrre troppi rifiuti, smaltiti soprattutto nelle discariche, nonostante la normativa europea da più di 20 anni preveda che questa diventi un’opzione residuale dopo prevenzione, riciclaggio e recupero. Secondo il Rapporto rifiuti di Ispra, nel 2013 il 37% dei rifiuti urbani, circa 11 milioni di tonnellate, sono stati smaltiti sotto terra. Una gestione che rischia di costare moltissimo al Paese se non si interverrà in tempi rapidi. La stessa Unione Europea ha richiamato più volte l’Italia sul problema e ora rischiamo di incorrere in multe salate.

Dall’altra parte c’è il Paese che punta su raccolta differenziata, impianti di riciclaggio, centri del riuso, buone pratiche di prevenzione e sulle performance ambientali di molti comuni che diventano modelli da seguire. Legambiente fa l’esempio di Milano, che deve i suoi ottimi risulti ad una buona e continua informazione, al porta a porta con bidoni condominiali, all’estensione alla città della raccolta selettiva del rifiuto umido da cucina. Ma c’è anche Treviso, primo capoluogo a far pagare la tariffa puntuale o i molti comuni marchigiani con un porta a porta che usufruiscono degli sconti per lo smaltimento in discarica in base alle performance di differenziata. Ma è soprattutto al sud che crescono i comuni virtuosi, come Cosenza, vincitore  del Premio Start-up di Legambiente, che  ha modificato con successo il sistema di gestione di rifiuti passando in poco tempo da percentuali quasi nulle a ben il 55% di raccolta differenziata, o Salerno che con il 65% di differenziata per i suoi 140mila abitanti si conferma uno dei comuni più ricicloni raggiungendo. Bene anche Acerra con il 60% di raccolta differenziataIn Puglia ottimi risultati arrivano da Andria che raggiunge il 70% per i suoi 100mila abitanti.

Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera è fiducioso: «L’attenzione all’ambiente, in tutti i suoi aspetti, è parte essenziale della nostra identità e della competitività della nostra economia ed ha come fondamento il senso civico dei cittadini e delle comunità. Sul fronte dei rifiuti, insieme a tanti problemi aperti possiamo contare anche su casi eccellenti. Ad esempio Milano insieme a Vienna è al vertice delle grandi città europee sopra il milione di abitanti per raccolta differenziata e il nostro Paese è leader in Europa nell’industria del riciclo. Proprio l’utilizzo di materia prima seconda ci consente di risparmiare circa 15 milioni di tep di energia primaria. La maggiore informazione e presa di coscienza da parte dei cittadini su questi temi e la spinta che possono esercitare, anche con iniziative come Puliamo il Mondo, sono essenziali per affrontare le questioni ambientali ancora aperte e la crisi guardando al futuro».

In occasione di Puliamo il mondo, Legambiente rilancia le sue proposte per un’Italia rifiuti free: 1) ridurre e riciclare prima di tutto, come dimostrano le tante esperienze virtuose delle regioni del nord-centro ma anche nel sud Italia in grado di creare tra l’altro nuova economia e occupazione. 2) Praticare serie politiche di prevenzione, perché sono ancora troppi i problemi irrisolti sul fronte della riduzione. 3) Rottamare lo smaltimento in discarica. 4) Premiare chi produce meno rifiutiPer Legambiente chi produce meno rifiuti deve essere premiato. La nuova tassazione a carico delle famiglie e delle aziende deve essere equa e premiare i comportamenti virtuosi. 5) Fermare la costruzione di nuovi inceneritori e chiudere gli impianti obsoleti; 6) Moltiplicare gli impianti di riciclaggio, soprattutto per la frazione organica.

Videogallery

  • Puliamo il Mondo 2014 [Spot RAI]