In Toscana caccia agli ungulati tutto l’anno

La Regione autorizzata gli abbattimenti di cinghiali e caprioli cinque giorni alla settimana

[30 giugno 2016]

emergenza ungulati

La Regione Toscana ha annunciato una decisione che priobabilmente farà infuriare le associazioni animaliste e anti-caccia: «La caccia agli ungulati (cinghiali, caprioli, daini, mufloni e cervi) oggetto di selezione a causa del loro alto numero sarà possibile, da parte dei cacciatori abilitati, per cinque giorni alla settimana (esclusi il martedì e il venerdì) da adesso e fino al 18 settembre e dal 1 febbraio 2017 fino alla riapertura della stagione venatoria, sempre entro i limiti numerici dei capi assegnati».

A deciderlo è stata la Giunta regionale che, su proposta dell’assessore all’agricoltura e alla caccia, Marco Remaschi, che ha approvato «un’apposita delibera necessaria a garantire una maggior efficacia all’attività venatoria da parte degli oltre 10 mila cacciatori di selezione, soprattutto per la specie cinghiale e capriolo, che da alcuni giorni hanno iniziato la loro attività di prelievo. Nel periodo di caccia, tra il 18 settembre 2016 e il 31 gennaio 2017 invece gli abbattimenti saranno possibili soltanto nelle consuete tre giornate».

Quindi a caccia chiusa nelle altre Regioni, in Toscana si caccerà per più giorni di quanto consentito dal normale calendario venatorio.  Non si capisce se il provvedimento riguarda anche le località turistiche dove il calendario venatorio non prevede le “preaperture” proprio perché l’attività venatoria non interferisca con il turismo.

Remaschi ha spiegato che «Con questo provvedimento continuiamo nell’opera di attuazione della legge obiettivo per il contenimento degli ungulati approvata nel febbraio scorso, grazie alla quale abbiamo iniziato a mettere in atto le prime azioni di controllo che stanno partendo nelle  provincie. Da metà maggio ad oggi sono state emesse quasi 300 autorizzazioni all’abbattimento per un migliaio di interventi in corso di attuazione. Certamente ancora alcuni meccanismi vanno messi a punto, ma nonostante le recenti vicende legate alla sentenza della Corte Costituzionale e al pronunciamento del Tar in merito alla composizione di alcuni comitati di gestione degli ATC, stiamo mettendo in campo tutte le forze utili per rispondere alle numerose richieste di intervento che ci sono pervenute da agricoltori e cittadini».

La Regione giustifica questa drastica iniziativa . che di fatto consegna la gestione dell’emergenza ungulati a chi l’ha creata con immissioni scriteriate e una politica venatoria che ha puntato all’incremento di prede facili  – alla concentrazione di cinghiali e altri ungulati che in Toscana «è quattro volte superiore alla media nazionale. E’ la regione europea con il maggior numero di ungulati, inferiori solo ad alcune zone dell’Austria. Se ne stimano complessivamente oltre 400 mila, con circa 200 mila cinghiali e altrettanti caprioli. A questi si aggiungono circa 8 mila daini e 4 mila cervi».

La FRegione sottolinea che sono «In crescita gli incidenti stradali dove sono coinvolti ungulati. Erano circa 250 nel 2013, sono stati oltre 700 nel 2014 e le stime per l’anno 2015, con dati a settembre, sono di 900 – 1000 incidenti. Alcuni fra questi anche mortali».

Nonostante questo è facile prevedere che la caccia di fatto aperta tutto l’anno provocherà una serie di ricorsi e l di richieste di apertura di infrazione all’Ue, per non parlare del Governo, che ha già messo in mora la Regione per molto meno.