Toscana, dopo 5 mesi arrivano 12,5 milioni dallo Stato per i danni dell’uragano

I danni totali ammontano a 32 volte tanto. Il presidente Rossi definì l’evento «la nostra Katrina»

[4 agosto 2015]

uragano Toscana

Il giorno dopo l’uragano che spazzò la Toscana con venti fino a 200 km orari, il 5 marzo scorso, il presidente Enrico Rossi fu chiaro sull’entità dei danni patiti dalla Regione: «È la nostra Katrina. Per ripartire ce la metteremo tutta, ma questa volta da soli non ce la faremo. Per questo speriamo che il Governo ci dia una mano». E l’aiuto oggi è arrivato, a 5 mesi di distanza: a fronte di danni allora stimati in circa 400 milioni, dallo Stato ne sono arrivati 12,5 milioni, ovvero un trentaduesimo del totale.

Risorse che  confluiscono all’interno del piano di interventi urgenti di protezione civile (soccorsi, somme urgenze e urgenze) relativi appunto all’emergenza del 5 marzo 2015. Il piano, oggetto di una ordinanza del commissario delegato Antonino Melara, ripartisce tra i Comuni delle 6 province più colpite dall’evento (Firenze, Arezzo, Lucca, Massa Carrara, Prato e Pistoia).

Come comunicano dalla Regione, i comuni interessati – in tutto 154 comuni su 280 – sono 37 in provincia di Arezzo, 38 in provincia di Firenze, 33 in provincia di Luccca, 17 in provincia di Massa Carrara, 7 in provinca di Prato e 22 in provincia di Pistoia.

In seguito agli aggiornamenti effettuati le spese di soccorso assommano a circa 1,5 milioni di euro e e le spese di somma urgenza a più di 23,7 milioni, per un totale che supera i 25 milioni. Visto che le risorse statali non sono sufficienti per garantire la copertura di tutte le spese sostenute dagli enti attuatori il piano definisce le priorità di intervento sulla base della loro tipologia.

«E’ stato fatto un altro passo avanti – commenta l’assessore all’Ambiente Federica Fratoni – nell’iter per il rimborso dei danni subiti dai Comuni a causa della tempesta di vento del 5 marzo. Ora i Comuni avranno certezza delle risorse su cui contare. Va ricordato poi che l’approvazione del piano fa seguito all’assegnazione ai Comuni delle risorse regionali da destinare alle famiglie la cui abitazione principale è stata danneggiata dall’evento e con un Isee inferiore ai 36.000 euro».

Il piano, sottolineano dalla Regione, prevede la copertura completa delle spese per l’immediata assistenza prestata alla popolazione e per acquisto di materiale e fornitore; le altre priorità riconosciute sono gli interventi per rimozione o taglio degli alberi nei centri urbani che occludevano strade o corsi d’acqua, e rappresentavano un pericolo per la pubblica incolumità. A questo tipo di intervento è stato assegnato il 75% di contributo delle spese dichiarate dall’ente attuatore. Agli interventi sulle scuole è stato assegnato il 70% di contributo spese, e il 60% a interventi igienico sanitari di salute pubblica. Stessa percentuale agli interventi di smaltimento dell’amianto – molte coperture divelte dal vento erano in eternit. Per i tetti scoperchiati di edifici pubblici, per le strade danneggiate, per l’ illuminazione pubblica e lo smaltimento rifiuti ed alberature è stato assegnato il 50% di contributo. Agli interventi sui parchi urbani è stato assegnato invece il 35% di contributo.