Trivelle, Rossi: «Benissimo Renzi, tono giusto»

Ma sulla depurazione le Regioni non sono tutte uguali: incentivi e premi a chi governa correttamente

[22 aprile 2016]

Trivelle Rossi Renzi bis

Al presidente della Regione Toscana Enrico  Rossi, che al referendum del 17 aprile si era schierato soffertamente per il Sì, sono piaciute molto le dichiarazioni fatte a New York dal presidente del Consiglio del ministri, che ha rilanciato l’obiettivo di raggiungere a livello nazionale il 50% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro fine legislatura: «Benissimo Renzi, è il tono giusto. Proprio domani ho convocato una riunione per verificare lo stato della situazione per gli interventi di depurazione previsti nella nostra Regione. Fornirò i dati pubblicamente anche perché è bene che ogni Regione si porti il proprio fardello».

Renzi ha in effetto abbassato molto i toni, anche rispetto alle dichiarazioni fatte nella sua apparizione televisiva ad urne chiuse, quando era certo che il quorum non fosse stato raggiunto e quando aveva accusato le regioni di occuparsi dell’inquinamento arino solo quando si tratta di trivelle. Renzi sa bene che la stessa accusa non può essere rivolta alle associazioni ambientaliste ed ai Comitati locali e nazionali  per il Sì che sono stati i veri protagonisti della battaglia referendaria, disertata dagli esponenti politici – se non per le solite polemiche autoreferenziali in televisione – e perfino da alcune Regioni che la avevano promossa, a partire da Calabria, Campania e Liguria, come dimostrano i risultati delle votazioni .

Ma Rossi manda a dire a Renzi che anche per quanto riguarda la depurazione la Toscna ha cetamente le carte più in reola di altre regioni: «Non siamo tutti uguali , abbiamo bisogno di un federalismo differenziato che faccia distinzioni, riconosca incentivi e premi chi governa correttamente; aiuti chi non ce la fa da solo e commissari e penalizzi quelli che per loro responsabilità non raggiungono gli obiettivi. Spero che Renzi voglia discutere anche gli enormi tagli finanziari che abbiamo avuto e di cui non ci siamo lamentati comprendendo la necessità di uno sforzo cooperativo con il governo nazionale. Tuttavia le restrizioni finanziarie che ci sono state imposte ormai sono al punto di bloccare gli investimenti, che so invece interessare molto il presidente del Consiglio. La flessibilità che si chiede all’Europa bisogna che sia messa a disposizione degli investimenti del Paese e in quota parte a quelle Regioni che hanno dimostrato di avere i bilanci in pareggio e di saper spendere».