Toscana: nuove norme urbanistiche, conciliare economa e salvaguardia. Amministratori alla prova

[4 novembre 2014]

Con l’approvazione della Legge Regionale, riformata nel processo decisionale (competenza d’indirizzo alla Regione) e nei contenuti (stop al consumo territorio) denominata “governo del territorio” e con l’auspicata approvazione del Piano Paesaggistico, la Regione Toscana si pone all’avanguardia tra le regioni Italiane nella promozione del territorio e nel riconoscimento di valori, come il Paesaggio Toscano, la sua Cultura e la sua Storia. Come beni comuni, non solo appartenenti ad una peculiare identità che ha reso la Toscana famosa nel mondo, ma individuandone il nuovo peso che questo patrimonio potrà giocare in un nuovo sviluppo, più ricco e più civile.

L’Isola d’Elba potrà trarne benefici da questa nuova cultura di politica territoriale e da questi nuovi strumenti. Finora l’Elba è stata considerata solo come un territorio da “sfruttare” a fini economici, immediati e speculativi, da forze interne ed esterne, prescindendo dalla sostenibilità e compatibilità del suo ambiente naturale, culturale e storico. Gli esempi purtroppo non mancano. Le parti maggiormente sofferenti sono state le coste, le piccole località balneari intensamente “consumate e occupate”, le colline e i piccoli centri storici o stravolti in residence o abbandonati.

La stessa economia turistica invece di essere un occasione di ricchezza e di reddito per tutti, anche degli stessi addetti, valorizzando tutte le risorse del territorio, professionalità, lavoro e impresa produttiva, é stata piegata a meri interessi economici immediati, corporativi e privatistici. Piuttosto che investire per allungare la stagione, ci si é esclusivamente ridotto la stagione alla sola balneazione, trascurando interessi turistici legati alla cultura, alla storia, allo sport o alla salute.

Per frenare queste forze, sempre egoiste e aggressive, hanno giocato un ruolo, nell’insieme positivo, anche se di difesa passiva, i vincoli di tutela e salvaguardia delle Sovraintendenze, del PNAT ed anche della Pianificazione Regionale, Provinciale e Comunale. E da questi soggetti istituzionali che é stata mantenuta aperta la strada per un approccio conoscitivo al territorio dell’isola più ampio, più vivo, più profondo e quindi più rispettoso.

Chiediamoci, oggi, cosa sarebbe stata l’Elba e quale futuro gli spetterebbe, se non vi fosse stata, pur con limiti e contraddizioni legate più all’alternarsi di visioni politiche e maggioranze più o meno compiacenti con queste forze, quell’azione di progettazione e di controllo democratico e pubblico delle istituzioni sopraindicate? Oggi quest’ultime sono messe sul tavolo degli imputati, additate come freni allo sviluppo, come centri burocratici e di ostacolo alla libera iniziativa: é una vera e propria campagna ideologica il cui obbiettivo é solo quello di avere mano libera sul territorio appetibile e attraente economicamente dell’Elba. C’é ottusità e miopia politica in certe forze politiche, maggiormente quelle di centrodestra ed anche economiche locali (il ricorso al Tar del Comune di Portoferraio docet o certe osservazioni al Piano Paesaggistico che assomigliano più a vere e proprie opposizioni), che in nome di un profitto a breve, sacrificherebbero altri valori, che invece oggi, in un mercato globale, paiono fondamentali per affermarsi e competere, partendo proprio da ció che ci distingue in termini di qualità, bellezza, genuinità e originalità ambientale e naturale. Nonostante i predicatori di sventura che ogni anno paventano crolli delle presenze turistiche all’Elba, nonostante la crisi generale, l’isola vince la sfiga dei gufi. Ciò dimostra che tutti quei vincoli e tutele che da più di mezzo secolo gravano sul territorio elbano, tanto male non gli hanno fatto, anzi!

Non ci resta quindi che lavorare seriamente ad un progetto serio di governo unitario dell’Isola (potrebbe tornare utile e necessaria una nuova ed efficiente Unioned dei Comuni elbani), avvalendosi di questi nuovi strumenti, che se utilizzati al meglio potranno ulteriormente valorizzare questo enorme patrimonio, che, non dobbiamo mai dimenticarlo, non é solo di noi contemporanei, ma appartiene alle generazioni future ed al patrimonio dell’umanità.

 

Pino Coluccia

Capogruppo PD Rio Elba